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Gianni Cesana
DIZIONARIO RAGIONATO DEI SINONIMI E DEI CONTRARI
Giovanni De Vecchi Editore - Milano
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Gianni Cesana
DIZIONARIO RAGIONATO DEI SINONIMI E DEI CONTRARI
Giovanni De Vecchi Editore - Milano
Progetto grafico
della copertina: Studio GM. di Marazzi G.
© Copyright by Giovanni De Vecchi Editore S.p.A. - Milano, 1988 © Copyright nuova edizione 1995 Proprietà letteraria e artistica riservata Riproduzione e traduzione anche parziali vietate
PREFAZIONE
Proprio quando da più parti si evidenzia un'involuzione progressiva della lingua parlata e scritta (sia per l'introduzione massiccia di barbarismi, sia per la disaffezione al lavoro di penna), per contrappunto si presentano ottimi segnali che fanno intendere un rinnovato e diffuso interesse per la sintassi e la semantica. Ne è testimonianza il successo clamoroso di libri e trasmissioni radiotelevisive sulla lingua, nonché di dizionari in genere che aiutano a ben comprendere e utilizzare le parole. Su un argomento che potrebbe apparire solo scolastico, ma che in effetti non lo è, deriva anche la necessità di pubblicazioni specializzate che diano nuovo impulso e dinamismo allo studio dell'etimologia. Da qui nasce l'esigenza di riproporre questo Dizionario ragionato dei sinonimi e dei contrari che nella sua nuova edizione è stato ampliato e arricchito con tutte le voci che meglio possano accrescere il patrimonio lessicale di ognuno. I termini aggiunti in questa edizione sono circa duemila: si tratta per lo più di parole già in uso da tempo ma che negli ultimi vent'anni hanno spesso assunto anche un senso diverso da quello originano, e di parole completamente nuove - specialmente straniere - che ormai sono entrate nel linguaggio comune. Inoltre ho preso in considerazione parecchie espressioni gergali per coloro che "volendo sciacquare i panni in Arno" si trovassero in difficoltà. II volume infine dilata il suo scopo fondamentale anche in una diffusa nomenclatura che ne amplia l'area d'uso e di profitto. Manuale di consultazione a tutti i livelli, il presente Dizionario è quindi prezioso strumento da tenere a portata di mano. La lingua è vita, in costante divenire nel tempo: la sua corretta conoscenza non solo è necessaria per meglio capire e farsi capire, ma anche per mantenere in noi il piacere della scoperta. I vocaboli dell'italiano - per la loro ricca derivazione classica - sono fra i più sfaccettati tra le lingue europee. E se non sempre riescono a rendere pienamente una sensazione ο un'atmosfera, possono in ogni caso - se ben scelti - sfumare ogni idea: questo volume è un invito a differenziarne l'uso per un miglioramento sostanziale della nostra lingua.
L'Autore
Abbacinare
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Abbagliare, abbarbagliare, accecare, in gannare, offuscare. Abbacinare è l'espressione più forte: vale quanto accecare. Anticamente infatti era in uso un supplizio che consisteva nell'accecare il colpevole avvicinando ai suoi occhi un bacino arroventato, e il suppliziato rimaneva abbacinato. Chi è abbacinato conserva dunque un durevole ricordo di ciò che lo ha colpito: la straordinaria bellezza di una donna, l'altissimo ingegno di un uomo, abbacinano. Questo in senso figurato; in senso non figurato si può rimanere abbacinati da una fortissima luce improvvisa che toglie le facoltà visive, parzialmente ο totalmente, per un tempo più ο meno lungo, e anche per sempre. Il colpito ha la vista offuscata ο addirittura rimane accecato. Ingannare è detto della mente quando si lasci traviare da consigli, dadottrine, da ideali fallaci. Abbagliare ha un significato meno forte che abbacinare: chi fissa a lungo un oggetto ο una lu ce anche non troppo forte rimane abba gliato, vale a dire che la vista si offusca perché gli occhi si stancano e prendono abbagli. Abbarbagliare è, con termine ormai piuttosto desueto, l'effetto di uno splendore istantaneo che fa socchiudere gli occhi senza lasciare durevoli conseguenze. La luce del sole che colpisce direttamente le pupille abbacina, un paesaggio assolato abbaglia, una lampadina che si accende all'improvviso nell'oscurità profonda abbarbaglia, il falso profeta inganna. Abbuiare, oscurare.
appannare,
Abbaglio
ombreggiare,
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Errore, sbaglio, svista. Uabbaglio è proprio della mente, la quale, in conseguenza di esso, provoca 7
uno sbaglio nel modo di comportarsi. L'errore è più grosso e ha conseguenze più gravi che non lo sbaglio; lo sbaglio ammette un più rapido ed efficace rimedio che non l'errore. La svista è l'equivalente materiale dell'abbaglio. Si può dire che la vita di un uomo è stata tutta un errore, che lo scolaro ha fatto uno sbaglio nel compito di aritmetica, che Tizio ha preso un abbaglio scambiando Caio per Sempronio, che il totale del conto deve essere riveduto perché c'è stata una svista.
Abbaiare
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Guaire, latrare, mugolare, ringhiare, uggiolare, ululare, urlare. Abbaiare è genericamente il verso del cane. Più propriamente un cagnetto incivilito abbaia, un cagnaccio selvatico latra. Latrare ha qualcosa di aggressivo e di minaccioso. "Can che abbaia non morde", dice il proverbio; ma non conviene dire la stessa cosa di un cane che latra. Guaire è il verso del cane che vuol manifestare sofferenza; la fame, la sete, il dolore, la paura, la solitudine. Il mugolare invece manifesta uno stato di soddisfazione: il cane mugola di piacere, scodinzola, saltella allegramente quando rivede il padrone dopo qualche tempo, quando vede la padrona avvicinarsi con la ciotola colma di buone cose. II ringhiare è il verso del cane in stato di collera: esso ringhia quando vede avvicinarsi una persona che non gli va a genio, quando sente un rumore che lo mette in allarme. Uggiolare è quasi quanto mugolare, ma è meglio riferito a cani giovani, a cuccioli, che non sanno ancora abbaiare a piena gola, e può manifestare indirettamente dolore ο gioia. Vululare è proprio del cane adulto. È il verso lungo, lugubre, disperato del cane infelice che leva la voce alla luna, che ha paura ο fame, che soffre alla catena. L'ululato è il verso caratteristico del lupo. Nei celebri libri di avventure di Emilio Salgari e 8
di Jack London i lupi siberiani ululano sempre in modo agghiacciante. Urlare dicesi genericamente del confuso vociare animalesco in cui si assommano l'abbaiare, il guaire, l'ululare, il ringhiare, l'uggiolare di un gruppo di cani.
Abbaino
4
Lucernario, mansarda, soffitta. Vabbaino propriamente è la finestrella che dà^luce alla soffitta e che permette l'accesso al tetto. Impropriamente si dice "abitare in un abbaino" per "abitare in una soffitta". Abbaino è affine a lucernario, apertura vetrata, non solo del tetto, che dà luce a un ambiente. Mansarda è una soffitta comodamente abitabile. I poveri abitano spesso nelle soffitte, ma nelle mansarde, specialmente dei grandi palazzi moderni, abita gente niente affatto povera, artisti e persone alquanto eccentriche.
Abbandonare
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Abdicare, abiurare, allontanarsi, desistere, dimettersi, disertare, disfarsi, emigrare, lasciare, lavarsene le mani, mandare a farsi friggere, mandare all'inferno, mandare sulla forca, mollare, piantare, piantar baracca e burattini, rinunciare, ripudiare, staccarsi. Lasciare è l'espressione più ampia e generica che può essere usata in luogo di tutte le altre. Esprime con sufficiente chiarezza l'idea dell'allontanamento: si può lasciare una donna, un ufficio, la patria, una faccenda, un luogo. Lo stesso dicasi di abbandonare, soltanto che questo verbo contiene un concetto di maggiore determinazione, di fatto più dipendente dalla volontà. Si "abbandona" alcunché dopo che la mente ha deciso di farlo, mentre si "lascia" qualcosa ο qual cuno anche senza che sia intervenuta una decisione. Gli altri verbi si usano
con un significato più preciso e riferito a cose ο fatti determinati: il sovrano abdi ca se abbandona il trono, il funzionario si dimette dalla carica, il soldato diserta il reggimento, il credente abiura la fede ο l'idea che aveva fin qui abbracciata, il marito ripudia la moglie, il cittadino emigra quando abbandona la patria. Al lontanarsi si riferisce meglio a un luogo benché sia usato anche riferito a perso na: mi sono allontanato da Milano, dal centro della città, mi sono allontanato da Maria, dagli amici. Desistere contie ne l'idea di un abbandono per stanchez za ο noia: si desiste dal leggere un libro noioso, dal perseverare in uno sforzo pe noso. Piantare, piantar baracca e burat tini, mollare, lavarsene le mani, sono espressioni del parlare comune che si possono riferire a qualsiasi cosa di cui ci si voglia disfare. Ancor più vivaci ma di eguale significato sono le espressioni: mandare sulla forca, mandare a farsi friggere, mandare all'inferno, che devono essere usate con cautela giacché hanno intenzioni deliberatamente offensive. Staccarsi e rinunciare suggeriscono l'idea di un abbandono fatto contro la volontà, a malincuore. Sloggiare è ancora più forte, ha chiaro in sé il concetto della costrizione e si riferisce esclusivamente a luogo: sono dovuto sloggiare, il nemico è stato sloggiato dalle sue posizioni. Conservare, restare, rimanere, ritenere, serbare, tenere, trattenere.
Abbassare
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Attenuare, avvallare, avvilire, calare, chinare, declassare, declinare, decrescere, decurtare, defalcare, degradare, deprimere, derubricare, detrarre, digradare, diminuire, indebolire, moderare, ridimensionare, ridurre, sbassare, scemare, sminuire, snobbare, tirar giù, umiliare. Abbassare esprime genericamente il portare dall'alto verso il basso, il diminuire
d'altezza. Gli stessi significati valgono anche per tirar giù che più propriamente designa il prendere qualcosa che è posta in alto. Attenuare, diminuire la gravità di un fatto, abbassarne l'importanza. Avvallare si dice del terreno che forma declivio ο valle. Calare vale talvolta co me diminuire', cala ο diminuisce il gua dagno, il livello dei fiumi, l'interesse per una certa attività, l'amore per il marito, la voglia di lavorare, il prezzo del carbone; ma "calare" si usa in casi in cui non si può usare l'altro verbo: calare il sipario, calare un fendente, calarsi in un pozzo, calare le brache. Chinare significa volgere in basso: chinare il capo, chinare gli occhi, chinarsi per raccogliere qualcosa da terra. Declassare, abbassar di classe, di categoria. Declinare, tendere verso il basso: il declinare del sole, delle fortune. Decurtare si riferisce a valori monetari: decurtare la spesa, lo stipendio. Defalcare, ridurre una somma togliendone una parte. Degradare ha lo stesso significato di avvilire, umiliare', propriamente significa togliere il grado che uno ha, abbassarlo di grado, avvilirlo, umiliarlo nella considerazione altrui; degradare non va confuso con digradare, che designa l'abbassarsi del terreno a grado a grado, il fondersi di due colori l'uno nell'altro, lo smorzarsi di un medesimo colore: le montagne digradano alla pianura, il rosso digrada nell'arancione. Derubricare, termine burocratico: abbassare il valore figurante in rubrica. Detrarre, togliere via. Indebolire, abbassare, perdere la forza. Moderare, diminuire in parte lo slancio, la violenza. Ridimensionare, dare una dimensione inferiore, più ragionevole. Ridurre è generico, vale diminuire, rimpicciolire. Sminuire è meglio usato in senso figurato che diminuire: sminuire la fama di un grand'uomo, sminuirsi di fronte a se stessi. Decrescere è meglio usato riferendosi a cose materiali: decrescono la piena del fiume, il guadagno giornaliero, la scorta di carbone. Sbassare significa diminuire l'altezza dal basso; si sbassa una seggiola tagliando un poco le gambe sot9
to. Snobbare, abbassare nella propria considerazione con un certo disprezzo, fingere di ignorare: snobbare una persona, un ricevimento. Deprìmere è abbassare in senso morale: il suo atteggiamento mi deprime, oggi mi sento depresso, questo luogo è deprimente. Scemare, come diminuire, ma meglio riferito all'intensità che al numero ο la quantità. Alzare, crescere, drizzare, elevare, ergere, issare, rialzare, rizzare, sollevare, tirar su.
Abbastanza
7
Assai, a sufficienza, bastantemente, quanto basta, sufficientemente. Abbastanza, come quanto basta, assai e bastantemente, sono stretti sinonimi, si possono appena distinguere l'uno dall'altro per sfumature sottili su cui non è il caso di indugiare: tutti significano che una certa cosa è sufficiente, che basta, che non si ha bisogno d'altro. A sufficienza ο sufficientemente racchiude un concetto di mediocrità, di qualcosa che basta appena appena: il ragazzo studia a sufficienza, quell'uomo guadagna sufficientemente. Inadeguato, scarso.
Abbattere
insufficiente,
manchevole,
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Accasciare, atterrare, demolire, destabilizzare, diroccare, distruggere, mettere knock-out, prostrare, radere al suolo, rovesciare, rovinare, smantellare, sradicare. Abbattere è il buttare giù ciò che sta eretto, e il verbo si può usare tanto in senso materiale quanto in senso figurato: si può abbattere un edificio con il piccone e si può abbattere lo spirito di un uomo con un grande dolore. Atterrare è il buttare a terra qualcosa ο qualcu 10
no che sta ritto: si atterra un uomo con un pugno ο un albero con la scure. De stabilizzare, rendere meno stabile, meno solido, meno sicuro: destabilizzare la compagine dello Stato. Diroccare è proprio di qualcosa costruito in muratura che cade in rovina per effetto del tempo, dell'incuria, degli agenti atmosferici: una casa diroccata. Il demolire è l'abbattere con metodo, razionalmente: si demolisce un palazzo per costruirne un altro nello stesso luogo, si demolisce la resistenza dell'avversario con colpi continui e bene assestati. Radere al suolo si dice di qualcosa di cui non è rimasto nulla in piedi per effetto di un fatto violento: una guerra, un terremoto, un'alluvione hanno raso al suolo l'intero paese. Il distruggere ha un significato ancor più definitivo: non esiste più nulla di quello che c'era. Rovinare è l'abbattersi con impeto: il ghiacciaio è rovinato a valle seppellendo ogni cosa. Prostrare ha un significato squisitamente morale, come accasciare: uno spirito prostrato, accasciato dalla sventura. Smantellare è un termine tipicamente militare, e si dice della demolizione di fortezza; oggi si riferisce anche a impianti industriali e ad attrezzature produttive in genere. Mettere knock-out si dice di un atleta che è stato abbattuto e posto definitivamente fuori combattimento da un colpo dell'avversario; il termine è proprio del pugilato. Sradicare significa abbattere strappando perfino le radici: alberi sradicati dal vento, dal fiume in piena; si usa anche in senso figurato: popoli sradicati dalla loro terra. Aver cura, conservare, costruire, erigere, fabbricare, resistere, serbare, stabilizzare.
Abbazia
9
Badia, cenobio, certosa, chiostro, convento, monastero. Vabbazìa ο badìa è l'edificio nel quale
vivono i monaci, il cui capo ha il titolo di abate. Il chiostro è il cortile dell'edificio, solitamente circondato da portici, dove convengono i monaci per ricrearsi un poco lo spirito all'aperto. Il termine ha anche un significato assoluto: chiudersi in chiostro significa darsi alla vita monastica. Il convento indica non soltanto il luogo dove vivono i monaci ma anche il complesso delle persone, mentre monastero è strettamente l'abitazione dei monaci. Cenobio indica l'abitazione e la vita religiosa in comune. La certosa è un convento dei frati certosini.
Abbigliare
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Addobbare, adornare, guarnire, raffazzonare. Abbigliarsi si dice di persona che si veste con una cura particolare. Adornare vale per persone e cose: si adorna un edificio di fregi, di bandiere, di festoni; una donna si adorna il capo con un diadema, il collo con un vezzo di perle. Addobbare è esclusivo di cose: si addobba una stanza, una chiesa, un portico. Si usa anche per le persone quando si voglia indicare un abbigliamento eccezionalmente ricco e solenne: una fanciulla si abbiglia per il ballo, un principe si addobba per la cerimonia dell'incoronazione. Guarnire è l'aggiungere qualcosa all'abbigliamento per renderlo più attraente. Raffazzonare è l'abbigliare alla meno peggio una persona che già di per sé non ha grandi attrattive. Deporre, smettere, spogliare, svestire.
Abbondanza
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A bizzeffe, bengodi, caterva, colluvie, copia, cuccagna, dovizia, eccesso, esuberanza, opulenza, pacchia, pletora, profluvio, profusione, ricchezza, ridondanza, sequela, serqua, subisso, surplus, visibilio.
Abbondanza è una quantità di qualsiasi cosa superiore al necessario. A bizzeffe significa in grande quantità, per lo più di cose buone: quattrini, dolciumi, vino a bizzeffe. Bengodi, il famoso paese delle favole dove c'è abbondanza di ogni cosa. Caterva è una grande quantità di cose ο di persone, implicando però l'idea di disordine, di inutilità: una caterva di libracci, di servitori. Colluvie, abbondanza di cose sudice, spregevoli. Copia è come abbondanza, ma in senso più relativo: uno può avere gran copia di cose e non averne abbastanza. Cuccagna, altro paese come Bengodi. Esuberanza ed eccesso, più che abbondanza, indicano che di una cosa ce n'è da buttar via. Pacchia, abbondanza di mangiare, bere, divertirsi. Profusione, profluvio, subisso, visibilio indicano grande quantità genericamente: fiori a profusione, subisso di applausi, visibilio di persone, profluvio di parole, di lacrime. Dovizia è abbondanza di cose che hanno pregio: dovizia di idee, di virtù, di quattrini. Pletora è affine a eccesso e forse più, un'abbondanza addirittura soffocante. Ricchezza è il possedere molte cose che mettono al riparo dal bisogno; anche in senso non materiale: ricchezza di idee, di buone qualità. Ridondanza, abbondanza inutile, superflua, di parole, di ornamenti. Opulenza, grande ricchezza. Serqua, propriamente, significa dozzina; in senso sempre più ampio significa grande quantità, ma per lo più di cose sgradevoli: una serqua di ingiurie, di legnate, e anche una serqua di figlioli quando questi sono un peso per i genitori poveri che li hanno messi al mondo. Anche sequela ha un significato negativo: vale infatti serie di cose ο fatti spia cevoli che accadono uno di seguito al l'altro. Surplus, qualcosa di più: un surplus di guadagno; è soprattutto termine economico che indica sovrabbondanza di produzione sul consumo, di offerta sulla domanda ecc. Bisogno, carenza, disagio, indigenza, inopia, mancanza, meschinità, miseria, 11
penuria, povertà, ristrettezza, scarsezza, stenti, strettezza.
Abbracciare
12
Allacciare, attorniare, avvinghiare, avviticchiare, buttare le braccia al collo, cingere, circondare, comprendere, dominare, includere, stringere, stringere al seno. Abbracciare è l'atto materiale di stringere con le braccia. Comprendere, circondare, attorniare, è un abbracciare non con le braccia e non necessariamente materiale: un muro circonda ο attornia un cortile, il territorio della provincia comprende ventisette comuni, le scienze naturali comprendono la zoologia, la botanica, la mineralogia. Allacciare è un abbracciare con lacci e cose simili: grossi tronchi allacciati dall'edera, dalle liane. Abbracciare dall'alto con lo sguardo equivale a dominare', da questa altura si domina un magnifico panorama, si abbraccia l'intera Brianza. Avvinghiare è l'abbracciare con forza, con violenza, quasi a rendere impossibili i movimenti della persona abbracciata. Avviticchiare è l'abbracciare strettamente, con passione, si potrebbe dire anche con le gambe e con tutto il corpo, come fa la vite che si avviticchia al sostegno: il bambino si avviticchia alle gambe del padre. Stringere è generico. Stringere al seno, buttare le braccia al collo è l'abbracciare espansivo e caloroso di persone legate da vincoli di affetto. Cingere è propriamente l'abbracciare alla cintola e, in senso più lato, il circondare ο recingere con muri, siepi, reticolati una porzione di terreno. Disgiungere, disunire, divincolare, libe rare, sciogliere, slacciare, svincolare.
Abbreviare
13
Accorciare, compendiare, concentrare, ri assumere, ricapitolare, ridurre, tagliare. 12
Abbreviare, rendere breve, ridurre il molto a poco. Si abbrevia il nome di Bartolomeo in Meo, si abbrevia il cam mino prendendo una scorciatoia. Equi vale ad accorciare, ma questo verbo è meglio usato nel senso di fare più corto levando un pezzo intero: si accorcia una veste troppo lunga, si accorciano le gambe di un tavolo troppo alto. Tagliare è più generico: si taglia di sopra, di sotto, di fianco una cosa troppo alta, troppo lunga, troppo larga, troppo abbondante comunque. Anche ridurre è espressione generica: si tratta di diminuire la grandezza di una cosa di dimensioni eccessive. Compendiare, ricapitolare, riassumere, si riferiscono solitamente a prodotti dell'ingegno, particolarmente scritti, libri, discorsi: compendiare è fare un compendio, cioè esporre in succinto l'intera materia; lo stesso che riassumere, fare un riassunto; ricapitolare è il compendiare concentrando in poco il succo di ciascun capitolo, paragrafo, parte, comma. Il ricapitolare vuole l'esposizione abbreviata delle diverse parti ciascuna distinta dall'altra, il compendiare e il riassumere danno l'idea complessiva dell'intera opera.
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1
Accrescere, allargare, allungare, ampliare, aumentare, diffondere, dilatare, gonfiare.
Abbrustolire
14
Abbronzare, arrostire, bruciacchiare, rosolare, strinare, torrefare, tostare. I
Abbrustolire è porre le cose intorno al fuoco in modo che non brucino, ma si secchino, si riscaldino e si abbronzino. È più ο meno come tostare, ma questo verbo è meglio usato se riferito al caffè e alle granaglie in genere, mentre abbrustolire si riferisce a cose già cótte: fette di pane, fette di polenta abbrustolite. Per eccesso si dice abbrustolita la pelle del corpo esposta a lungo al sole e al
vento. Arrostire significa cuocere le vivande, specialmente la carne, in modo da renderle commestibili. Bruciacchiare è il bruciare le parti più minute di ciò che si pone al fuoco: si bruciacchia il pollo spennato per levarne i residui di peluria e le minime piume. Strinare è più preciso poiché si riferisce esclusivamente al pelo: se si espone per un attimo il dorso della mano alla fiamma i peli rimangono strinati. Abbronzare significa dare un colore simile a quello del bronzo, è il primo effetto del sole sulla epidermide che assume un colore tra il rosso e il bruno. Rosolare è il cuocere le carni a fuoco lento in modo che sulla superficie si formi una crosta rosata. Torrefare, torrefazione, si dice del caffè.
Abbrutire
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Degradare, imbestiare. Abbrutire è rendere simile a un bruto, cioè a un uomo privo di ragione come un animale. Imbestiare è più forte, è il rendere direttamente eguale a una bestia. Un uomo si abbrutisce nell'ozio, negli stravizi, nell'ubriachezza; si imbestia nella collera, nella pazzia furiosa. Degradare è relativo: si degrada colui che agisce in un modo più basso di quanto comporti il suo grado anche senza giungere al grado di bruto ο di bestia. Così si può dire che si degrada il colonnello che si comporta da sergente, il nobile ingegno che compie lavori di poco conto per guadagnare. Elevare, ingentilire, innalzare, nobilitare.
Aberrazione
momento di aberrazione e dire ο fare cose strane ο riprovevoli. Verrore è conseguenza dell'aberrazione come lo sbaglio, il quale tuttavia è meno grave dell'errore, provoca mali minori e più facilmente rimediabili. Un uomo può avere attimi di aberrazione, un altro può trascorrere l'intera vita nell'errore senza soffrire di aberrazioni. Deviazione è l'allontanarsi dalla verità, dalla retta via, anche senza giungere all'aberrazione e all'errore.
Abietto
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Basso, ignobile, indegno, sordido, vile. L'abiezione è la condizione più bassa che si possa immaginare. Una persona abietta, un'azione abietta suscitano maggiore ribrezzo che se fossero basse, vili, indegne. È la bassezza assoluta. Basso significa non elevato, e può essere tollerabile; vile è più che basso perché, oltretutto, lascia intravedere l'insidia. Ciò che è ignobile suscita il disprezzo più che il ribrezzo. Indegno è l'attributo meno basso: un uomo può fare un'azione indegna di lui senza giungere in basso più di tanto. Ciò che è sordido richiama alla mente anche l'idea del sudiciume morale e materiale. Degno, eletto, elevato, nobile, preclaro, signorile.
Abile
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Accorto, adatto, agguerrito, atto, bravo, capace, che sa il fatto suo, coi fiocchi, consumato, destro, esperto, in gamba, provetto, valente.
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Deviazione, errore, sbaglio. Vaberrazione, in senso morale, è un traviamento momentaneo del giudizio. Anche l'uomo più giudizioso può avere un
Abile è la persona che sa fare bene le cose, quindi l'attributo comprende tutti gli altri. Bravo è il termine più generale. Accorto suppone la persona che è abile perché ha ben ponderato tutto prima di accingersi a fare. Agguerrito indica la 13
capacità di superare le difficoltà per lun ga pratica ο studi approfonditi, e sottoli nea la determinazione nel farlo. Consu mato è più che esperto, e si dice della persona che, in quel campo, non ha più nulla da apprendere. Destro suggerisce l'idea dell'abilità manuale. Esperto è l'uomo divenuto abile grazie alla lunga esperienza. Atto e adatto è l'uomo abile perché fa proprio quello che sa fare bene: the righi man at the righi place, dicono gli americani, cioè "l'uomo giusto al posto giusto". In gamba, che sa il fatto suo, sono espressioni del lessico corrente per designare l'uomo capace più del normale. Coi fiocchi ha lo stesso significato, ma si dice anche di cose, per sottolinearne le qualità e gli ottimi requisiti. Provetto è colui che ha una conoscenza sicura, certa di ciò che fa per essersi esercitato molte e molte volte. Valente esprime il massimo dell'abilità. Disadatto, inabile, inadatto, incapace, inesperto, inetto, insufficiente, malaccorto, maldestro.
Abisso
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Baratro, dirupo, precipizio, voragine. Vabisso è una profondità grande, buia, che si può anche non vedere immediatamente. Il termine è usato per lo più in senso figurato: un abisso di colpe, tra di noi c'è un abisso. Anche voragine si può usare in senso figurato e con significato anche più pauroso, in quanto dà la sensazione di qualcosa che divoracene inghiotte tutto senza lasciar traccia: costui è caduto in una voragine da cui non uscirà più. Il dirupo è un luogo sparso di orride rupi, ben visibile all'occhio, tra cui si possono trovare precipizi in cui è possibile cadere. Il baratro presso gli antichi greci era una voragine in cui si gettavano i malfattori: il senso di questo termine è spaventoso in quanto ad esso si associa il concetto di colpa, di punizione. 14
Abitare
20
Accantonare, acquartierare, albergare, alloggiare, aver sede, dimorare, domiciliarsi, risiedere,, stabilirsi. Abitare è voce generica per indicare dove qualcuno è stabilmente stanziato: egli abita a Milano, i popoli che abitano le regioni settentrionali. Accantonare significa (oltre che "mettere da parte") alloggiare le truppe in case ο luoghi pro tetti. Acquartierare sta per alloggiare le truppe nei quartieri predisposti. Alber gare e alloggiare indicano dove si alber ga ο alloggia, anche non stabilmente; al bergare è meno usato di alloggiare. Aver sede equivale a risiedere, cioè stare materialmente anche se non si abita: Carlo abita a Milano ma risiede abitualmente a Sanremo, la Società *** ha gli stabilimenti a P*** ma la sede a M***. Dimorare è più che risiedere poiché suppone una permanenza più prolungata e una certa rete di interessi di varia natura che trattengono la persona. Domiciliarsi è prendere dimora ufficialmente, rispetto all'anagrafe, in un determinato luogo, anche senza risiedervi mai: Carlo Bianchi domiciliato a Stradella in via dei Mulini 121, residente a Roma in via Columella 25. Stabilirsi è il prendere stabilmente dimora in un determinato luogo con l'intenzione di risiedervi per sempre ο molto a lungo.
Abito
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Abbigliamento, arnese, assisa, costume, divisa, indumento, livrea, panni, tenuta, tout-de-même, uniforme, vestito. Abito e vestito sono sinonimi stretti e indicano per lo più quegli indumenti che si vedono e con i quali si vive abitualmente, cioè giacca e pantaloni per gli uomini, gonna e camicetta, princesse, tailleur e altro per le donne. Abbigliamento ha un significato più ampio e comprende non soltanto il vestito ma
tutto ciò che la persona indossa, dalle scarpe al cappello, dai guanti alla pelliccia, dalla borsetta alla sciarpa: è in definitiva il modo in cui una persona appare alla vista; s'intende che una persona può anche apparire in abbigliamento succinto, in pigiama, in camicia da notte. Arnese è il modo di vestire: un uomo male in arnese. Assisa, divisa, uniforme, hanno lo stesso significato: si tratta di abiti di persone che appartengono a un'associazione, ente. Assisa indica forse un abito più severo; uniforme è più usato per le organizzazioni militari, divisa è più generico e si può riferire a una qualsiasi foggia purché sia "uniforme" per tutti i membri. Costume in senso di vestito è una voce ripresa dai puristi, tuttavia è entrata nell'uso: si dice di un modo di vestire fuori del comune, per una certa circostanza: costume da ballo, costume da arlecchino. Indumento è generico, più spesso riferito a capi di vestiario che non si vedono: indumenti intimi. Del resto ciascun capo di vestiario preso a sé è un indumento: le scarpe, la giacca, il cappello, il cappotto, le calze, le mutande sono indumenti. Livrea è la divisa ο uniforme di chi serve presso una famiglia signorile. I panni sono i ve stiti in generale e anche in senso figura to: panni sporchi, panni nuovi, mettersi nei panni di uno. La tenuta è un modo di vestire seguendo una certa voga ο per certe necessità: tenuta da alpinista, tenuta da pescatore. Il tout-de-même era una voce francese che indicava l'abito completo da uomo.
Abitudine
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Abito, andazzo, assuefazione, consuetudine, costume, malcostume, mania, piega, routine, tradizione, tran tran, usanza, uso, vezzo, vizio. L'abitudine è la ripetizione di atti eseguita quasi inconsciamente e si riferisce quasi sempre ad atti materiali: ho l'abitudine di bere molta acqua durante i pa-
sti, di leggere un poco prima di addormentarmi. Abito è un termine piuttosto raro e ha senso morale. Andazzo, vezzo e vizio sono abitudini più ο meno riprove voli: ha preso l'andazzo di rincasare do po la mezzanotte, ha preso il vezzo di ri spondere villanamente, ha preso il vizio di ubriacarsi. Assuefazione è un termine per lo più scientifico e si dice di esseri viventi che si sono abituati, ο meglio adattati, a vivere in un ambiente diver so da quello originario ο a compiere atti nuovi in seguito a necessità ο costrizio ne: questo uccello si è assuefatto a vivere in gabbia, questa pianta si è assuefatta al clima polare, questo leone si è assuefatto a saltare attraverso il cerchio di fuoco. Costume, consuetudine, tradizione, sono praticamente sinonimi, sono cioè abitudini proprie di certi luoghi, di certi gruppi di persone, di certi tempi; in India fino a poco tempo addietro vigeva il costume di bruciare viva la vedova insieme alla salma del marito; in alcuni luoghi c'è la consuetudine di gettare manciate di riso addosso ai novelli sposi; secondo la tradizione la notte di santa Lucia si offrono doni ai bambini. Malcostume indica il comportarsi in maniera contraria alla morale corrente: il malcostume di bestemmiare, di insudiciare i muri con delle scritte, di importunare i passanti. Piega si può dire che sia l'inizio dell'abitudine, una inclinazione a prendere una certa abitudine. Mania è l'abitudine portata al parossismo, può sfociare nella paranoia. Routine è, con termine francese, l'abitudine a comportarsi sempre nello stesso modo, senza creatività; ed è anche la sequenza di comportamenti consolidati al punto di essere quasi meccanici. Tran tran è l'abitudine a un certo modo di vivere tranquillo. Usanza e uso sono termini dal significato ampio per designare atti che si compiono con frequenza.
Abolire
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Abrogare, annullare, azzerare, cancella15
re, cassare, distruggere, espungere, estinguere, obliterare, sopprimere. Abolire è il far scomparire qualche cosa. Si dice meglio riferendolo a cose non materiali e per effetto di un atto di autorità: si abolisce un culto, una procedura, una istituzione, un ordine religioso, un divieto. Equivale a distruggere, ma questo avviene in seguito a fatti violenti, sociali ο naturali, e si può riferire a cose materiali ο no: la guerra ha distrutto molti pregiudizi, la rivoluzione ha di strutto la monarchia, l'incendio ha di strutto la casa. Abolire una legge si dice abrogare, e questo verbo non ha altro impiego. Azzerare significa ridurre a ze ro. Cancellare si dice propriamente del l'abolire qualche parola ο qualche rigo di uno scritto; in senso lato si dice anche di una distruzione materiale: il villaggio è stato cancellato dal terremoto. Annullare è il rendere nulla a ogni effetto qualsiasi cosa, ma trattandosi di una sentenza ο di una disposizione del tribunale si dice meglio cassare. Espungere si dice della soppressione di parole ο frasi da un testo. Estinguere racchiude il concet to di qualcosa che scompare per effetto di esaurimento, di una specie di morte per senilità: si estingue una tradizione, una consuetudine, un'amicizia; si dice anche di debiti e di obbligazioni in genere. Obliterare vale più di cancellare: l'obliterazione si riferisce strettamente a uno scritto, ed è fatta in modo che sia reso completamente illeggibile. Sopprimere è generico e si dice di tutto ciò che viene tolto via.
dell'amicizia, abusare del vino; abusare di una donna significa violentarla. Approfittare, sfruttare un'occasione, talvolta in eccesso: ha approfittato della sua assenza. Prevaricare, abusare della propria carica per ricavarne vantaggi illeciti, e in generale trasgredire.
Accadere
Avvenire, capitare, darsi, seguire, sopravvenire, succedere. Accadere è l'espressione più forte ed esprime per lo più il concetto di fatto dovuto al caso; inoltre questo fatto ha qualcosa di spiacevole; di infausto: è accaduto un incidente mortale, questa disgrazia non doveva accadere. Capitare è anche una cosa che si dà per caso, ma non necessariamente spiacevole,\ e in ogni modo non è molto importante. Un fatto può darsi, e l'intervento del caso è qui più limitato in quanto il fatto stesso è prevedibile e si è agito perché si verifichi ο no. Avvenire si dice di fatti più ο meno prevedibili ma non straordinari, sia fausti che infausti. Sopravvenire dà più l'idea di un fatto inaspettato e che turba un poco l'ordinario andamento delle cose. Succedere può esprimere l'idea di fatti che hanno luogo per logica successione. Seguire è ciò che avviene come naturale conseguenza di fatti che si sono verificati in precedenza.
Accampamento Creare, fondare, instaurare, promulgare, suscitare.
Abusare
istituire,
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Approfittare, prevaricare. Abusare è usare male una cosa, farne un uso eccessivo e indiscriminato: abusare 16
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Addiaccio, alloggiamento, attendamento, baraccamento, baraccòpoli, bivacco, campeggio, campo, tendopoli. Accampamento è voce caratteristica della vita militare: significa disporre l'esercito in riposo all'aperto; si dice anche campo, porre il campo, accamparsi, senza precisare in qual modo gli uomini siano sistemati. Attendamento è un cam-
po fornito di tende per ripararsi e riposare. Un attendamento che dura per qualche tempo, per esempio una intera stagione, fornito di alcuni rudimentali servizi, occupato da turisti, si chiama con espressione moderna tendopoli. Alloggiamento è un termine generico per indicare un complesso di tende, capanne, grotte, trincee e altro in cui trovano ricetto precario gruppi di persone adatte a lavori di qualche durata, per esempio un certo numero di operai addetti alla costruzione di una diga in montagna. Baraccamento ha lo stesso significato, ma si riferisce a un complesso di baracche di legno. Baraccòpoli è un agglomerato di baracche dove alloggiano provvisoriamente sfrattati, alluvionati, terremotati e sinistrati in genere, in attesa di una sistemazione definitiva. Addiaccio è la sosta all'aperto, senza protezione; si dice di uomini e di animali: pecore all'addiaccio, pastori all'addiaccio. Bivacco indica la sosta breve, all'aperto, di un numero piuttosto piccolo di persone. Campeggio ο camping è un gruppo di tende da campo posto in luogo ameno e pittoresco dove soggiornano i turisti per brevi periodi.
Accendere
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Abbruciare, ardere, avvampare, bruciare, divampare, incendiare, infiammare, infuocare. Accendere è il termine più ampio e generico: significa appiccare il fuoco a qualsiasi cosa; si dice in senso materiale e non materiale: si accende una sigaretta e la fiamma del gas, una persona si accende d'amore e d'ira. Abbruciare e bruciare è l'effetto dell'accensione: una cosa accesa abbrucia ο brucia. Ardere è proprio del fuoco bene acceso, non facile da spegnere: ardono i ciocchi nel caminetto, arde un deposito di benzina, arde una nave in mezzo all'oceano. Avvampare e infiammare richiamano l'idea delle fiamme e delle vampe; avvampare è più
forte, drammatico e furioso che infiammare; entrambi i termini si usano anche in senso morale: infiammato dall'amor di patria, avvampare di sdegno. Divampare è meglio riferito a cose materiali: il bosco, la battaglia divampano. Incendiare è appiccare un incendio: si incendia una casa, una foresta, in senso materiale; con un po' di esagerazione si incendia il cuore di un uomo, la fantasia di un poeta. Infiammare e infuocare hanno lo stesso uso richiamando l'idea della fiamma e del fuoco. Esaurirsi, estinguere, morire, smorzare, spegnere.
Accennare
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Additare, ammiccare, indicare, strizzar rocchio. Accennare è fare un cenno per richiamare l'attenzione su qualche cosa; si può fare un cenno con il capo, con la mano, con gli occhi, con un fischio; in senso astratto, si può accennare a qualcosa parlando, nel senso di riferirvisi brevemente; il suo significato non è preciso come indicare, che suppone qualcosa di più chiaro e circostanziato. Additare è fare un cenno con un dito, e si può usare anch'esso in senso non materiale: il tale è additato alla pubblica riprovazione, il tale è additato come degno successore. Ammiccare è l'accennare in segno d'intesa con gli occhi e anche con piccoli movimenti del viso. Espressione più confidenziale è strizzar l'occhio, cioè fare un cenno socchiudendo un solo occhio per un istante.
Accentuare
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Accentare, calcare su, far rilevare, mettere in evidenza, sottolineare. Accentuare vale come calcare su, far rilevare, mettere in evidenza, cioè richiama17
re l'attenzione di una persona su qualcosa in modo che essa si renda conto della sua importanza. Si può accentuare una frase, un pregio ο un difetto, un certo modo di comportarsi, così che siano più appariscenti, ο che rimangano impressi. Sottolineare era in origine proprio dello scrivere, cioè il tracciare una linea sotto una parola ο una frase in modo che salti più facilmente all'occhio; tuttavia si dice anche in senso non figurato come gli altri termini. Accentare propriamente è mettere l'accento tonico ο fonico su una parola per indicarne la retta pronuncia. Lasciar correre, lasciar perdere, neglige re, non badare, trascurare.
Accertare
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Acclarare, assicurare, certificare, cerzio rare, chiarire, verificare. Accertare è rendere certo qualcuno di qualche cosa, rendersi certi che un fatto è veramente avvenuto in un determinato modo; lo stesso che assicurare, dare assicurazione. Acclarare è termine burocratico, raro nel linguaggio corrente, per "mettere in chiaro". Certificare è dare atto scritto che una certa cosa è sicura perché accertata da un'autorità che ne fa fede; da questo verbo viene il termine "certificato", documento rilasciato da persona ο ente che ne ha l'autorità. Cerziorare è una brutta voce della terminologia giuridica, e vale come accertare. Chiarire è mettere in chiaro qualcosa di ingarbugliato, dal che deriva la certezza di conoscere bene la cosa. Verificare è più che chiarire: dopo avere verificato non ci sono più dubbi. Diffidare, dubitare, esitare.
Accessorio
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Accidentale, aggiunto, ausiliario, comple18
mentare, eccedente, marginale, optional, secondario, superfluo. Accessorio si dice di qualcosa che ha minore importanza della cosa a cui si riferisce e nasce insieme alla cosa stessa, ne fa parte. Accidentale sottolinea il carattere casuale e non necessario di ciò che è accessorio. Aggiunto è ciò che si aggiunge più tardi, e può essere importante quanto la cosa cui si riferisce. Complementare è qualcosa che completa, ma di cui si può fare a meno; un po' più di secondario che è cosa anche trascurabile. Marginale è qualcosa che sta al margine, quindi meno importante, che si può esaminare in seguito. Eccedente e superfluo si può dire di accessori inutili e magari inopportuni. Optional è aggettivo sostantivato, dall'inglese, per indicare un accessorio (specie automobilistico) disponibile ma non compreso nel prezzo d'acquisto. Basilare, dominante, essenziale, fondamentale, maggiore, precipuo, principale, sostanziale.
Accettare
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Accogliere, ammettere, far buon viso, gradire, ricevere. Accettare è l'essere d'accordo di ricevere qualcosa, suppone un calcolo di convenienza: si può accettare un incarico se ciò conviene, si può accettare l'amicizia di una persona purché questo non dia luogo a inconvenienti. Accogliere non dipende sempre dalla nostra volontà: si può anche accogliere una disgrazia ο ac cogliere in casa un parente importuno. Ammettere ha carattere spontaneo e in timo: si ammette una persona nella pro pria intimità perché la sua presenza ci fa piacere. Una persona dotata di partico lari cariche ο poteri ammette alla pro pria presenza chi le chiede udienza. Far buon viso è ambivalente: si fa buon viso a una persona cara che arriva all'im-
provviso e si fa buon viso... a cattivo gioco. Gradire è senz'altro l'accettare con piacere. Ricevere si può dire che sia l'atto successivo dell'accettare: si accetta, poi si riceve ciò che si è accettato. Si può ricevere una persona nel senso di "averla come propria ospite in casa propria" per una festa, una cena, un ricevimento. Abdicare, declinare, dire di no, fare orecchio da mercante, respingere, ricusare, rifiutare, rinnegare, ripudiare, schifare, sottrarsi.
Accingersi
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Essere sul punto di, incominciare, prepararsi. Accingersi e prepararsi sono espressioni molto vicine: ci si accinge ο ci si prepara a fare una cosa poiché si è deciso di farla; però non è detto che questa cosa si faccia ο addirittura si incominci. Essere sul punto di... è un passo avanti: fra un momento si incomincerà a fare la cosa. Infine s'incomincia... Abbandonare, desistere, lasciar perdere, mollare, rinunciare, smettere.
Accomodare
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Abborracciare, acconciare, accordare, adattare, aggiustare, arrangiare, assestare, conciliare, conformare, ordinare, rabberciare, raffazzonare, rammendare, rappezzare, rattoppare, riattare, rimaneggiare, riparare, scocciare, sistemare. Accomodare è voce molto ampia e generica che significa mettere a posto, e si può usare in ogni caso. È però sostituita con vantaggio per la chiarezza e la proprietà del linguaggio da altre voci che hanno riferimenti più precisi. Abborracciare una soluzione, una cena, un di-
scorso in pubblico vuol dire accomodarli alla meglio, in fretta. Acconciare significa accomodare con una certa arte: si acconciano i capelli, per esempio. Accordare è accomodare le corde degli strumenti a corda. Adattare è l'accomodare una cosa in modo che si possa usare altrimenti. Assestare è l'accomodare le cose fuori sesto; ordinare, riordinare. Aggiustare si dice propriamente dei meccanismi: si aggiusta la bicicletta, l'orologio. Conciliare si dice di una lite, di due avversari che vengono a un accomodamento. Conformare è l'accomodare in modo che il tutto sia conforme. Rabberciare e raffazzonare si dice di cose accomodate alla meglio, come viene viene. Rappezzare, rammendare, rattoppare è l'accomodare con pezze, rammendi, toppe. Riattare è l'accomodare una cosa rotta e sfasciata in modo che ritorni atta all'uso cui è destinata: si dice in genere di cose grandi: riattare un ponte, un edificio, una strada, una nave. Riparare, come aggiustare, usato però anche in senso figurato: riparare un'offesa, riparare un torto. Rimaneggiare è l'accomodare maneggiando una seconda volta; si dice propriamente di scritti, di libri, e anche di un ministero quando viene rinnovato in parte. Scocciare è neologismo per riparare con l'uso di nastro adesivo (scotch): scocciare una banconota, un vetro incrinato, un pacco mezzo sfasciato. Sistemare è l'accomodare secondo un ordine, un criterio, un sistema preciso, ma nel linguaggio corrente si adopera questo termine per tutti gli usi possibili e impossibili, peggio che l'accomodare: così si sistemano i mobili del salotto, i libri sullo scaffale, il vestito della zia, il viottolo del pollaio, l'inquilino del piano di sotto, le tegole del tetto, la moglie che vuole la pelliccia, i gerani sul balcone... Alterare, conciare, confondere, deformare, deteriorare, disfare, gualcire, guastare, insudiciare, rovinare, sconcertare, sciupare, sconquassare, sformare, strappare. 19
Accordo
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Accomodamento, affinità, amicizia, armonia, collusione, combine, complicità, concordanza, conformità, connivenza, contratto, convenzione, do ut des, gentleman^ agreement, intesa, parallelismo, pateracchio, pastetta, patto, simpatia, trattato, unisono. Accordo è un termine di vastissimo impiego che può essere sostituito spesso con sinonimi più adeguati ed efficaci. Accomodamento è un accordo che segue una controversia: le due parti che prima erano in disaccordo vengono a un accomodamento. Vaffinità è l'accordo di sentimenti, da cui deriva la simpatia e infine Vamicizia. Uarmonia non presuppone necessariamente un accordo perfetto di spiriti: moglie e marito possono non essere in pieno accordo, tuttavia vivere in armonia perché la ragione di entrambi consiglia di sacrificare qualcosa l'uno all'altra. Una combine è, con termine francese, un accordo illecito specialmente in ambiente sportivo per ottenere un certo risultato. Complicità e connivenza sono un accordo sul mal fare; complicità è più forte in quanto suppone che il complice prenda parte attiva nell'esecuzione del misfatto, mentre la connivenza può essere passiva, un lasciar fare, un non intervenire per impedire il male che l'altro compie. Concordanza è generico quanto accordo. Conformità è l'agire secondo gli accordi intercorsi. Collusione, accordo segreto e fraudolento tra due parti a danno di una terza. Contratto, convenzione," patto, trattato sono termini tecnici e hanno per lo più un significato preciso: contratto è un accordo d'affari; convenzione è un accordo d'affari di maggiore ampiezza che implica un vasto movimento di interessi tra grandi associazioni e anche tra Stati; il patto può essere un accordo d'importanza minima ο grandissima: due amici possono fare il patto di pagar si il caffè una volta per ciascuno, e alcune grandi nazioni possono stringere un 20
patto di non aggressione; trattato è quasi sempre riferito a un accordo tra Stati per le vie diplomatiche. Do ut des è una formula latina che significa "do perché tu dia", cioè un contraccambio di favori, intesa è un'espressione decisamente vaga: un accordo presuppone uno scambio di idee per chiarire le reciproche posizioni delle parti, mentre un'intesa può avvenire anche attraverso semplici occhiate. Gentleman's agreement è un accordo verbale tra due parti. Parallelismo è il procedere su linee parallele, e si dice di idee, di concetti, di modi di comportarsi, di punti di vista; all'incirca lo stesso che unisono, che però ha anche un preciso significato tecnico di suoni e voci che vibrano in perfetto accordo. Pastetta è un accordo tra persone intriganti, anche per commettere qualcosa di illecito; è comunque anche un accordo molto informale, anche se non confuso, pasticciato e destinato a breve durata quanto un pateracchio. Antagonismo, antipatia, contrasto, saccordo, disarmonia, discordanza, scordia.
didi-
Accorgersi
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Aver sentore, avvedersi, avvertire, capire, comprendere, discernere, distinguere, intuire, notare, osservare, percepire, presentire, subodorare. Accorgersi significa scorgere qualcosa all'improvviso per certi indizi, e si usa in senso tanto materiale quanto non materiale, per cose piccole e per cose grandi: mi sono accorto di avere un buco nella tasca, mi sono accorto che mia moglie mi tradisce. Avvedersi era in origine l'accorgersi per mezzo della vista: mi avvidi in tempo della frana che ostruiva la strada. Avvertire è un accorgersi inconscio: si avverte vagamente qualcosa; il suo significato è molto vicino a intuire, presentire, percepire: non ci sono elementi
materiali sufficienti a far pensare una cosa, tuttavia, qualcosa dentro di noi ci induce a pensare che quella cosa possa essere vera; e percepire è anche termine più scientifico che indica l'accorgersi tramite uno dei cinque sensi. Aver sentore e subodorare è l'accorgersi di alcunché di spiacevole, che fa arricciare il naso sospettosamente: ho avuto sentore di certe malignità sul mio conto, ho subodorato l'inganno. Capire, comprendere è l'accorgersi per mezzo dell'intelletto, in seguito a ragionamento: ho capito che essa mi amava, ho compreso che le cose non andavano bene. Notare, osservare è l'accorgersi chiaro e netto di qualcosa per segni palesi e inequivocabili. Discernere è l'accorgersi proprio dell'uomo che usa con perspicacia la mente e i sensi. Distinguere significa discernere una cosa da un'altra in modo da effettuare una scelta ragionata: distinguere il bene dal male, il colore blu dal celeste. Ignorare, negligere, trascurare.
Accovacciarsi
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Accoccolarsi, accosciarsi, accucciarsi, acquattarsi, raggomitolarsi, rannicchiarsi. Sono tutti verbi derivati da termini che designano un modo di stare con il corpo per essere più comodi, farsi piccini, celarsi. Accovacciarsi richiama l'animale che si caccia nel covo. Accoccolarsi è lo stare coccoloni, cioè seduti sui calcagni. Accosciarsi è lo stare piegati in due con i polpacci aderenti alle cosce spinte in fuori. Accucciarsi è proprio del cane che si mette nella cuccia. Acquattarsi è lo stare quatti, cioè immobili e silenziosi per sfuggire a un pericolo. Rannicchiarsi deriva da mettersi dentro una nicchia, farsi piccini. Raggomitolarsi è lo stringersi nelle membra come un gomitolo. Dispiegarsi, distendersi, estendersi, protendersi, stendersi, stiracchiarsi.
Accumulare
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Accantonare, accatastare, ammassare, ammonticchiare, ammucchiare, immagazzinare. Accumulare è l'espressione più ampia e si riferisce a cose concrete e astratte: si accumulano soldi, debiti, idee, pietre, acciacchi, speranze e timori, libri, impegni in quantità più ο meno grande. Ac cantonare significa "mettere da parte" in tutti i possibili significati, quindi an che accantonare del denaro. Ammassare dà l'idea di quantità maggiori, enormi, una massa, qualcosa più di un cumulo. Accatastare significa fare una catasta: si può usare con una certa ampiezza, ma si riferisce propriamente al legname. Ammonticchiare e ammucchiare è fare mucchietti e mucchi, quindi ammucchiare è più che ammonticchiare: uno che ammonticchia denaro è meno ricco di uno che ne ammucchia. Immagazzinare è mettere in magazzino, in senso reale e anche figurato ma meno bene: immagazzinare grano, carbone, carburanti; nozioni, idee, ricordi. Annientare, consumare, dilapidare, disperdere, dissipare, sciupare, sparpagliare, sperperare.
Accusa
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Addebito, calunnia, denigrazione, denuncia, diffamazione, imputazione, incriminazione, insinuazione, maldicenza, taccia. Accusa è far carico a una persona di un reato vero e proprio, di una colpa, di alcunché di mal fatto. Addebito è termine più benigno: a uno si può far addebito di essere fannullone, bugiardo, goloso, cioè accusarlo di nulla più che d'un difetto; fargli l'addebito d'un furto è senz'altro un'accusa. La calunnia è un'accusa priva di fondamento, e come tale perseguibile a termini di legge. Diffamali
zione significa intaccare la buona reputazione di una persona diffondendo maldicenze sul suo conto. La denigrazione è un'accusa fatta con animo malvagio, anche se non priva di fondamento, proprio con lo scopo di nuocere; è affine alla insinuazione che però è più sottile e subdola, e alla maldicenza che è più grossolana e generica. La denuncia è l'accusa fatta in forma ufficiale alle autorità competenti: si riferisce sempre a un reato vero e proprio contemplato dal codice penale. L'imputazione è 1 atto successivo alla denuncia: il magistrato, esaminata la denuncia e trovatala fondata, trasforma il denunciato in imputato; essa è affine alla incriminazione dalla quale si distingue per sottigliezze procedurali. Taccia è un'accusa portata dall'opinione pubblica, accusa che può essere fondata ο no, ma che in ogni mo do non riguarda un reato: il tale ha la taccia di bugiardo, di avaro, di villano. Ammirazione, consenso, elogio, enco mio, esaltazione, omaggio, plauso.
Acerbo
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Acido, acre, afro, agro, allappante, alle gante, aspro, brusco, immaturo. Acerbo è ciò che non è ancora pronto, adatto, per essere utilizzato. È acerbo il frutto non ancora giunto a maturazione, ed è acerbo il ragazzo che non è ancora in grado di affrontare la vita: ciò che è acerbo non è maturo, cioè è immaturo. Il frutto acerbo ha sapore acre, afro, agro, acido, aspro, brusco, e questi attributi si usano anche riferiti a cose non materiali: così si ha una risposta acida ο aspra ο brusca, un complimento fatto a denti stretti ovvero agro, un atteggia mento scontroso e scostante ovvero bru sco, aspro. Allappante, allegante si dico no di un sapore tanto aspro e agro da allegare ο allappare i denti. Amabile, dolce, maturo. 22
Acquistare
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Acquisire, arraffare, aumentare, avvan taggiarsi, beccare, buscare, comprare, conquistare, guadagnare, imparare, incet tare, migliorare, procacciarsi, procurarsi, profittare, progredire. Acquistare è genericamente l'entrare in possesso di qualcosa, sia materiale che immateriale: si acquista un chilo di pane, si acquista la salute, si acquista il paradiso. Acquisire si usa soltanto per beni non materiali: si acquisisce una certezza, un diritto, una nozione. Arraffare è l'acquistare con la violenza, senza badare ai mezzi, di riffe ο di raffe. Aumenta re e migliorare è l'acquistare qualcosa in più oltre a quello che già si possiede; migliorare è meglio detto di cose immateriali: si aumenta il reddito, si migliora la propria posizione. Avvantaggiarsi e profittare è trarre vantaggi ο profitti da una particolare situazione. Beccare è espressione scherzosa per acquistare con particolare abilità, con scaltrezza: ha sposato quella ragazza e si è beccato anche la sua ricca dote. Buscare è più vicino a prendere e si dice solitamente di cose non piacevoli: buscare una polmonite, buscare due ceffoni. Conquistare è l'acquistare con la forza fisica ο spirituale, ma suppone sempre un'azione leale: l'eser cito ha conquistato la città: ho conquistato il cuore di quella donna, si è conquistato una magnifica posizione. Guadagnare sotto certi aspetti è la conseguenza dell'acquistare: ha acquistato molte case guadagnando un mucchio di denari: si usa anche per cose non materiali, buone e cattive: ha guadagnato la stima di tutti, il disprezzo di tutti. Comprare è l'acquistare spendendo soldi. Imparare è l'acquistare cose proprie dell'intelletto, nozioni, conoscenze. Incettare è l'acquistare tutto ciò che è disponibile con l'intenzione di rivendere con grande guadagno; è un termine proprio del commercio. Procacciarsi e procurarsi indicano l'acquistare industrioso, il darsi da fare per entrare in possesso di ciò
che abbisogna. Progredire è l'acquistare vantaggi, migliorare, ed è meglio riferito a cose non strettamente materiali: progredire negli studi, nella carriera. Diminuire, disimparare, peggiorare, perdere, scapitare, scialacquare, svantaggiare, vendere.
Acuire
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Attivare, aumentare, enfatizzare, esacerbare, esaltare, esasperare, incentivare, riattivare, sensibilizzare, vivacizzare. Acuire è rendere più acuto, più forte: acuire il dolore, una sensazione. Attivare, riattivare, vivacizzare, rendere più attivo e vivace ciò che dianzi era sopito. Enfatizzare, dare ènfasi, maggiore importanza a un fatto, per lo più quando proprio non è il caso. Esacerbare, fare più acerba una sensazione già spiacevole. Esaltare, mettere in evidenza un lato positivo di una cosa, di un fatto. Aumentare, crescere in potenza, i, quantità ο in estensione. Esasperare, acuire al li mite estremo. Incentivare, fornire un motivo, un incentivo, perché una cosa venga fatta attivamente. Sensibilizzare, rendere più sensibile. Addormentare, calmare, demolire, deprimere, diminuire, mortificare, ottundere, rallentare, sopire.
Acuto
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acutissime. Acuminato richiama l'idea di una punta molto lunga; si dice e di un ferro e di una forma architettonica: un pugnale acuminato, una guglia acuminata. Aguzzo è più forte di acuto, è qualcosa che può ferire più a fondo; si dice anche aguzzare l'ingegno per significare il massimo sforzo della mente anche se essa è già acuta. Appuntito è ciò che è fornito di punta, che termina con una punta: è lo stesso cht puntuto. Assottigliato è la parte meno spessa di qualcosa e può anche non essere proprio acuta. Intenso come sinonimo di acuto si può riferire agli odori forti: le erbe aromatiche hanno odore intenso. Marcato, più intenso, più percettibile: il colore rosso è più marcato del colore rosa. Penetrante è ciò che penetra: può essere un odore, un sapore, uno sguardo, una osservazione, uno spirito. Perforante: così aguzzo e acuminato da produrre un foro (ma sono perforanti anche alcuni proiettili d'artiglieria e certe ulcere gastriche). Perspicace si riferisce esclusivamente alla mente che osserva e penetra le cose più riposte. Pungente è ciò che punge: un chiodo, una spina, una parola, il freddo. Sottile è ciò che penetra, anche se non proprio con l'impressione materiale di una punta: una lama sottile, un filo sottile, un foglio sottile; in senso non materiale equivale a fino: udito sottile, ingegno sottile. Grosso, grossolano, ottuso, spuntato, tardo.
Adagio
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Aculeato, acuminato, aguzzo, appuntito, assottigliato, fino, intenso, marcato, penetrante, perforante, perspicace, pungente, puntuto, sottile.
A poco a poco, bel bello, lemme lemme, lentamente, passo passo, piano, pian pianino, sottovoce.
Acuto è tutto ciò che dà l'impressione di penetrare facilmente. Aculeato è qualcosa fornito di aculeo, di una punta sottilissima: si dice propriamente di certi insetti e di certe piante fornite di spine
Adagio significa "ad agio", a proprio agio, con comodo, senza fretta, e ha l'impiego più ampio: camminare, fare, parlare, lavorare, mangiare adagio. A poco a poco è il procedere adagio perché 23
si fa un poco per volta, e implica un certo senso di fatica. Bel bello, lemme lemme, passo passo, si riferiscono al camminare: bel bello si può attribuire al camminare lento di chi non ha nulla da fare e da pensare: lemme lemme suggerisce l'idea di un vecchietto che non può camminare più in fretta di così; passo passo fa pensare a uno che fa un passo e dà un'occhiata al panorama prima di far l'altro. Lentamente è generico e si riferisce per lo più all'idea del movimento: camminare, muoversi, masticare lentamente. Adagio si riferisce anche al suono: si può parlare adagio, cioè sottovoce, e rapidamente, come si può parlare adagio, cioè lentamente, ma con voce forte. Piano e pian pianino si riferiscono più propriamente al rumore che non al movimento, quindi parlar piano significa parlare sottovoce non lentamente; e non si dirà camminare piano, ma camminare lentamente. Celere, frettoloso, rapido, sollecito, svelto, veloce.
Addolcire
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Alleviare, ammorbidire, disacerbare, lenire, mitigare, moderare, temperare, zuccherare. Addolcire significa genericamente rendere dolce, rendere meno aspro ο amaro, e ha un uso ampio: si addolcisce il caffè mettendoci dello zucchero, si addolcisce l'animo prima esacerbato, si addolcisce un pendio che dianzi era aspro "e accidentato, si addolcisce una legge che era troppo severa. Alleviare è dare sollievo, togliere asprezza: alleviare una pena. Ammorbidire è più propriamente il rendere meno duro, e ha un uso più ristretto con riferimento a cose materiali che si possono rendere più morbide, per esempio un tessuto, un materasso, un cuscino; si dice però anche di un'indole che si fa più dolce, meno rustica ο rude. Disacerbare si dice dello spirito, del 24
l'animo che, fin qui esacerbato, ora si disacerba. Lenire è proprio del dolore, fisico e morale: la cura dei fanghi ha molto lenito i miei dolori artritici, il suo perdono ha lenito il mio dolore. Mitigare è rendere mite, e ha anch'esso ampie applicazioni: si mitiga un dolore, una legge crudele, un trattamento brutale. Moderare e temperare son molto affini: moderare è togliere l'eccesso che nuoce, temperare è scemare la forza e rendere meno aspro l'effetto: il superiore modera la sua eccessiva severità, il passare dei giorni tempera il dolore. Zuccherare è propriamente l'addolcire per mezzo dello zucchero.
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Amareggiare, esacerbare, inasprire, indurire, invelenire, inviperire, incrudire.
Addolorato
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Accorato, afflitto, attristato, contristato, desolato, ipocondriaco, malinconico, mesto, travagliato, tribolato, triste. Addolorato e i suoi sinonimi hanno tutti un riferimento morale, di dolore dell'anima, dello spirito. Accorato si dice di un dolore che ferisce profondamente il cuore e sembra inguaribile. Afflitto è più forte che addolorato, ma l'afflizione è meno durevole dell'accoramento: il ragazzo è afflitto per un rimprovero ricevuto, ma non per questo è accorato. Attristato, contristato è colui che è triste, cioè che cova un dolore che viene dall'animo, non provocato da fatti esterni; ma triste è più forte dei suoi derivati in quanto questi possono avere durata e intensità minori: uno è triste perché si sente isolato dal mondo, ma è attristato ο contristato per non essere stato capace di superare una difficoltà. Desolato si dice di chi è afflitto per essere solo, privo di conforto. Ipocondriaco è chi soffre di ipocondria, malattia nervosa che ingenera malinconia e pessimismo. Malin conico è lo stato d'animo di chi sopporta un dolore con serenità e compostezza;
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egli può anche sorridere e riuscire gradevole, mentre il mesto non sorride e alla fine riesce uggioso e sgradevole a chi gli sta intorno. Travagliato è l'uomo colpito da un dolore che lo rende inquieto, che lo turba: "Ah, se questo è amor, com'ei travaglia!" scrive l'infelice Leopardi; si può anche riferire a un dolore fisico. Tribolato si dice più di fastidi, di noie, che di veri dolori: tribolato dai debiti, dalla miseria, dalla suocera, dal maltempo, dal motore che funziona male... Allegro, appagato, contento, felice, giocondo, lieto, soddisfatto, spensierato.
Addomesticare
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Addestrare, addolcire, ammaestrare, ammansire, assuefare, domare, mansuefare, scozzonare. Addomesticare è il rendere domestico, e si riferisce agli animali; si può usare il termine anche riferito all'uomo, ma in tono scherzoso: un selvaggio non lo si addomestica, lo si incivilisce; un ragazzo riottoso e selvatico, lo si educa. Addestrare e ammaestrare sono successivi all'addomesticare: prima si addomestica il leone, lo scoiattolo, il merlo, poi lo si addestra ο ammaestra a saltare, a girare nella gabbietta, a cantare con grazia. Mansuefare, ammansire ο assuefare si gnificano rendere mansueto, e si riferi scono ovviamente agli animali selvaggi e feroci. Domare si riferisce esclusiva mente agli animali feroci dei quali si piega con fatica l'indole fiera e indomi ta; scherzoso è l'uso del termine nella shakespeariana "bisbetica domata". Vassuefare è meno forte di addomesticare e addestrare: per esempio i camosci e i caprioli si assuefanno ad avvicinarsi all'abitato quando sono affamati. Addolcire è il rendere più dolce, genericamente, un'indole selvatica e rustica. Scozzonare significa domare e addestrare cavalli da sella e da lavoro.
Abbrutire, inselvatichire, rinferocire, ribellarsi.
Adeguato
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Adatto, ad hoc, confacente, conveniente, idoneo. Adeguato viene dal latino adacquare, rendere eguale: una cosa ο una persona si adegua a un'altra, si rende eguale. Va le come adatto: una persona si adegua ο si adatta alle circostanze, si mette un ve stito adeguato ο adatto alla cerimonia, dà una risposta adeguata ο adatta a ciò che viene domandato. Ad hoc è locuzione latina che significa "per questo": abbiamo la persona ad hoc, il rimedio ad hoc. Confacente, che si confà: un abito confacente alla sua condizione. Conveniente equivale a "che conviene", e può non essere esattamente adeguato ο adat to perché ci entra una considerazione soggettiva. Idoneo significa che ha le qualità necessarie per fare alcunché. Inadatto,
Adirato
inadeguato,
inidoneo.
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Adombrato, arrabbiato, corrucciato, furente, furibondo, idrofobo, imbestialito, imbizzarrito, imbronciato, incavolato, incazzato, incollerito, indispettito, infuriato, innervosito, inviperito, irato, rabbioso, risentito, sdegnato, stizzito. Adirato come irato è l'uomo in preda all'ira; ma irato è più che adirato: Achille irato provocò infiniti lutti agli Achei, mentre se fosse stato solo adirato contro Agamennone, gli avrebbe dato una strapazzata e tutto sarebbe finito. Adombrato, quasi arrabbiato, sospettoso di essere offeso. Arrabbiato, propriamente, è il cane che ha la rabbia ο idrofobia, ma nel parlare comune si dice arrabbiato, e an che idrofobo l'uomo irato, fuori di sé. L'uomo corrucciato ha qualcosa di nobi25
le, è irato per una ragione non futile, per un'offesa immeritata; e sdegnato esprime anche un certo disprezzo per chi è causa del corruccio. Furente, furibondo, fuori di sé dalla rabbia. Imbronciato, tiene il broncio. Incazzato, incavolato, termini popolari per "arrabbiato". Incollerito è l'uomo in preda alla collera, che è meno duratura e di natura meno profonda dell'ira: uno si incollerisce facilmente perché ha digerito ο dormito ma le, e dà in escandescenze se gli pestano un piede; l'ira e il corruccio possono prendere anche l'uomo in perfette condizioni di corpo e di spirito se la cagione è grave. Indispettito è colui che ha subito un dispetto: cosa passeggera e superficiale, pressappoco come per l'uomo stizzito. Infuriato è l'uomo preso dalla furia, da un'ira folle, così che non risponde più delle proprie azioni. Innervosito, stadio iniziale dell'arrabbiato. L'inviperito si accende d'ira subitanea e scatta come una vipera, velenosamente. Imbestialito è colui che diventa come una bestia nella sua ira. Imbizzarrito si dice di grossi quadrupedi, specialmente cavalli, irrequieti e furiosi. Rabbioso è più vicino a idrofobo che ad arrabbiato. Risentito, stizzito e indignato. Mansueto, pacato, pacifico, pacione, placido, sereno, tranquillo.
Adolescente
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Efebo, fanciullo, giovincello, giovinetto, imberbe, minorenne, pubescente, ragazzo, sbarbatello, teen-ager. Adolescente si dice la persona di età compresa tra i tredici-quattordici anni e i diciotto-venti. Efebo presso gli antichi greci era il giovane uscito dalla fanciullezza e iscritto al demo come cittadino; oggi il termine designa un adolescente molto bello di corpo e di viso; può stare a indicare anche un'evidente mancanza di mascolinità. Il fanciullo è appena all'inizio dell'adolescenza; il ragazzo è un 26
passo più avanti e fra pochi anni sarà un giovinetto. Giovincello è il giovinetto che incomincia a» darsi delle arie, e sbarbatello è un giovincello pretenzioso e presuntuoso, decisamente antipatico. Imberbe mette in evidenza il fatto che l'adolescente non ha ancora la barba. Minorenne è un termine propriamente giuridico: designa il giovane che non è ancora in età di godere i diritti previsti dalla legge. Pubescente si riferisce al fatto fisiologico del pube che tra i dodici e i quindici anni si copre di peluria, e insieme si sviluppano i caratteri sessuali secondari. Teen-ager è un termine anglosassone che designa i giovani tra i tredici e i diciannove anni. Maturo, virile..
Adorare
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Amare, estasiarsi, idolatrare, venerare. Adorare è propriamente l'omaggio che si rende a Dio, il quale è amato, temuto e venerato. Nel senso di amare è iperbolico ma di uso comune: adorare una donna, adorare la madre, adorare il figlio, è amare con passione, senza limiti. Futile oltre che iperbolico è adorare lo sci, il ballo in voga, l'attore di moda, il gatto, il budino alla cioccolata, tuttavia c'è chi lo fa ogni giorno. Estasiarsi significa andare in estasi, sentirsi rapiti: ci si può estasiare di fronte a uno splendido panorama, a una grande opera d'arte, a una bellissima donna, a una musica divina. Venerare implica il concetto di rispetto, di ossequio, ed è molto vicino all'adorare; si può venerare la madre, il vecchio e valoroso maestro, non però il figlio ο la donna che si ama e magari si adora. Idolatrare viene da idolo ^sugge risce l'idea di una spiritualità primitiva, irragionevole, propria di chi si prosterna davanti a un idolo: si può idolatrare il denaro, una donna anche indegna ο zep pa di magagne, le proprie ambizioni, ma
per qualcosa di più elevato e degno è meglio usare gli altri sinonimi. Abominare, aborrire, detestare, esecrare, odiare, ripugnare, sdegnare.
Adulare
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Accarezzare, blandire, incensare, leccare, lisciare, lusingare, piaggiare, solleticare, strisciare, vezzeggiare. Adulare è il lodare falsamente ed eccessivamente con lo scopo di averne un profitto; l'adulatore è di animo basso e arriva a lodare anche il male se ciò gli conviene. Lusingare è meno basso che adulare, è allettare con lodi e con parole più dolci del bisogno; c'è ancora traccia dell'inganno, ma temperato da una certa ingenuità. Accarezzare significa fare carezze, lusinghe, gentilezze, anche per rendersi graditi. Blandire è allettare con carezze; ha sempre uno scopo recondito, ma chi blandisce ama e stima sinceramente. Vezzeggiare è un blandire ancor più delicato, con vezzi e moine. Incensare è un adulare grossolano, con lodi sperticate e pacchiane, quasi che l'oggetto dell'adulazione fosse un dio. Lisciare, leccare, solleticare riproducono nel figurato l'azione di queste espressioni; il leccare però è assai basso e si avvicina allo strisciare che è veramente ignobile. Piaggiare, propriamente, è il navigare vicino alla spiaggia per evitare pericoli: piaggiatore è colui che non contraddice, che si mostra sempre d'accordo pur di riuscire gradito e non correre rischi, e più che vile si può dire accomodante perché approva supinamente anche il male senza arrivare a lodarlo come farebbe l'adulatore. Avvilire, biasimare, denigrare, schernire, spregiare.
Adunanza
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Accolta, adunata, assemblea, assembra-
mento, assise, banda, camarilla, capitolo, circolo, collegio, combriccola, combutta, comizio, comunella, conciliabolo, concilio, concistoro, congiura, congrega, congresso, consesso, consiglio, convegno, conventicola, convention, cricca, dieta, folla, meeting, parlamento, raduno, riunione, seduta, seminario, sessione, simposio, summit, tavola rotonda, vertice. Adunanza è genericamente un insieme di persone; lo stesso che adunata, raduno, riunione. Assemblea è un'adunanza di persone convocate per discutere cose di una certa importanza. Il parlamento, chiamato dieta in alcuni paesi, è l'alta assemblea degli uomini politici che hanno il mandato di amministrare lo Stato. Assembramento è una riunione di alcune persone che si forma all'improvviso per la strada per una ragione qualunque. Assise è termine giuridico che designa la riunione di giudici per deliberare intorno a delitti di particolare gravità. Camarilla designa un ristretto gruppo di persone riunite segretamente per trattare affari politici più ο meno leciti. Capitolo è l'adunanza dei canonici di una cattedrale; concistoro è la riunione dei cardinali convocati per discutere affari di grande importanza; concilio è l'adunanza generale dei prelati per trattare cose relative alla disciplina, alla fede ecc. Circolo si dice un raduno di persone per fini ricreativi ο culturali. Collegio è un raduno di persone per prendere decisioni comuni. Comizio si dice un'adunanza anche improvvisata di gente per ascoltare un discorso di un uomo politico. Combutta, comunella, conciliabolo si dicono adunanze segrete di persone che tendono a fini illeciti; comunella è più blando di combutta; conciliabolo è come un bisbigliare dietro l'uscio. Congiura è un'adunanza di persone che tramano, anche contro lo Stato e il suo ordinamento. Combriccola è un insieme di gente che ha fini poco lodevoli; anche un insieme di gente poco simpatica: una combriccola di ladri, una combriccola di rompiscatole. La banda è una com27
briccola di veri furfanti, malfattori, rapinatori, falsari. Anche la congrega è una combriccola, ma costituita da persone di un certo livello sociale ο intellet tuale riunite per perseguire certi fini senza troppi scrupoli ο danneggiare al tri. Conventicola è più ο meno come ca marilla e congrega. Una cricca è formata da persone intriganti che complottano per insidiare l'organizzazione politica ο economica: una cricca di reazionari, di speculatori al ribasso. Congresso, con sesso, consiglio, convegno, anche l'ingle se convention, indicano riunioni di per sone che trattano argomenti di grande impegno, di interesse scientifico, politi co, sociale, economico. Meeting è termine inglese generico per riunione. Simposio è, propriamente, un banchetto; ma il termine viene usato per indicare un congresso di studiosi con l'obiettivo di discutere argomenti specialistici di loro comune interesse; non troppo diversa, salvo che è comunque limitata a un'unica sessione, è la tavola rotonda. Il seminario, oltre che l'istituto di formazione per il clero cattolico, è anche una riunione di studio ο di lavoro. Una seduta è una riunione di persone per prendere delle deliberazioni. Sessione indica il tempo in cui avviene una riunione: sessione mattutina, estiva, feriale, la tredicesima sessione dell'assemblea. Folla è genericamente una moltitudine di persone, moltitudine che va intesa in senso relativo, poiché si può chiamare folla tanto un milione di persone che formicola per le strade di una città, quanto una dozzina di persone pigiate nell'anticamera del dentista. Summit e. vertice sono la stessa cosa: adunanze di persone di alta responsabilità per trattare argomenti di grande importanza.
forte; si dice meglio di animali: lupo famelico, cane famelico; e anche dell'uomo alquanto inselvatichito che da parecchio tempo mangia poco ο nulla. Allupato è colui che ha una fame da lupo. Pieno, satollo, sazio, sfamato, soddisfatto.
Affannare
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Accorare, ansimare, scaldare, scalmanare, travagliare. Affannare è il dare molestia. Si affanna colui che subisce molestie. Accorarsi è più grave, si può dire che sia conseguenza del continuo affannarsi. Scaldarsi e scalmanarsi sono espressioni del parlare comune e sono meno forti che affannarsi; ci si affanna per motivi gravi, ci si scalda ο ci si scalmana anche per cose di non grande importanza: ci si affanna se il figlio si ammala, se il direttore minac cia il licenziamento, mentre ci si scalda in una discussione con il consorte e ci si scalmana se la squadra del cuore non se gna il goal del pareggio. Travagliarsi è l'espressione più forte: è un affannarsi senza posa, senza requie, e si dice bene anche dell'affanno spirituale e intellettuale. Ansimare si dice propriamente del respiro frequente e profondo provocato da una forte emozione, dalla fatica. Acquietare, calmare, placare, sopire.
Affare
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Allupato, famelico.
Armeggio, bagattella, bazzecola, bisogna, briga, business, colpo, contratto, exploit, faccenda, imbroglio, impegno, impresa, incarico, iniziativa, intrallazzo, lavoro, maneggio, negozio, performance, scoop, traffico.
Affamato è colui che ha fame, semplicemente e genericamente. Famelico è più
Affare è qualcosa che ci tiene occupati, ed è espressione quanto mai vaga e ge-
Affamato
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nerica buona per tutti gli usi. Una cosa che non si sa come chiamare si definisce "affare", dal congegno che si vede per la prima volta al malestro combinato dal bambino e alla tassa inaspettata che ci piomba tra capo e collo, dal cappellino nuovo di nostra moglie alla rivoluzione in uno stato del Sud America. Il termine "affare" ha però anche un uso proprio quando si riferisce al commercio: una compravendita è un tipico affare commerciale; si usa anche "affare" per dire un "buon affare"; comprare quella casa è stato un affare. Armeggìo e maneggio hanno l'aria di affari vagamente loschi, che è bene non vengano alla luce del sole. Bazzecola e bagattella sono, non in senso commerciale, affari da nulla, sciocchezze che si possono trascurare. Bisogna è, con termine letterario, una cosa da fare, una necessità. Briga è un affare che ci darà più noie che soddisfazioni: mi sono preso la briga di andare da lui, ma ho perso il mio tempo. Business, termine inglese che significa "affare" (e, collettivamente "affari"), ormai affermato anche in italiano. Colpo, buon affare, anche improvvisato. Scoop, termine inglese significa appropriarsi di qualcosa in esclusiva. Contratto si riferisce all'affare commerciale vero e proprio, la sua formalizzazione scritta e sottoscritta dai contraenti. Exploit, termine francese specialmente usato nel linguaggio dello sport per designare un'impresa di eccezionale valore. Faccenda è un termine generico, più ο meno come affare: è una brutta faccenda, vediamo quella faccenda, la faccenda si è conclusa abbastanza bene. Imbroglio è un affare disonesto ο complicato. Impegno è un affare che dobbiamo condurre a termine. Impresa si dice di un affare difficile: sarà un'impresa incassare quei soldi. Incarico è un affare che altri ci hanno affidato. Iniziativa, idea ο inizio di un affare che potrebbe dare buoni risultati. Intrallaz zo, affare poco pulito, scambio di favori riguardo cose illecite. Lavoro è termine generico, come affare e faccenda: occupati di quel lavoro! come va quel lavo*-
ro? meglio non occuparsi di questo lavoro. Negozio è un affare che richiede oculatezza, che va condotto con particolare cautela perché non facile. Performance, termine francese che designa un'impresa, soprattutto sportiva ο di spettacolo, indicativa delle capacità di chi la compie. Traffico è un complesso di affari di varia natura che richiede versatilità, vasta e profonda conoscenza del commercio, grande esperienza: traffico internazionale, traffico valutario, traffico d'oltremare; si dice anche nel senso di affari non del tutto puliti, che hanno qualcosa di oscuro, di sospetto: un commerciante è un uomo d'affari di cui si suppone la buona fede, il trafficante ispira un'istintiva diffidenza.
Affascinare
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Abbagliare, affatturare, allettare, ammaliare, illudere, incantare, sedurre. Affascinare è il colpire i sensi di una persona per mezzo delle proprie attrattive; non v'è intenzione maligna ο inganna trice nell'affascinare: una donna affasci na con la propria bellezza e la propria grazia, un uomo affascina con la propria intelligenza, con i propri modi cortesi. Ammaliare è esercitare malie ο malizie per porre in risalto le proprie attrattive: una persona non fa nulla per affascinare mentre fa qualcosa per ammaliare. Se durre è ancora più grave, è un valersi del proprio fascino per indurre altri a comportarsi secondo il proprio volere; e affatturare è addirittura il voler nuocere mediante malefizi occulti e stregoneschi. Vincantare è provocare una piacevole meraviglia; in origine era l'attrarre per mezzo del canto; si dice non solo di persone ma anche di cose: una donna che incanta, un panorama che incanta, una musica che incanta. Allettare è attrarre lasciando sperare un vantaggio: uno può essere allettato dai facili guadagni, dalle moine di una donna che fanno supporre una facile conquista. Illudere è 29
l'ingannare con false apparenze; all'incirca come abbagliare, indurre in errore ο abbaglio.
Affermare
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Asserire, asseverare, attestare, conferma re, dire di sì, testimoniare. Affermare è il dare per certo che la tal cosa è veramente; si afferma con parole e con atti; asserire si fa soltanto con le parole; confermare è l'affermare di nuovo, con parole ο con fatti: egli affermò di essere stato laggiù, egli affermò con un cenno del capo, egli asserì di averlo visto, egli confermò quanto aveva affermato il giorno prima, la sua venuta nella nostra città conferma le sue vere intenzioni. Attestare è più impegnativo, è il rendere testimonianza. Asseverare si fa con sole parole e dà maggior forza all'affermazione. Dire di sì è l'affermare senz'altro: gli abbiamo chiesto se sarebbe venuto ed egli ha detto di sì. Testimoniare è affermare qualcosa in qualità di testimone. Denegare, dire di no, disconoscere, disdire, misconoscere, negare, rinnegare, ritrattare, sconfessare, smentire.
Affettato
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Ammanierato, caricato, esagerato, lezioso, ricercato, sdolcinato, smanceroso, smorfioso, sofisticato, studiato, svenevole. Affettato è colui che si comporta in modo non naturale, che ostenta maniere che non sono proprie della sua indole. Un individuo ammanierato ο ricercato può anche riuscire gradevole perché si studia di mostrare buone maniere, modi civili che magari non sono della sua natura. Il caricato ο esagerato fa ridere co me fa ridere la caricatura, che è esagerazione. Il lezioso ο sdolcinato, ο smance
it
roso, ο smorfioso, ο svenevole, oltre che ridicolo, è fastidioso e stomachevole con i suoi lezi, sdolcinature, smancerie, smorfie e svenevolezze che mostrano la sua vacuità e la sua stolta presunzione di riuscire gradito con mezzi che invece ottengono proprio l'effetto contrario. Sofisticato si dice di chi è ricercato (anche eccessivamente ricercato) nel vestire e nel presentarsi: un atteggiamento, un trucco sofisticato, una tecnica sofisticata. Disinvolto, naturale, semplice, spigliato.
Affetto
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Affezione, amore, amorevolezza, attaccamento, bene, benevolenza, inclinazione, predilezione, tenerezza. Affetto è il termine più generale, è qualsiasi forma di sentimento suscitato nell'animo per una cosa ο una persona. L'amore è la forma forte e profonda dell'affetto, è il sentimento che può diventare passione, ardore: quello della madre e del padre per i figli, della donna per un uomo, è amore più che affetto. Comunemente si chiama affetto ciò che si dovrebbe chiamare più propriamente affezione, per esempio il sentimento di un nipote per lo zio, di un uomo per un vecchio amico, di una domestica che è in casa da quarant'anni. Vamorevolezza è il segno esteriore dell'amore, è fatta di attenzioni, di cure, di partecipazione ai nostri sentimenti. Vattaccamento è il legame che si prova per colui cui si vuole bene. Benevolenza è un gradino sotto l'amore e l'affezione, è un voler bene a qualcuno un po' dall'alto, un considerare con condiscendenza: si potrebbe dire, per esempio, che mentre il discepolo sente dell'affezione per il maestro, questi lo contraccambia con della benevolenza. Inclinazione è la tendenza dell'animo verso persona ο cosa, e divente rà affezione ο amore se le circostanze lo consentiranno: uno può avere inclina-
zione per le scienze esatte, per le donne grasse, per la vita all'aria aperta, e non riuscire mai a praticarle in modo da af fezionarsi ο innamorarsi. Predilezione è un'affezione che presuppone una scelta, una preferenza: quella donna predilige il più piccolo dei suoi figli, per la passeggiata prediligo le ore del mattino, ho una predilezione per la musica classica. Tenerezza è un sentimento delicato, soave, che può trovarsi soltanto in un cuore gentile: un animo duro, severo può sentire amore e affezione, ma ben difficilmente tenerezza. Antipatia, avversione, odio, repulsione, ripugnanza.
Affiorare
L'affitto si riferisce a un podere e a una casa, la pigione soltanto a una casa, la locazione a una casa ο ad altro: locazio ne d'opera, locazione di attrezzi. Condu zione è l'affitto di un terreno secondo norme particolari. Noleggio è la locazione di qualcosa che funzioni, una macchina, un apparecchio: si noleggia un'automobile, un televisore, una nave. Tutti questi termini si riferiscono anche al prezzo che si paga per il godimento della cosa: pagare l'affitto, la pigione, la locazione, il noleggio. Il leasing è una particolare forma di noleggio, che prevede la possibilità di acquisto del bene in locazione da parte del locatario alla scadenza dei termini prefissati; in inglese, la parola significa anche, semplicemente, "noleggio".
61 Affogare
Apparire, emergere, sporgere.
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Annegare, naufragare, soffocare. Affiorare è apparire a fior di terra ο a fior d'acqua: affiora l'acqua di cui è intriso il terreno, il petrolio affiora alla superficie, affiora l'erbetta tenera, affiora la punta del macigno alla superficie dell'acqua, affiora il sommergibile; anche in senso figurato: affiorano i primi sospetti, affiora qualche dubbio. Emergere è un affiorare dall'acqua, e in modo più visibile, più deciso: un sommergibile prima affiora, poi emerge. Sporgere, è ancora di più: in un prato ci sono massi che affiorano e altri che sporgono nettamente, ci si sporge in avanti per mettersi in vista ο per vedere meglio. Ma men tre l'affiorare, l'emergere e l'apparire implicano l'idea del movimento, del di namismo, lo sporgere è statico. Immergere, scomparire, sparire, sprofondare.
Affitto
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Conduzione, leasing, locazione, noleggio, pigione.
Affogare e annegare sono stretti sinonimi: significano morire di soffocamento per immersione in un liquido; però in senso figurato è meglio affogare che annegare: affogare in un bicchiere d'acqua, affogare nei debiti, affogare nel vestito. Soffocare è il morire non solo per immersione in un liquido, ma per avere la respirazione impedita in qualsiasi modo: da un gas, dal fumo, da un laccio intorno al collo. Usato anche in senso figurato: soffocare dal caldo, soffocare dalle premure, soffocare una ribellione. Naufragare non implica necessariamente la morte: si può far naufragio e salvarsi. In senso figurato non sempre ha significato catastrofico: naufragare nei debiti, naufragare nel peccato, naufragare in un mare di delizie, naufragare nei baci e Leopardi dice ne L'infinito: "...e il naufragar m'è dolce in questo mare".
Affollare
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Accalcarsi, addensarsi, assieparsi, infittirsi. 31
Affollare, riempire di folla: una stanza affollata, strade affollate. Accalcarsi vale una moltitudine di gente stretta insieme. Addensarsi e assieparsi danno un senso di maggiore affollamento. Infittirsi si dice anche d'altro: infittirsi della nebbia, della pioggia, dell'oscurità. Diradare,
vuotare.
Affondare
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Andare a picco, colare a picco, immergere, inabissare, naufragare, sommergere, sprofondare, tuffare. Affondare è l'andare a fondo, verso il fondo, in terra e in acqua: i piedi affondano nel terreno molle, una nave affonda nell'oceano. Sprofondare ha lo stesso significato, ma rinforzato, è l'affondare totale in acque più alte, in una voragine. Immergere è l'affondare un corpo in un liquido anche non del tutto, mentre sommergere è l'affondare completamente in modo che non rimanga fuori nulla. Tuffare è l'immergere per brevissimo tempo e poi tirar fuori. Andare a picco, colare a picco è proprio della nave che affonda verticalmente nelle acque. Inabissare ha un sapore fortemente drammatico, ricorda l'abisso. Naufragare si dice della nave che si perde in seguito a una tempesta, ma può non sommergersi poiché il relitto può ancora galleggiare. Affiorare, emergere, galleggiare.
ne proprio della chimica, che nell'uso pratico è analogo ad "affrettare", "accelerare". Stimolare è propriamente il pungere gli animali perché procedano più in fretta: in senso figurato è il pungolare perché una cosa sia fatta più in fretta e con maggiore impegno. Incalzare è più forte di stimolare: si incalza quando occorre fare in fretta per evitare guai ο pericoli. Pressare è il costringere ad affrettarsi. Sollecitare è il fare in fretta e bene poiché implica il concetto di sollecitudine, di amore per una cosa: uno può fare in fretta e male, non così se è sollecito. Spicciarsi è piuttosto l'affrettarsi nelle piccole cose: spicciati a vestirti, spicciati ad apparecchiare la tavola, spicciamoci che è tardi. Attardare, indugiare, procrastinare, mandare, tardare, temporeggiare.
ri-
Agganciare
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Affibbiare, attaccare. Agganciare è l'attaccare a un gancio, appendere a un gancio, serrare con dei ganci; si dice anche in senso figurato per entrare in contatto con un certo sforzo: sono riuscito ad agganciare quel tale che mi doveva dei soldi, le nostre avanguardie hanno agganciato il nemico. Affibbiare è il serrare con fibbie, che in sostanza sono dei ganci un po' più complicati. Attaccare è generico: si attacca con qualsiasi cosa quindi anche con ganci. Sganciare, staccare, sfibbiare.
Affrettare
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Accelerare, catalizzare, incalzare, pressare, pungolare, sollecitare, spicciare, stimolare. Affrettare è il fare una cosa con maggiore fretta. Accelerare è l'affrettare una cosa già incominciata in modo da arrivare presto alla fine. Catalizzare è un termi32
Aggiornare Accantonare, differire, prorogare, rinviare.
68 procrastinare,
Aggiornare significa rimandare ad altro giorno: aggiornare una seduta, una udienza significa interromperla per ri-
prenderla un altro giorno. Accantonare indica il mettere da parte un problema per trattare più avanti. Procrastinare viene dal latino cras, domani, e nel linguaggio corrente è il rimandare di volta in volta, tirare in lungo, e lascia presumere una certa svogliatezza di concludere. Prorogare è il concedere una proroga, e ha sapore burocratico. Differire e rinviare hanno un significato generico, si riferiscono a cosa di cui si tratterà in seguito.
scere sono piuttosto una conseguenza dell'aggiungere: aggiungendo acqua aumenta il livello. Giuntare è l'aggiungere mediante una giunta, e si riferisce a cose materiali: giuntare un foglio a un altro, giuntare un pizzo in fondo alla gonna. Inserire è l'aggiungere nel corpo, nel mezzo della cosa, non in fondo ο in principio: inserire due fogli nell'album. Dedurre, detrarre, levare, sottrarre, to gliere.
Concludere, definire, realizzare.
Aggiunta Aggiudicare
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Codicillo, poscritto, postilla, post scrip tum.
Appaltare, assegnare. Aggiudicare propriamente è l'assegnare qualcosa a qualcuno da parte di un giudice ο di un'autorità in genere; ma il termine si è un po' declassato e non ha più un significato così solenne: nel corso di un'asta il banditore aggiudica un oggetto al migliore offerente. Appaltare si riferisce alla aggiudicazione di un appalto. Assegnare è generico.
Aggiunta, ciò che si aggiunge per completare, per esempio, un testo. Codicillo, aggiunta al testamento per modificarlo in tutto ο in parte. Postilla, breve nota fatta al margine ο al piede della pagina di un libro. Poscritto, post scriptum bre ve frase che si aggiunge in una lettera dopo la firma.
Aggregare Aggiungere
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Accrescere, addizionare, allegare, assommare, aumentare, crescere, giuntare, inserire. Aggiungere è un'espressione molto generica che significa mettere qualcosa ο qualcuno in più. Addizionare è un termine dell'aritmetica: si addiziona un numero a un altro e si fa la somma. Allegare si dice di fogli che vengono aggiunti ad altri fogli: a questa lettera alleghiamo la fattura. Assommare si riferisce piuttosto a cose immateriali che si aggiungono l'una all'altra: in lui si assommano le più belle virtù, alla ricchezza e alla nobiltà quell'uomo assomma la bontà dell'animo, in lui si assommano tutti i vizi immaginabili. Accrescere, aumentare, cre-
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Accorpare, aggiungere, aggruppare, an nettere, ascrivere, cumulare, intruppare, raggruppare, unire. Aggregare deriva da un'espressione lati na che significa aggiungere al gregge, e per amplificazione aggiungere al grup po; si riferisce a persone, non a cose; egli si è aggregato a noi. Una quantità minore si aggrega a una maggiore, mentre per quantità eguali si preferisce il termine aggruppare, raggruppare. Accorpare è unire più cose in modo da fare un sol corpo: le due leggi sono state accorpate in una. Annettere è l'aggregare politicamente un territorio, uno Stato, a un altro: nel 1939 l'Italia si è annessa l'Albania. Ascrivere è un'espressione molto nobile: il Carducci è ascritto al numero dei maggiori poeti nostri. Aggiungere e 33
unire sono termini generici che possono sostituire tutti gli altri. Cumulare è fare un cumulo di più cose. Intruppare, come "aggregare", ma in senso spregiativo; il ragazzo si è intruppato in una banda di malviventi.
le coperte, muovendosi nel sonno vi si avviluppa, agitandosi ancor più vi s'intrica.
Disgregare, sciogliere, separare, sgretolare, staccare.
Agile
Liberare, sciogliere, sgrovigliare.
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Flessibile, flessuoso, leggero, lesto, sciolto, snello.
Aggressività
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Energia, foga, grinta, impeto, impulso, slancio, scatto, sprint. Aggressività è la tendenza ad assalire con violenza, ad attaccare con risolutezza per sorprendere e sopraffare l'avversario, il rivale. Gli altri termini si possono opportunamente usare secondo il caso: agire con energia, gettarsi nella mischia con foga, mostrare una grinta feroce, sostenere Yimpeto dei nemici, il primo impulso fu di dargli uno schiaffo, partire di slancio, avere uno scatto d'ira. Sprint è termine inglese che significa scatto alla partenza di una gara.
Aggrovigliare
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Arrocchiare, arrotolare, avviluppare, avvolgere, intricare. Aggrovigliare è formare un groviglio e, detto in senso materiale, si riferisce meglio ai fili: una matassa aggrovigliata, capelli aggrovigliati; si usa anche in senso figurato: una faccenda aggrovigliata, una trama aggrovigliata. Arrocchiare è complicare le cose conducendole nel modo peggiore. Arrotolare, fare un rotolo. Avviluppare si dice di ogni altra cosa: un tronco avviluppato dalle liane, si è lasciato avviluppare in una rete di loschi affari. Intricare è più forte: un intrico è più difficile da sciogliere di un groviglio e di un viluppo. Avvolgere è l'azione più facile e semplice. La successione potrebbe essere: uno va a letto e si avvolge nel34
Agile è il corpo dalle membra asciutte e sottili ma forti, tali da consentire movimenti rapidi, pronti, eleganti: è agile come una gazzella; si dice anche della mente, dello spirito che osservano, comprendono, si esprimono con prontezza. Volendo sottilizzare, anche un grassone può essere agile e svelto ma sempre relativamente alla sua grassezza: in senso assoluto non sarà mai agile come uno magro e asciutto. Flessibile è il corpo sottile capace di piegarsi e torcersi senza fatica. Flessuoso suppone in più una eccezionale grazia e delicatezza di movimenti: un giovinetto è flessibile, una giovinetta è flessuosa. Leggero è il presupposto di agile, lesto ne è la conseguenza. Sciolto si riferisce ai movimenti che nel corpo agile non possono essere grevi e impacciati. Snello si riferisce alla figura sottile, allungata, armoniosa, e •quindi agile. Atticciato, corpulento, grosso, impacciato, massiccio, pesante, torpido.
Agio
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Comodità, comfort, comodo. Agio è ciò che soddisfa pienamente i / piaceri materiali e spirituali; comodo è ciò che soddisfa pienamente i bisogni. Chi vive a proprio agio vive meglio di chi vive comodo perché oltre al necessario e all'utile ha anche il superfluo. Comodità si riferisce meglio ai comodi in senso materiale. Comfort, voce inglese,
si riferisce in italiano soprattutto alle comodità, di una casa, di un arredo, di un abitacolo. Disagio,
Agitare
ristrettezza,
scomodità.
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Dibattere, dimenare, rimenare, rimescolare, sbatacchiare, sbattere, sbracciarsi, scrollare, scuotere, squassare, sventolare. Agitare è il muovere in qua e in là con una certa forza. Dibattere è l'agitare una questione, disputare, discutere. Dimenare è l'agitare qualcosa in continuazione con un movimento piuttosto uniforme: il cane dimena la coda. Rimenare, rimescolare, sono espressioni riferite generalmente a cose liquide ο molli che si met tono insieme e poi si agitano con qualche oggetto perché si amalgamino bene. Sbatacchiare deriva dal batacchio della campana, è più forte di sbattere, rispetto al quale esprime un'azione più rumorosa e disordinata: le persiane sbatacchiano quando c'è vento, uscì sbatacchiando l'uscio, ma le uova, i tappeti si sbattono, non si sbatacchiano. Sbracciarsi è darsi da fare con impegno, con affanno, con zelo: si sbracciava per venirci in aiuto, si sbracciava per sostenere la sua teoria. Scuotere è l'agitare con violenza, e scrollare è l'agitare con violenza ancora maggiore, quasi a provocare il crollo: i due termini si riferiscono bene all'agitare che si fa degli alberi per farne cadere i frutti. Squassare è l'agitare tempestoso, furibondo: le vecchie querce squassate dall'uragano. Sventolare è l'agitare qualcosa al vento: sventolare il fazzoletto, sventolare le bandiere. Arrestare, fermare, fissare, placare, quietare.
Agitato
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Affannato, ansioso, concitato, eccitato,
esagitato, inquieto, irrequieto, nervoso, rimescolato, scombussolato, sconvolto, scosso, smanioso, spasmodico, stralunato, stravolto, tempestoso, turbato, turbolento. Agitato si dice di qualcosa che si muove continuamente, che non sta fermo e tranquillo; detto di persona, il termine ha il più delle volte un riferimento interiore; tuttavia la persona può manifestare anche esteriormente la sua agitazione. Affannato è l'agitato in preda agli affanni. Ansioso è colui che aspetta qualcosa con ansia. Il concitato non sa dissimulare l'agitazione che ha dentro. Vinquieto e // turbato hanno qualcosa dentro che non li lascia tranquilli, ma possono anche non mostrarlo. Irrequieto è uno che non sta mai fermo, mai tranquillo. Il nervoso è facilmente eccitabile. Eccitato, chi è in stato di eccitazione. L'agitazione più grave si mostra nell'uomo sconvolto ο stravolto, la sua agitazione è incontenibile e deriva da una gravissima sciagura. L'uomo scombussolato ha perso la bussola, e la cagione di ciò può essere buona ο cattiva: uno è scombussolato perché la moglie è scappata ο perché ha centrato un tredici al totocalcio. Scosso è l'animo che ha subito una scossa, ed è qualcosa di più dell'animo rimescolato: si rimane scossi per la morte di un caro amico e rimescolati per aver intravisto un'ombra nell'oscurità della notte. Lo smanioso è in preda alle smanie, a un desiderio vivissimo che non riesce a soddisfare al momento. Spasmodico è addirittura in stato di convulsione. Stralunato è al massimo dell'agitazione. Turbolento è l'irrequieto che genera disordine e confusione attorno a sé. Tempestoso è il cuore pieno di tempesta; propriamente si dice del mare quando è più agitato. L'esagitato è più che agitato e stravolto, è quasi pazzo. Calmo, disteso, flemmatico, imperturbabile, pacifico, pacione, pacioso, placato, quieto, riposato, sereno, tranquillo. 35
Agitatore
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Amiffepopoli, attivista, cospiratore, demagogo, rivoluzionario, sobillatore, sovversivo. Agitatore è qualsiasi cosa che agiti; in senso materiale si dice di un oggetto ο di un congegno che serve ad agitare; ma il termine è più generalmente usato per indicare una persona che agita le moltitudini per fini politici. Arruffapopoli è un termine popolaresco, detto di persona che fomenta il disordine tra il popolo. Attivista è colui che si adopera attivamente per propagandare le idee del partito a cui appartiene. Demagogo è chi pratica la demagogia, cioè l'arte di ingannare, specie in campo politico, facendo balenare ο addirittura prometten do miglioramenti e conquiste pratica mente impossibili da raggiungere. Sobil latore è colui che agita in silenzio, non rumorosamente sulle piazze, ma subdolamente, tentando con cautela l'animo di ciascuna persona. Sovversivo è colui che tende a sovvertire l'ordine costituito. Cospiratore è colui che fa parte di una associazione segreta che insidia i poteri dello Stato. Rivoluzionario è genericamente colui che partecipa ο orga nizza una rivoluzione.
Aguzzare
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Acuire, acuminare, assottigliare, stimola re, temperare. Aguzzare \ è genericamente il rendere aguzzo qualcosa; si dice anche in senso figurato (aguzzare la vista, «l'ingegno): le difficoltà aguzzano l'intelligenza. Per le altre facoltà dello spirito sono meglio usati i termini acuire e stimolare: acuire la sensibilità, i desideri, stimolare l'interesse, l'attenzione. Acuminare si dice specialmente di oggetti di ferro che si fanno appuntiti. Assottigliare è generico: se si assottiglia qualche cosa, diventa 36
più aguzza. Temperare si dice dell'aguzzare la matita. Ingrossare, ottundere, spuntare.
Aiutare
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Appoggiare, assistere, caldeggiare, coadiuvare, cooperare, favorire, privilegiare, propiziare, secondare, sobbarcarsi, soccorrere, sorreggere, sostenere, spalleggiare. Aiutare è il giovare a qualcuno materialmente ο moralmente. Sorreggere e soste nere si usano più in senso materiale: si sorregge uno che non può camminare, si sostiene uno che sta per cadere; ma entrambi i verbi si usano anche in senso morale. Appoggiare è dare appoggio a uno che abbia delle incertezze in modo che si senta più sicuro. Assistere è il dare aiuto a chi non può fare tutto da sé. Caldeggiare significa sostenere con calore. Coadiuvare e cooperare è il dare aiuto a chi sta facendo qualcosa; coadiuvare ο cooperare è fornire un aiuto che non appare strettamente necessario, mentre secondare è dare aiuto a chi sta facendo uno sforzo per riuscire, e soccorrere è dare aiuto a chi si trova in pericolo: si secondano gli sforzi che fa uno per salvarsi mentre soccorrendolo lo si tira fuori dal pericolo. Favorire è termine molto generico e blando: si può favorire uno senza fare molta fatica. Privilegiare significa favorire come onore, come privilegio. Propiziare è fare in modo che qualcosa sia propizio ad altri. Sobbarcarsi è prendere su di sé un impegno, una fatica, che toccherebbe ad altri. Spalleggiare è il dare aiuto a uno che ha preso una iniziativa, e chi spalleggia fa opera attiva sia pure in secondo piano. Contrariare, contrastare, imbarazzare, impedire, inceppare, ingombrare, inibire, intimidire, intoppare, intralciare, opporsi, ostacolare.
Albergo
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Alloggio, hôtel, locanda, ostello. Valbergo è una casa in cui si può prendere alloggio pagando il relativo prezzo. Alloggio è più generico: l'albergo infatti dispone di una tipica organizzazione e attrezzatura, mentre l'alloggio è una casa qualsiasi dove si alloggia. Hôtel è il termine francese dell'albergo, e nel concetto comune indica un albergo più lussuoso, meglio dotato di comodità. La locanda invece è un albergo più modesto, più rustico; il termine si usa talvolta in senso spregiativo per indicare un albergo scomodo e mal condotto. L'ostello è un albergo specialmente attrezzato per accogliere giovani turisti con piccola spesa.
Alfabeto
Alias
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Detto, soprannominato, vulgo. Alias, termine latino che indica un altro nome con il quale una persona è nota: Giuseppe Balsamo alias Conte di Cagliostro. Detto, indica di solito un nomignolo: Carlo Bianchi detto "Baracca". Soprannominato, indica il soprannome, talvolta sgradito, affibbiato a una persona: Giuseppe Rossi soprannominato "il Gobbo". Vulgo indica spesso il nome confidenziale con il quale è noto a tutti: Leopoldo Verdi (vulgo Puldìn).
83 Alimentare
Abbecedario, abbiccì, sillabario. Valfabeto è la serie delle lettere che servono per scrivere una lingua. Abbiccì è voce popolaresca. Alfabeto si dice di tutte le lingue, abbiccì soltanto della lingua italiana. L'abbecedario, ο sillabario, è il libro che si usa nelle scuole per imparare l'alfabeto.
Alfiere
denti. Precursore è colui che corre avanti lungo il cammino del progresso delle scienze, delle arti, delle lettere, della filosofia, della morale. Non dissimile è pioniere.
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Antesignano, pioniere, precursore, vessillifero. L'alfiere propriamente è colui che procede in testa a una schiera portando la bandiera ο le insegne; in senso figurato è colui che precede, che per primo sostiene un argomento, un'idea. Lo stesso è il vessillifero, colui che porta il vessillo. L'antesignano presso gli antichi romani era il legionario che stava a custodia e difesa delle insegne; in senso figurato ha lo stesso significato dei termini prece-
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Cibare, nutrire, pascere, satollare, sfamare, sostenere, sostentare. Alimentare è il somministrare alimenti in generale, in modo da mantenere in vita qualcosa ο qualcuno, ma si evita di adoperarlo per l'uomo: si alimenta il gatto, il fuoco, una passione, un deside rio. Per l'uomo si preferisce cibare e nu trire. Pascere è proprio degli animali: il cavallo si pasce d'erba, il leone si pasce di carne; usato per l'uomo prende un significato molto elevato che non ha nulla a che fare con il cibo materiale: costui si pasce di idee umanitarie; ο anche in sen so ironico: costui si pasce di illusioni. Sostentare è l'alimentare proprio con lo scopo di tenere in vita. Sostenere, alimentarsi il minimo indispensabile per sopravvivere, per reggersi in piedi: si sostiene con qualche panino. Satollare è il nutrire a sufficienza, in modo che se ne abbia abbastanza. Sfamare è alimentare in modo che non si debba soffrire la fame. 37
Allacciare
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Abbottonare, affibbiare, agganciare, legare. Allacciare propriamente è lo stringere, il tenere avvinto per mezzo di un laccio ο cose simili: si allacciano le scarpe con le stringhe, si allaccia una vena con l'appo sito legaccio; si usa anche in senso figu rato: si allaccia una relazione d'affari, si allaccia il centro della città con la periferia. Abbottonare, affibbiare, agganciare significano rispettivamente allacciare con bottoni, con fibbie, con ganci e si riferiscono propriamente agli indumenti, i quali sono forniti di tali aggeggi; agganciare è usato anche in senso figurato per avvicinare, riuscire ad avere un rapporto: agganciare una ragazza, agganciare il direttore. Legare è termine generico: tutto ciò che è allacciato è necessariamente legato. Sbottonare, sfibbiare, sganciare, slacciare, slegare.
Allagare
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Debordare, inondare, straripare, traboccare, tracimare. Allagare si dice dell'acqua che copre un luogo trasformandolo come in un lago; per esteso si dice di un liquido che si sparge in abbondanza. Inondare si dice meglio dell'acqua che si sparge con grande impeto e straordinaria abbondanza; in senso figurato si preferisce questcrverbo all'altro: gli occhi inondati di lacrime, la barba gli inondava il petto, il sangue inondava il pavimento. Straripare, uscir dalle rive, dagli argini, è piuttosto l'atto antecedente: un fiume prima straripa, poi inonda. Un fiume che straripa provoca un'inondazione, un rubinetto dimenticato aperto provoca un allagamento. Debordare indica genericamente un superamento dei bordi. 38
Traboccare si dice di liquidi che, superati i bordi, si rovesciano fuori. Tracimare, di un corso d'acqua che supera gli argini.
Allargare
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Allentare, ampliare, dilatare, espandere, estendere, gonfiare. Allargare è un termine molto generico, significa fare più largo, prendere più spazio: una valle si allarga affacciandosi alla pianura, si allarga un abito troppo stretto, il cuore si allarga a una buona notizia, la mente si allarga con l'esperienza e con l'accrescere le proprie nozioni. Allentare è il fare meno teso: si allenta la cinghia dei pantaloni, si allentano i freni; anche in senso figurato: si allentano i vincoli di amicizia, si allenta il rigore di una disciplina. Ampliare si dice in senso reale e si riferisce per lo più a una superficie, a un volume: si amplia il territorio di uno Stato, si amplia un appartamento. Dilatare è bene usato in senso figurato: si dilata la mente, si dilata lo spirito. Espandere ed estendere danno l'idea di un aumento generico; il secondo usato più spesso in senso materiale, il primo nel senso più particolare di effondere, sfogare, diffondere: espansivo è chi mostra affetto, un gas si espande. Gonfiare è un allargare abbondante, quanto è necessario e anche più: si gonfia un pallone, si gonfia il cuore di felicità, si gonfiano gli occhi di lacrime, si gonfia uno scritto di parole inutili. Avvicinare, contrarre, pigiare, restringere, serrare, stringere.
Allarme
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Apprensione, preoccupazione, timore. Allarme è la contrazione della voce "all'arme!", il grido dei soldati che chiamano i compagni alle armi per l'incombere
di un pericolo; è meglio usato in senso materiale riferendosi a qualunque rumore che preannuncia un pericolo: sirene, campane a stormo, grida; si usa, meno bene, anche in senso figurato per farsi guardinghi, fare attenzione, stare sul chi va là. Apprensione, preoccupazione, timore segnano l'aggravarsi successivo dello stato di allarme proprio dell'animo. Distensione, pace, sicurezza, tranquillità.
Alleanza
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Coalizione, cobelligeranza, colleganza, confederazione, intesa, lega, unione. Sono tutti termini che si riferiscono ad accordi tra popoli, Stati, nazioni, grandi associazioni che si collegano per la difesa di grandi interessi. Valleanza si fa tra Stati mediante patti e trattati e solitamente ha luogo in previsione di una guerra. Colleganza e unione sono termini generici per indicare la fusione di enti e di forze tendenti allo stesso fine. Coalizione si riferisce meglio a una unione di interessi e di tendenze con intenti aggressivi. Confederazione è l'unione fra Stati ο popoli, sancita da accordi politici e giuridici, che si prevede di lunga dura ta: la Svizzera, gli Stati Uniti sono con federazioni. Intesa ha significato molto ampio: due ο più Stati si accordano per un'azione comune. Lega si riferisce a comunità minori, città, associazioni: la Lega Lombarda, la lega dei sindacati; si dice anche di individui singoli che si accordano su un punto qualsiasi, su piccole cose: quei due hanno fatto lega per costringermi ad andarmene. La cobelligeranza è uno stato di fatto: eserciti di nazioni diverse che combattono l'uno a fianco dell'altro anche senza che esistano accordi diplomatici tra di esse. Disgregazione, divisione, scissione, separazione.
inimicizia,
Allegria
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Allegrezza, bagordo, baldoria, contentezza, esultanza, euforia, felicità, gaiezza, gaudio, giocondità, gioia, giovialità, giubilo, gozzoviglia, ilarità, letizia, lietezza, sollazzo, tripudio, verve. Vallegria è lo stato d'animo di chi è felice e manifesta la sua felicità; Y allegrezza può anche non manifestarsi, è più intima e schiva. Contentezza è la felicità del desiderio soddisfatto, può avere anche brevissima durata. La gaiezza è propria di un temperamento; uno è gaio per tutta la vita perché tale è il suo carattere; la gaiezza ha sempre qualcosa di piacevole, di leggiadro, mentre l'allegria può anche riuscire fastidiosa e antipatica. La giocondità è più moderata della gaiezza, più sottile, più elevata: un santo ha l'animo giocondo. La gioia è un vivo godimento dell'animo provocato da qualcosa di improvviso e inaspettato; giubilo si può dire che sia il colmo della gioia, e tripudio è una gioia esultante e clamorosa. La giovialità è propria di chi è abitualmente sereno, amante del conversare faceto, buon compagnone. Vilarità è l'inclinazione al ridere, al fare e dire cose da ridere, all'essere e al tenere gli altri di buonumore. Euforia indica uno stato di contentezza per lo più passeggero. Esultanza, allegria vivissima. Gaudio, felicità ο gioia intensa, specialmente di natura spirituale. Letizia e lietezza esprimono una sfumatura più viva di giocondità, una maggiore partecipazione alle gioie della vita intese nel senso migliore. La felicità è la condizione di chi ha ο crede di avere tutto ciò che si può desiderare ed è pienamente soddisfatto. Il sollazzo è svago, piacere, ricreazione, più di carattere materiale che morale, ma non per questo spregevole ο ignobile; al contrario di bagordo e goz zoviglia, in cui si ritrova una allegria smodata e rumorosa propria delle perso ne che mangiano e bevono senza rite gno. Baldoria è meno turpe e spregevole: è l'allegria dei buontemponi che si 39
riuniscono a schiamazzare, bere e mangiare senza giungere allo stravizio e alla crapula; si può far baldoria anche in ufficio quando il capufficio se ne va per dieci minuti, come semplice sfogo. Verve è termine francese che designa una allegria piena di spirito, di umorismo, di estrosità. Afflizione, desolazione, dolore, infelicità, malinconia, mestizia, serietà, tetraggine, tristezza.
possesso di una grande esperienza prepara gli atleti alle gare che devono sostenere. Trainer è la voce inglese per allenatore; con questo termine si definisce meglio l'allenatore che, oltre a una grande pratica di un particolare sport, ha anche un notevole ascendente morale sugli atleti così da temprarne non solo il corpo, ma anche lo spirito. Il traîner è complessivamente più impegnato dell'allenatore, il quale spesso presta soltanto un aiuto fisico.
Allenare
Allevare
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Addestrare, agguerrire, esercitare, mitridatizzare, preparare, temprare. Allenare è un termine proprio del linguaggio sportivo, e si dice di un atleta che si prepara fisicamente per una prossima gara. Agguerrire è il rendere un individuo più abile nella guerra mediante esercizi, marce, soste all'addiaccio; il termine è usato bene in senso figurato: agguerrire l'animo contro le difficoltà della vita. Mitridatizzare è un allenarsi in un senso tutto particolare, è l'assuefare l'organismo ad assumere veleni senza averne nocumento; è ciò che fece il re Mitridate, il quale temendo di morire di veleno, si abituò ad assorbirne a piccole dosi. Temprare è il dare tempra sempre più forte al corpo e all'animo affrontando fatiche fisiche, difficoltà morali. Addestrare significa rendere destro, abile, in un certo esercizio che può essere anche non strettamente fisico: ci si può addestrare a saltare con l'asta, come a fare operazioni aritmetiche a memoria. Preparare è un termine generico: prepararsi a gareggiare.
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Alimentare, educare, nutrire. Allevare è l'aver cura di un essere vivente, bambino, animale, pianta, perché cresca e raggiunga il completo sviluppo. Alimentare, cioè somministrare gli alimenti opportuni, è una delle cure che si devono avere per bene allevare; alimentare si usa anche in senso figurato: alimentare una fiamma, l'odio, l'amore, la discordia. Educare è l'allevare alimentando il corpo e lo spirito: si educano i figli, non gli animali e le piante. Nutrire ha significato più stretto riferendosi esclusivamente al cibo, mentre allevare e alimentare si riferiscono anche a tutto ciò che occorre perché una persona possa vivere in modo degno: "passare gli alimenti", come si usa dire, significa dare una somma di denaro sufficiente non solo a nutrirsi, ma anche a vestirsi, pagare il fitto, ecc. Affamare,
diseducare.
Allontanare
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Appartare, assentare, divergere, fuggire, ghettizzare, isolare, licenziare, partire, rimuovere, scostare, segregare, separare.
L'allenatore è la persona che essendo in
Allontanare è genericamente mettere ο mandare lontano, anche in senso figura to: si allontana un po' il tavolo dal mu-
Allenatore Trainer.
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ro, si allontana un pericolo, si allontana una persona molesta. Appartare è mettere da parte, usato per lo più in senso figurato: uno si apparta, si allontana da un luogo ο da una persona, per non infa stidire ο essere infastidito; separare in dica un allontanamento più netto; segregare è la rottura totale dei rapporti: uno si allontana e non vuole più saperne degli altri. Assentarsi è l'allontanarsi da un luogo per un tempo più ο meno lungo, ma supponendo il ritorno. Divergere è piuttosto un tendere ad allontanarsi, e si dice in senso tanto materiale che figurato: le nostre idee divergono, le due strade divergono. Fuggire è l'allontanarsi rapidamente, correndo. Isolare è fare in modo che una persona sia abbandonata da tutti e rimanga sola. Ghettizzare, più forte del precedente: allontanare da tutti come chiudendo in un ghetto. Licenziare è un termine burocratico e si riferisce all'allontanamento di una persona da un impiego. Partire è l'allontanarsi da un luogo, abbandonarlo anche per sempre. Rimuovere è un allontanare nel senso di levare, far scomparire: rimuovere la sporcizia, rimuovere un ostacolo, rimuovere la causa del male, rimuovere una persona. Scostare è allontanare mettendo un po' più in là: scostare la seggiola; anche in senso figurato: scostarsi dalla retta via.
Allungare
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Alzare, aumentare, crescere, distendere, ingrandire, innalzare, prolungare, protendere, slungare, tendere.
Accostare, avvicinare, convergere, giungere, unire.
Allungare, fare più lungo, ingrandire nel senso della lunghezza; il termine è usato in tutti i significati: si allunga una fune aggiungendone un altro pezzo, si allunga l'orecchio per sentire meglio, si allunga la strada facendo un giro, si allunga la mano porgendola all'amico, si allunga la vita vivendo morigeratamente, si allunga il muso quando si è di cattivo umore. Alzare è l'allungare in senso verticale: ci si alza sulla punta dei piedi per arrivare più su. Aumentare è generico: se si allunga una cosa, questa aumenta. Crescere si può riferire all'allungarsi della statura: il ragazzo cresce, si allunga. Distendersi è l'allungarsi in senso orizzontale per tutta la lunghezza: distendersi per terra, distendersi sul letto. Innalzare è come alzare, ma riferito a cose: si innalza una guglia allungandola verso il cielo. Prolungare è l'allungare una cosa già piuttosto lunga: prolungare lo steccato, prolungare l'attesa. Protendere è fare uno sforzo per allungare: protendersi fuori dalla finestra. Slungare è l'allungare in senso strettamente materiale: si slunga un vestito, si slunga il tavolo. Tendere è piuttosto l'atto antecedente all'allungare: si tende una corda e questa si allunga.
Alludere
Abbreviare, accorciare, contrarre, diminuire, scorciare.
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Accennare, riferirsi. Alludere è il richiamare qualcosa con parole vaghe, imprecise, senza nominare la cosa esplicitamente. Accennare è un alludere con qualche accenno, sommario, ma chiaro ed esplicito. Riferirsi è il rapportarsi chiaro e netto a qualcosa di già noto. Tralasciare.
Allusione
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Allegoria, doppio senso, metafora. Allusione è un velato accenno a qualcosa. Allegoria è una figura retorica che sotto un aspetto ne adombra un altro. Doppio senso è un modo di esprimersi che può essere interpretato in due signi41
fìcati. Metafora, figura retorica in cui si usa un termine in senso figurato.
Almanacco
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Annuario, calendario, effemeride, lunario. L'almanacco indica i giorni, i mesi, le fasi della luna, le festività, con l'aggiunta di notizie di ogni genere e di vario interesse, come osservazioni astronomiche, pronostici, oroscopi, eccetera. L'annuario è il libro nel quale si ricordano i fatti e le osservazioni dell'anno; e anche il libro che viene pubblicato annualmente per ricordare fatti e persone che hanno avuto risalto nel corso dell'anno precedente. Il calendario propriamente è il modo di computare il tempo per mezzo di periodi costanti: calendario giuliano, calendario gregoriano, calendario civile, calendario scolastico. Le effemeridi sono delle tavole in cui si annota progressivamente e periodicamente ciò che interessa riguardo un insieme di fatti: effemeridi astronomiche, effemeridi letterarie, effemeridi mediche. Il lunario è un libretto che segna i giorni del mese con le fasi lunari; oggi vi sono però sempre aggiunte altre notizie, l'indicazione dei santi, le previsioni meteorologiche e altro, per cui in pratica il lunario è come l'almanacco.
Alpinista
nista. Free-climber è, con neologismo inglese, chi arrampica senza uso di attrezzi come chiodi ecc. (free-climbing, arrampicata libera).
Altezza
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Altitudine, altura, cima, culmine, eccellenza, elevatezza, fastigio, grandezza, sommità, vetta. L'altezza è la dimensione di una cosa nel senso verticale. L'altitudine è l'altezza di un luogo sul livello del mare: il paese si trova a 700 metri di altitudine. L'altura è un luogo elevato, una elevazione del terreno, una collina. Cima, culmine, sommità, vetta sono il massimo dell'altitudine e dell'altezza: la cima del palo, il culmine dell'edificio, la sommità della torre, la vetta della montagna. Eccellenza è l'altezza riferita a cose non materiali: l'eccellenza dello stile, l'eccellenza dell'ingegno. Elevatezza si dice delle qualità morali: elevatezza dell'animo, elevatezza dei costumi. Fastigio in architettura è la sommità dell'edificio; si usa anche in senso figurato riferito a cose nobili, sublimi: giunto ai fastigi del sacro soglio, i fastigi della gloria. Grandezza è termine generico, usato tanto in senso proprio che traslato. Bassezza, bassura, depressione, meschinità, piccineria, piccolezza.
101 Alto
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Alpigiano, arrampicatore, free-climber, montanaro, rocciatore, scalatore, sciatore.
Eccelso, elevato, sommo, sublime, superno, supremo.
Alpinista è chi pratica ascensioni in montagna con fini sportivi ο di studio. Alpigiano, montanaro chi abita tra i monti. Arrampicatore, rocciatore, scala tore termini che designano l'alpinista specializzato. Sciatore chi va in monta gna a sciare, non necessariamente alpi-
Alto è qualcosa che sta al di sopra di qualcos'altro a cui si confronta; non esiste, nelle cose reali, un alto assoluto, ma sempre un alto riferito a qualcosa di più basso: un uomo è alto in rapporto alla statura media, è dotato di un alto ingegno in confronto alla mediocrità degli
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ingegni che lo circondano; il termine si usa nei modi più vari: monte alto, casa alta, alta capacità, la Pasqua quest'anno è molto alta, l'aquila vola alto, alto mare, guardare dall'alto. Elevato è meno di alto: un monte è alto, un colle è elevato; ma può essere più che alto se riferito a qualità spirituali e morali: una mente elevata, elevare il pensiero a Dio. Sommo è molto alto: il sommo pontefice, il sommo poeta. Eccelso è ancora più alto, supremo è il massimo dell'alto. Con il sublime ci si trasferisce nelle cose dello spirito, al di sopra delle cose reali: un sublime esempio di virtù; e superno è l'alto assoluto: Dio è superno. Basso, mediocre, modesto, piccolo.
Altopiano
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Acrocoro, pianoro, spiazzo, terrazzo. Valtopiano è una regione piuttosto vasta e alquanto elevata sul livello del mare; secondo i geografi almeno duecento metri di altitudine. Vacrocoro (si dice "acrocòro", non "acrocoro") è un altopiano corrugato e accidentato, circondato da picchi. Un pianoro è un altopiano aperto, non molto vasto. Uno spiazzo è ancora più piccolo, e appena un poco alto sul livello del mare; si dice anche di una porzione di terreno pianeggiante tra le case. Il terrazzo è una zona pianeggiante, talvolta resa tale dalla mano dell'uomo, di modeste dimensioni, posta sul declivio di un'altura; di solito i terrazzi si succedono digradando verso il basso. Bassopiano, bassura, depressione.
Alzare
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Adergere, assurgere, costruire, drizzare, edificare, elevare, ergere, erigere, esaltare, estollere, impennare, inalberare, in-
nalzare, issare, levare, rialzare, rizzare, salire, sollevare. Alzare è l'azione di levare in alto genericamente: si alza un mattone, si alza il capo, si alzano i prezzi, si alza un pensiero, si alza la voce, ci si alza in piedi, si alza una statua, si alzano i tacchi, si alza il sole, si alzano le vele, si alza un coperchio. Adergersi è l'alzarsi improvviso, di scatto, come in atto di sfida, di ribellione, minacciosamente, per rintuzzare un attacco ο un'offesa: un uomo si aderge sdegnato, un serpentello a cui si pesta la coda si aderge sibilando. Costruire ed edificare si dice propriamente dell'alza re edifici; si usano anche in senso figura to: costruire una teoria, edificare un'ani ma con i buoni esempi; edificare ha un significato più nobile di costruire: si costruisce una casa, si edifica un tempio. Drizzare e rizzare sono l'alzare mettendo dritto ο ritto: ci si rizza in piedi, i ca pelli si drizzano sul capo per lo spaven to; si dice anche del costruire opere di poco conto: drizzare ο rizzare una paliz zata. Elevare è un alzare più alto, più maestoso: una cupola si eleva sopra i tetti, una vecchia quercia si eleva sopra gli altri alberi, si eleva il pensiero a Dio. Ergere ha qualcosa di solenne: una torre si erge, un uomo si erge in tutta la sua statura. Erigere si dice di cose anche non molto alte ma che hanno un certo contenuto morale: si erige un monumento, un altare, un colonnato. Esaltare è sempre il portare in alto per traslato: si esalta l'opera di un poeta, il record di un campione. Estollere significa semplicemente alzare, ma lo possono scrivere soltanto i poeti classici. Assurgere vale levarsi verso l'alto: è assurto a una carica prestigiosa. Impennare sta per drizzare subitamente, di scatto, usato al riflessivo: l'animale stuzzicato si impennò; in senso figurato: a quelle parole egli si impennò e rifiutò la proposta. Inalberare è l'alzare sopra un albero, ο un palo: si inalbera una bandiera; anche in senso fi gurato: uno si inalbera se gli dicono qualcosa che lo offende. Innalzare è l'al43
zare qualcosa di grandioso; un molo, un grattacielo; in senso morale e figurato: innalzarsi sopra gli altri, innalzare il vessillo della rivolta. Issare è un termine che viene dal linguaggio marinaresco, ma oggi ha preso un significato generico riferito a cose materiali: issare il carico, issare sulle spalle. Levare è usato meno che alzare: levare il capo, levarsi da sedere, si leva il sole; ma non si può dire levare una casa, levare la voce, levare un mattone nel significato di alzare. Rialzare rafforza il concetto di alzare, lo mette meglio in evidenza: si rialza uno dopo una caduta. Salire esprime il concetto di mettersi più in alto: salire al piano superiore, salire nella considerazione di tutti. Sollevare è alzare sorreggendo da sotto. Abbassare, abbattere, atterrare, calare, chinare, degradare, demolire, diminuire.
Amante
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Adoratore, amatore, amico, amoroso, boy-friend, cascamorto, chaperon, cicisbeo, compagno, corteggiatore, concubina, damo, drudo, fidanzato, ganzo, girlfriend, innamorato, moroso, partner, pretendente, spasimante, vagheggino. Amante, genericamente, è colui che ama, che manifesta una inclinazione dell'animo per una persona ο una cosa: uno può essere amante di una donna, della buona musica, della buona tavola; ma il termine, quando ha per oggetto una, persona, nel parlare corrente designa chi ha una relazione più ο meno sentimentale con una persona dell'altro sesso fuori della condizione matrimo niale. Amatore è chi ama ogni donna in senso materialistico: Giacomo Casanova è stato un grande amatore. Adoratore è chi ama una persona anche se non corrisposto e spesso in silenzio. Amico nel senso di amante è un termine piuttosto ambiguo, poiché i rapporti tra 1 amico e l'amica possono significare tanto l'ami44
cizia nell'accezione più pura e nobile, quanto la relazione più sporca e abietta. L'amoroso è il giovane che va a passeggio, al cinema e altrove con la ragazza che gli piace, senza escludere a priori il matrimonio: se continueranno a volersi bene si sposeranno, altrimenti pazienza; con voce dialettale ma molto diffusa l'amoroso è chiamato moroso. Boyfriend e girl-friend sono termini inglesi per indicare ("boy" significa ragazzo, "girl" ragazza) un partner abituale, specie per coppie di giovane età. Cascamorto è l'innamorato che corteggia la donna più per passatempo che per vero amore, sperando vagamente in qualche ricompensa amorosa; è una figura fastidiosa e non simpatica. Chaperon è voce francese che indica colui che accompagna una donna in luoghi pubblici perché non si senta imbarazzata; sarebbe il cavaliere, l'amico senza equivoci e sottintesi; partner invece è termine inglese di uso ormai corrente, forse perché ha il privilegio di non discriminare fra donne e uomini. Compagno è termine di ampio significato che designa il partner, anche in caso di convivenza. Corteggiatore è colui che cerca di entrare nelle grazie di una donna, di conquistarne il cuore usandole cortesie e attenzioni di vario genere, con abbondanza di dichiarazioni d'amore. Concubina è termine moralista, ormai desueto, per indicare la donna che convive con un uomo more uxorio, a modo di moglie senza esserlo. Cicisbeo, spasimante, vagheggino sono termini molto affini: si tratta di personaggi di indole gioconda che stanno attorno alle donne giocherellando con l'amore, senza il minimo pensiero matrimoniale; anche il termine "spasimante", che implica l'idea di spasimi e sofferenze atroci, è sempre usato con intenzione scherzosa. Damo è voce ricercata e un po' antiquata, ancora in uso in certe regioni: è lo stesso che amoroso e moroso. Il fidanzato è colui che intende "fare le cose sul serio", è il promesso sposo ufficialmente impegnatosi. Ganzo e drudo sono le versioni più spregevoli
dell'amante; dice il Tommaseo: "...il ganzo può essere vecchio ο giovane, bel lo ο brutto purché sia strumento d'illeci to piacere ο di lucro turpe. Questo i lati ni chiamavano amasio e noi con voca bolo più forte chiamiam drudo, che aveva senso innocente in antico, ora l'ha di dispregio". Innamorato è colui che ama, figura dolce e patetica, sia felice che infelice. Pretendente è chi aspira alla mano di una donna (ma anche a una successione dinastica).
Amare
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Adorare, desiderare, garbare, idolatrare, infatuarsi, piacere, preferire. Amare è l'inclinazione dell'animo per una persona ο una cosa: si ama una don na, lo sport, la vita tranquilla, il figlio, i libri. Adorare è più forte, esprime passione, dedizione assoluta, sottomissione, devozione; propriamente andrebbe riferito soltanto a Dio, ma nel parlare comune il termine si spreca in mille modi adorando non soltanto una donna ma anche il teatro, il cantante in voga, lo sci acquatico, il cagnolino pechinese e altre consimili inezie. Desiderare nel senso di amare è più forte di questo; amare è più generico, incerto, lontano: uno può amare i viaggi e farne di rado ο mai, ma se desidera viaggiare si sforza di realiz zare il suo desiderio. Garbare significa "piacere", "preferire": faccio ciò che più mi garba, quell'uomo non mi garba. Idolatrare propriamente significa adorare un idolo, cioè un dio falso e bugiardo; è l'amare ciecamente, svisceratamente, irragionevolmente. Infatuarsi è un amare improvviso e di breve durata, anche se follemente, una cosa ο una persona che magari considerata obiettivamente, non ha grandi meriti. Piacere è amare e desiderare insieme: mi piace la musica di Verdi, il risotto alla milanese, passeggiare a piedi, fare del bene. Preferire è l'amare di più qualcosa in rapporto a un'altra che si ama meno: preferisco il
mare (alla montagna), gli uomini preferiscono le bionde (alle brune). Abominare, aborrire, detestare, esecrare, odiare, sprezzare.
Amaro
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Acre, amarognolo, aspro, bitter, crudele, funesto, spiacevole, triste. Amaro inteso nel suo senso vero è un sapore, uno dei quattro fondamentali del gusto (amaro, dolce, salato, acido), e come tale non ha altro sinonimo che amarognolo, che potrebbe essere un diminutivo ο vezzeggiativo dell'amaro, qualco sa non del tutto sgradevole al gusto. In senso figurato è qualcosa che dà dolore all'animo: parole amare, destino amaro, pentimento amaro. Acre e aspro sono qualcosa di più che amaro, ma il primo si dice meglio dell'animo, il secondo dei modi: un animo acrimonioso si esprime con asprezza. Crudele è ancora più forte: un destino amaro avvilisce, un destino crudele distrugge. Spiacevole è generico e richiama il sapore amaro, che in genere non è piacevole. Funesto è più grave, implica l'idea di una disgrazia: spiacevoli sono le conseguenze di uno spiffero d'aria, di una parola sgarbata, funeste sono le conseguenze di un uragano, di un'offesa mortale. Triste è un amaro profondo, greve, continuo che incombe sul cuore. Bitter, la parola inglese per dire "amaro", viene usata in italiano solo per indicare aperitivi alcolici amari. Benevolo, benigno, dolce, piacevole, sereno.
Ambasciatore
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Agente diplomatico, araldo, attaché, console, emissario, feciale, incaricato d'affari, inviato, legato, messaggero, ministro 45
plenipotenziario, nunzio, parlamentario, prosseno. Ambasciatore è genericamente colui che porta un'ambasciata; nel linguaggio della politica e della diplomazia è il massimo rappresentante stabile di un governo presso un governo straniero; la sua è una carica ufficiale che è valida soltanto dopo un atto altrettanto ufficiale detto "accreditamento". Agente diplomatico è un incaricato di un governo che svolge una singola missione presso un governo straniero. Attaché è voce francese che designa l'addetto diplomatico ο militare. Il console è un pubblico ufficiale che in un paese straniero tutela gli interessi, specialmente economici, del governo che lo ha inviato e dei suoi concittadini; in ogni nazione si trovano parecchi consoli stranieri che risiedono nelle principali città, così abbiamo un console inglese a Milano, un altro a Torino, un altro a Napoli e così via. Emissario, persona mandata da un governo ο da un privato in un altro Stato per trattare affari parti colari ο per spiare onde ricavare vantag gi politici ο economici. Anche inviato vale persona con incarichi speciali. Fe ciale era, presso gli antichi romani, l'in caricato del senato che dichiarava la guerra ο concludeva la pace. Vincaricato d'affari è colui che in un paese straniero rappresenta il proprio governo in assenza dell'ambasciatore. Il ministro plenipotenziario è un agente diplomatico al quale un governo ha affidato pieni poteri per espletare incarichi di eccezionale importanza presso un governo straniero. Nunzio, ο nunzio apostolico, ο le gato è l'ambasciatore dello Stato del Vaticano presso un governo straniero. Messaggero è genericamente colui che reca messaggi. Varaldo è un personaggio dell'antichità e del medioevo; era l'ufficiale incaricato di rendere note al popolo le decisioni del principe, del re, dei magistrati, e inoltre, in certe occasioni, di annunciare e di trattare la pace e la guerra presso popoli stranieri. Parlamentario è genericamente colui che è in46
caricato di parlamentare, di trattare questioni importanti presso un governo straniero. Prosseno presso gli antichi greci era colui che curava gli interessi dei concittadini in un altro Stato, una specie dell'attuale console ο incaricato d'affari.
Ambiente
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Aria, atmosfera, habitat. Ambiente è il contesto sociale e/o naturale entro cui si vive: quell'uomo vive in un cattivo ambiente, il nostro ambiente è inquinato dagli scarichi industriali. Aria, atmosfera si possono usare al posto di "ambiente" a seconda del caso. Habitat si dice l'insieme delle condizioni ambientali adatte alla vita di una specie vegetale ο animale.
Ambizione
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Cupidigia, mira, orgoglio, smania, vana gloria, vanità. Ambizione è l'ambire fortemente onore, potenza, ammirazione; c'è l'ambizione legittima e innocente di chi aspira a essere onorato e anche lodato per veri meriti: il commerciante abile e onesto ha l'ambizione di essere considerato tale, l'impiegato intelligente e solerte ha la giusta ambizione di diventare capufficio; c'è l'ambizione che deriva da un amor proprio esasperato, dallo smodato desiderio di mostrarsi superiore agli altri, e ciò porta spesso a compiere atti riprovevoli. La cupidigia è l'ambizione spinta al massimo grado e non ha mai un senso buono poiché è una bramosia di arrivare, di ottenere, a qualsiasi costo, anche con danno d'altri. Mira è lo scopo che uno vuole raggiungere: un impiegato anche se mediocre mira a diventare capufficio, un artista mira a diventare celebre sia egli valente ο no, uno può avere delle losche mire, un altro ha la mira di sposare una certa donna. L'or-
goglio è il sentimento molto vivo dei propri meriti, perciò l'orgoglioso è necessariamente un ambizioso. Smania, intesa nel senso di ambizione, è un desiderio, esagitato e irragionevole, che non tollera indugi: quel pittore ha la smania di essere fatto accademico. La vanagloria è l'ambizione piuttosto fatua di vantarsi, di gloriarsi, di cose di poco merito: vanaglorioso è l'attore mediocre che ricorda continuamente la particiha avuta in un lavoro accanto a un attore famoso, la ragazza belloccia che è stata eletta "miss sdraio" sulla spiaggia del paesuccio di villeggiatura tre anni addietro è vanagloriosa se mostra a tutti le fotografie del memorabile evento. Vanità è l'ambizione del tutto vacua e sciocca di ingigantire e ostentare i propri miseri ο inesistenti meriti. Discrezione, modestia, riserbo, semplici tà, umiltà.
Ambizioso
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Arrampicatore, arrivista, elitario, opportunista. Ambizioso è colui che ha la smania di grandi cose, di mettersi in mostra. Arrampicatore è l'ambizioso spregiudicato; come Y arrivista. Opportunista è colui che si vale di ogni opportunità per raggiungere la meta che si è prefissa. Elitario, chi tende ad appartenere a una élite, a un gruppo ristretto.
Amicizia
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Confidenza, conoscenza, dimestichezza, entratura, familiarità, fraternità, intimità, intrinsichezza, rapporto, simpatia. L'amicizia è il sentimento affettuoso che lega due persone, sia dello stesso sesso che di sesso diverso. Conoscenza, intesa nel senso di amicizia, suppone almeno una reciproca stima che porterà
all'amicizia se le circostanze lo vorranno; si può conoscere anche una persona che non si stima e che non diventerà mai amica, ma se si dice: quello è un mio conoscente, si vuol dire che è una conoscenza amichevole. Contatto, rapporto designano un'amicizia superficiale e occasionale. Dimestichezza si ha tra due amici che si trovano insieme molto spesso; non c'è dimestichezza tra due amici carissimi e fedelissimi che non s'incontrano e non si scrivono da anni. Entratura è una possibilità di accedere a persone importanti: ho delle entrature presso il commendatore. Familiarità è di più: i due amici si considerano della stessa famiglia; e più ancora è fraternità; due amici si considerano addirittura fratelli. Intimità, confidenza, possono esistere tra due amici che si confidano i segreti più gelosi, i pensieri più riposti. Intrinsichezza è un termine raro, vale dimestichezza. Simpatia è il sentimento che prelude all'amicizia. Animosità, antipatia, avversione, discordia, malanimo, malevolenza, ostilità, rancore, ruggine.
Ammaccare
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Acciaccare, pestare. Ammaccare è produrre un segno superficiale, acciaccare è produrre un segno più profondo: si ammacca la vernice del parafango, si acciacca il parafango stesso in seguito a un tamponamento. Pestare comprende l'ammaccare e l'acciaccare a seconda che sia debole ο forte.
Amministrare
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Curare, dirigere, gestire, governare, guidare, maneggiare, reggere. Amministrare è l'aver cura degli affari propri ο d'altri: si amministra la giusti zia, si amministra la famiglia, si ammi47
lustrano le entrate e le uscite. Curare ha un significato assai più vasto e generico: è l'aver cura, l'occuparsi di una faccenda in modo che si sviluppi nel modo migliore. Dirigere può essere più e meno che amministrare poiché in certi casi suppone una maggiore responsabilità e autorità, in certi altri l'opposto. Governare è più che dirigere e amministrare, implica infatti un'autorità superiore a tutti i poteri: si governa una famiglia, si governa un'azienda, ma più di tutto si governa uno Stato. Reggere ha un significato solenne: Dio regge le sorti del mondo, un sovrano regge la nazione. Guidare è generico: far da guida, con significato affine a "dirigere". Maneggiare è un'espressione del parlare alla buona e si riferisce per lo più a piccole faccende con una partecipazione diretta e materiale. Gestire ha un significato preciso riferendosi alla gestione, cioè alla trattazione quotidiana e minuta degli affari di una azienda, talvolta diretta e amministrata da altri più in alto.
Amministratore
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Castaldo, curatore, economo, fabbriciere, fattore, gerente, gestore, intendente, maneggione, ministro, procuratore, provveditore, tutore. Amministratore è genericamente la persona che ha cura degli affari altrui. Gli altri termini più che sinonimi, si riferiscono a una particolare attività. Il castaido è un personaggio storico: era l'amministratore dei beni di un principe e risiedeva in un castello. Il curatore è l'amministratore dei beni di una persona incapace, di un commerciante fallito; è un termine giuridico come anche tutore che designa la persona che amministra i beni di un minorenne. Economo si chiama di solito l'amministratore di certe istituzioni di interesse pubblico: ospedali, enti di beneficenza, ministeri ecc. Fattore è l'amministratore di un'azienda agricola. Il fabbriciere è l'amministrato48
re dei beni di una chiesa, di un convento ecc. Il gerente ο gestore, è colui che gestisce un'impresa; non soltanto amministra i beni dell'impresa, ma prende anche parte attiva alla gestione. Maneggione è espressione popolaresca per gerente, uomo di fiducia del padrone di una piccola impresa, di un negozio. Il ministro ha il mandato di amministrare un ministero; è il più grosso amministratore di uno Stato, ^intendente è un pubblico ufficiale che sovrintende a una branca della pubblica amministrazione; tipico l'intendente di finanza. Il procuratore amministra determinati beni entro i limiti della procura che gli è stata concessa. Il provveditore è incaricato dell'amministrazione di determinati beni ο attività dello Stato: provveditore generale dello Stato, provveditore agli \studi.
Ammirare
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Entusiasmarsi, infatuarsi, lodare, stimare, venerare. Ammirare è il guardare, l'osservare con stupore, generalmente con l'animo di lodare, ma non di rado viceversa: ammiro la tua bontà, la tua abnegazione, la tua faccia tosta. Entusiasmarsi è più forte, è il lasciarsi prendere dall'entusiasmo. Infatuarsi è sullo stesso piano ma implica un'ammirazione passeggera e magari non meritata: una grande cantante lirica suscita entusiasmo, una ragazzina che urla canzoni dimenandosi in maniera bislacca provoca infatuazione. Lodare è più misurato e prudente che ammirare: l'ammirazione implica la lode, ma non sempre la lode arriva all'ammirazione. Stimare è un po' meno che ammirare; inoltre l'ammirazione di solito si manifesta con parole di lode, mentre la stima è più discreta e silenziosa. Venerare si riferisce a persone ammirabili per senno, bontà, grandezza d'animo e che siano assai mature ο vecchie.
Biasimare, condannare, criticare, disapprovare, disprezzare, riprovare, vituperare.
Amore
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Adorazione, affetto, amicizia, amorazzo, amorevolezza, ardore, bene, benevolenza, brama, capriccio, carità, concupiscenza, filantropia, flirt, fregola, idillio, idolatria, infatuazione, lascivia, lussuria, passione, tenerezza. Amore è inclinazione profonda dell'anima verso una persona ο una cosa, nel primo caso il volerle bene, il volere il suo bene. I sinonimi sopra elencati si ri feriscono tutti all'amore verso persone. Vaffetto è la forma più blanda dell'amore, esclude la passione, l'ardore, è generalmente durevole e alieno da ogni complicazione sentimentale: si prova affetto per un parente, per un amico, per la brava domestica. È molto affine z\Yamicizia e alla benevolenza, tutti sentimenti che si manifestano attraverso Yamorevolezza, insieme di atti cortesi, garbati, benigni e premurosi verso una persona. Vadorazione e Yidolatria indicano l'amore elevato allo stadio di sublimità. Vamorazzo è un amore passeggero e poco onesto, un amore da strapazzo che ha ben poco a che fare con il sentimento. Anche il capriccio è passeggero e non sempre onesto, ma ha qualcosa di più gentile, di meno triviale. Vinfatuazione è un capriccio più acceso, può dare momenti di travaglio, ma infine non lascia traccia nel cuore. La passione è l'amore forte, ardente, anche folle, che accende la carne e può portare alla perdizione; e come l'amorevolezza è l'espressione dell'affetto, così Y ardore è l'espressione della passione. Brama è un desiderio forte di una persona e implica una certa materialità dell'amore. La concupiscenza è il desiderio decisamente sensuale, come la lussuria', la lascivia è piuttosto una tendenza alla lussuria, si manifesta anche con attucci, occhiate, moine, ed è
più propria della donna. La fregola è il desiderio, il bisogno fisiologico dell'atto carnale; si dice anche degli animali. Vidillio è l'amore che nasce, ancora incerto, fatto di sottili schermaglie: tra i due c'è già l'amore, ma non confessato apertamente; è più delicato del flirt, voce americana che designa un amore più ο meno profondo ma comunque non impegnato, e che si può confondere con l'amorazzo e il capriccio. La carità è l'amore verso il prossimo, un amore possente di ispirazione divina; essa si manifesta attraverso la filantropia, cioè l'attività materiale che si svolge per soccorrere gli uomini nel bisogno. La tenerezza è un sentimento dolce, delicato, che oscilla tra l'affetto e l'amore: mentre tra uomini vi può essere affetto, benevolenza, non si può immaginare tenerezza senza la presenza della donna. Animosità, antipatia, astio, avversione, esecrazione, fobia, inimicizia, livore, malevolenza, misantropia, odio, rancore, ripugnanza.
Ampolloso
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Declamatorio, enfatico, gonfio, iperbolico, pomposo, reboante, retorico. Sono tutti termini che si riferiscono al modo di esprimersi, scrivendo ο parlan do, e tutti implicano il concetto di esa gerazione, di affettazione. Ampolloso si riferisce meglio al parlare che allo scri vere. Declamatorio è lo stile di chi declama, richiama l'idea del tribuno che urla sulla piazza per convincere più con il rumore che con la verità. Enfatico è l'esprimersi con la tendenza a dare importanza a ogni parola; anche un bravo scrittore od oratore può essere enfatico dove l'argomento lo richieda. Gonfio è generico, è l'esprimersi con dieci parole quando ne bastano tre. Iperbolico è il ricorrere all'iperbole, figura retorica in cui si esagerano le espressioni, talvolta fino al ridicolo, per meglio colorire il di49
scorso. Pomposo è l'esprimersi facendo pompa di cultura, di ricercatezza, con parole difficili e pretenziose. Reboante è sinonimo di fragoroso, è l'esprimersi con parole altisonanti e periodi sonori che fanno impressione sugli animi semplici. Retorico è lo stile ricercato e pedantesco che si sforza di usare parole e costruire periodi con fastidiosa esattezza, spesso a danno della chiarezza propria del buon parlare e scrivere corrente. Corrente, genuino, schietto, semplice.
Analfabeta
naturale,
scarno,
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Asino, bestia, ignorante, illetterato, incolto, rozzo. Analfabeta, alla lettera, è colui che non sa leggere né scrivere; ma chiamare analfabeta uno che non sa leggere e scrivere non è un'offesa, è una constatazione obiettiva come dire che uno non è sposato ο non va in bicicletta. Il termine usato con intenzioni spregiative e offen sive si riferisce a persone che sanno leg gere e scrivere, e anche di più, ma che pretendono di saperne ancor più di quel poco ο molto che sanno. Asino e bestia dovrebbero essere offese più oltraggiose poiché gli asini e le bestie, oltre a essere analfabeti, sono anche privi di raziocinio. Al confronto il termine ignorante potrebbe essere un complimento giacché si suppone che l'ignorante sappia leggere e scrivere; tuttavia l'ignoranza è sempre relativa: uno scolaro di quarta elementare può essere ignorante in confronto a uno studente di quarta ginnasio, come uno scienziato comune può essere ignorante in confronto a un grande scienziato. Illetterato è uno che non sa di lettere; non è analfabeta, non è un ignorante, ma non è un letterato. Incolto è uno privo di cultura ο di scarsa cultura. Rozzo, con cui si identifica un individuo di mo desta cultura. 50
Colto, dotto, erudito, istruito, sapiente.
Analogo
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Affine, conforme, correlativo, corrispon dente, simile, uguale. Analogo è ciò che ha relazione di analogia con altra cosa; il termine si usa per lo più per cose astratte: ragionamento analogo, conclusione analoga, idee analoghe. Affine si riferisce piuttosto alla costituzione più intima delle cose, materiali e immateriali: anime affini, affinità di pensiero, sostanze affini, scienze affini. Conforme è relazione di forma oltre che di sostanza: conforme all'originale, conforme alla legge. Correlativo si dice quando vi sia relazione reciproca: le forze di un uomo sono correlative alla sua età. Corrispondente è ciò che corrisponde nei particolari. Simile è una cosa che ha alcune qualità di un'altra: lo scrittore A ha uno stile simile a quello dello scrittore B. Uguale è una cosa che ha tutte le qualità di un'altra: il mio vestito è uguale al tuo, due case uguali. Contrastante, discordante, difforme, dissimile, disuguale, diverso.
Andare
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Accorrere, aggirarsi, allontanarsi, avanzare, bighellonare, camminare, correre, errare, girovagare, incedere, passeggiare, pedinare, ramingare, scappare, sgattaiolare, svignare, trasferirsi, vagabondare, vagare. Andare è un termine molto generico che significa muoversi da un luogo per raggiungerne un altro. I sinonimi sono innumerevoli; se ne ricordano alcuni che hanno i significati più caratteristici. Accorrere è l'andare di corsa verso un luogo determinato, mentre correre è l'andare di corsa senza una destinazione
precisa. Aggirarsi è l'andare in circolo dentro uno spazio limitato. Allontanarsi è andare lontano. Avanzare è andare in avanti, andare vicino. Bighellonare è l'andare qua e là, oziando, per le strade e le piazze, in un piccolo paese, in luoghi non troppo vasti. Errare è l'andare senza meta per il mondo. Girovagare, vagare, sono l'andare in giro senza sapere dove ci si trovi né dove si voglia andare. Camminare è l'andare a piedi, e incedere è il camminare con portamento solenne. Passeggiare è l'andare a passeggio per ricreare il corpo e lo spirito. Pedinare è l'andare seguendo una persona e cercando di non farsi scorgere da essa. Ramingare è l'andare proprio dei miserabili scacciati da tutti. Vagabondare è l'andare per il mondo senza meta, proprio del vagabondo, il quale può essere un miserabile nel corpo e nello spirito, ο sognatore che insegue un ideale. Scappa re è l'andar via rapidamente per sottrarsi a un pericolo, a una minaccia. Sgattaiolare è l'andarsene in fretta e in silenzio, come fanno i gatti. Svignarsela è l'andarsene alla chetichella, con prontezza e astuzia. Trasferirsi è l'andare per sempre in un altro luogo. Arrestarsi, dimorare, fermarsi, indugiare, restare, rimanere, soffermarsi, sostare, stabilirsi.
Andatura
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male, particolarmente del cavallo: passo svelto, passo pesante. Portamento è l'andatura in senso più lato, che comprende tutto il movimento del corpo: l'uomo camminava con portamento altero, il portamento della grossa belva era superbo.
Aneddoto
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Accidente, avvenimento, barzelletta, caso, episodio, fattaccio, fatterello, fatto, incidente, sinistro. Laneddoto è la breve narrazione di un fatto marginale relativo alla vita di un personaggio famoso: un aneddoto su Giulio Cesare, su Napoleone, su Giuseppe Verdi. Fatterello è un piccolo fatr to, e può riferirsi a persona più ο meno famosa e ad avvenimenti: il fatterello narrato dal Giusti in Sant'Ambrogio, storiella è lo stesso ma con un senso più scanzonato e leggero; e barzelletta è un raccontino brevissimo di contenuto decisamente umoristico. Episodio è il racconto di una parte di un avvenimento ο di una vita, può avere un notevole sviluppo, anche occupare un libro intero: un episodio della vita di Galileo, un episodio della rivoluzione francese. Accidente, avvenimento, caso, fatto, fattaccio, incidente sono cose accadute, più ο meno piacevoli. Un sinistro è un caso decisamente sfavorevole, anche tragico.
Incesso, passo, portamento.
Anello Andatura si dice in generale del modo di andare in avanti; si riferisce all'uomo, agli animali, ai mezzi meccanici: egli procedeva con lenta andatura, il cavallo procedeva a buona andatura, l'automobile filava a piena andatura; ha anche un riferimento estetico: una bella andatura, una brutta andatura. Incesso è l'andatura solenne: il grave incesso del re, una donna dalle forme giunoniche incedeva tra la folla. Passo è dell'uomo e dell'ani-
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Cerchietto, fede, ricciolo, vera. Anello è genericamente un oggetto di metallo di forma circolare dentro cui si può infilare qualcosa; ci sono però anche gli anelli di fumo, e gli anelli d'acqua che non sono di metallo e dentro i quali non s'infila niente; nell'accezione più comune si dice di un cerchietto di metallo prezioso, variamente ornato, 51
che si porta al dito. Cerchietto è generico, e si dice anche dell'anello che si porta al dito con significato vagamente spregiativo, un anello misero. Fede ο ve ra è l'anello matrimoniale: il secondo è un termine dialettale, ma abbastanza diffuso. Ricciolo è l'anello di capelli che ricade sulla fronte, sulle spalle.
Angelo
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Arcangelo, cherubino, serafino, spirito. Angelo è il puro spirito perfetto, emanazione della divinità, spesso rappresentato come essere asessuato, giovane e bellissimo, fornito di ali e di lunga veste bianca; si dice di persona buona, gentile, altruista. L'arcangelo è, nelle gerarchie celesti, un angelo di ordine superiore: l'arcangelo Raffaele, l'arcangelo Gabriele ecc. Ancora più su è il serafino che è il più vicino a Dio nella gerarchia degli angeli. Il cherubino viene in sottordine all'angelo: si dice anche di bambini bellissimi. Spirito è un termine generico per esprimere forme angeliche, divine, irreali. Demone, demonio, diavolo, maligno, satana, satanasso.
Anima
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Coscienza, cuore, fiato, intelletto, niente, psiche, sentimento, spirito. Anima è il principio vitale degli esseri umani, la parte immateriale dell'uomo, la sostanza spirituale che informa il corpo. Coscienza è la facoltà dell'anima che unita all'intelletto comprende e sa giudicare con equità i propri atti. Cuore è riferito all'anima in quanto capace di sentire gli affetti. Fiato riferito all'anima va sempre inteso in senso figurato; ovvero è la manifestazione più materiale dell'anima, principio vitale che sta alla ba52
se della vita fisica. Intelletto e mente riguardano l'anima come forza raziocinante, capace di intendere le manifestazioni più elevate della vita. Psiche è l'anima considerata dal punto di vista filosofico e scientifico. Sentimento si può dire l'insieme del cuore e della coscienza. Spirito è l'anima intesa nel significato più elevato, l'immediata emanazione della divinità: rendere lo spirito a Dio. Carne, corpo, materia.
Animo
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Carattere, coraggio, disposizione, indole, intelligenza, intenzione, opinione, parere, presentimento, proposito, ragione, spirito. Vanimo è l'insieme dei principi spirituali, morali e intellettuali dell'uomo. Carattere e indole designano l'insieme delle qualità non materiali che distinguono una persona da un'altra: indole allegra, malinconica, generosa, carattere tenace, sottomesso, ribelle. Coraggio è la forza dell'animo nel sopportare avversità e nell'affrontare pericoli: quella donna sopporta la vedovanza con coraggio, il soldato si buttò avanti con coraggio. Disposizione esprime uno stato dell'animo, una sua inclinazione: non ho alcuna disposizione per incontrarmi con lui, ho disposizione per la musica. Opinione, parere, proposito, intenzione sono i segni dell'animo che si manifestano apertamente: questa è la mia opinione, questo è il suo parere, ha manifestato il proposito, l'intenzione di partire. Intelligenza si riferisce alle qualità intellettive dell'animo, ragione alle qualità raziocinanti. Presentimento è lo stato dell'animo per cui si crede di conoscere una cosa prima che essa avvenga. Spirito nel senso di animo ha significato affine a indole e carattere: quell'uomo ha uno spirito di leone, di pecora.
Anno
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Annottare
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Annata, annualità.
Abbuiarsi, imbrunire.
Anno è il periodo di 365 giorni che la Terra impiega per compiere un giro intorno al Sole. Annata è il corso di tempo non superiore ai 365 giorni, e si riferisce a una serie di fatti di varia natura; può avere inizio in qualsiasi momento e terminare anche prima che sia trascorso un anno: un'annata politica molto intensa, una buona annata per la caccia ai tordi, una cattiva annata a causa della siccità. Annualità è una somma di denaro riferita al periodo di un anno: il debito si estingue in cinque annualità di tre milioni ciascuna.
Annottare è l'avvicinarsi della notte. Abbuiarsi è l'effetto della notte che avanza portando il buio; così imbrunire, quando l'aria si fa scura, bruna, per le tenebre che si diffondono: "Il giorno se n'andava, e l'aere bruno...", dice Dante nel proemio dell'Inferno.
Annotazione
Gli antenati, alla lettera, sono quelli nati prima; si dice di coloro che in tempi più ο meno remoti sono vissuti prima di una persona ο di una famiglia attual mente vivente: i miei antenati hanno avuto queste terre da Carlo V, i miei an tenati hanno combattuto alla battaglia di Lepanto. Il termine ascendenti è usato negli studi genealogici: si è potuta stabilire la linea degli ascendenti fino alla quarta generazione. Gli avi sono gli stessi antenati, ma più vicini a noi. I progenitori sono sempre gli antenati, ma riferiti a una grande comunità di genti, a un popolo: i progenitori dei francesi furono gli abitatori della Gallia. Padri si dice poeticamente, solennemente, per indicare coloro dai quali, anche attraverso più generazioni, ci viene la vita: i padri che combatterono e morirono per noi nei tempi più lontani...
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Appunto, chiosa, commento, ermeneutica, esegesi, glossa, nota, postilla, scrittura, spiegazione. Annotazione è una scritta breve fatta per ricordare, per osservare qualcosa genericamente; lo stesso che appunto. Nota e spiegazione sono termini generici. La chiosa è una nota succinta per spiegare un passo poco chiaro di un testo, per suggerire una interpretazione dello stesso. La glossa è più profonda e circostanziata, più scientifica. Il commento si riferisce a una intera opera: si commentano i codici, si commenta la Divina commedia; anche il termine annotazione ha talvolta questo più specifico significato. Postilla è una annotazione aggiunta in fondo (dal latino post illa, dopo questo). Scrittura è generico, indicando il modo e anche l'effetto dello scrivere. Esegesi ed ermeneutica sono procedimenti di analisi critica e spiegazione di testi; il secondo termine si riferisce più specificamente a testi antichi, ma può indicare anche la spiegazione di fatti della vita corrente in contrapposizione a spiegazioni.
Albeggiare, illuminare, schiarire.
Antenati
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Ascendenti, avi, padri, progenitori.
Discendenti, nipoti, posteri, pronipoti.
Antico
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Annoso, antidiluviano, antiquato, arcaico, avito, preistorico, prisco, remoto, vecchio, vetero, vetusto. 53
Antico è ciò che si riferisce al passato, a molto tempo addietro. Annoso si dice di qualcuno ο qualcosa carico di anni in rapporto alla durata media della sua vi ta: è annoso un uomo di ottant'anni come è annosa una quercia di cinquecento anni. Antidiluviano significa anteriore al diluvio-universale, oltrepassa la storia e la leggenda. Arcaico è un antico di cui la scienza ha potuto stabilire l'età, sia pure con l'approssimazione di migliaia ο mi lioni di anni: monumenti arcaici, era ar caica. Il preistorico si avvicina sensibil mente a noi, essendo appena al di là del periodo storico, cioè del tempo intorno al quale abbiamo notizie umane dirette anche se incerte: animali preistorici, resti dell'uomo preistorico. Prisco si dice di ciò che appartiene a un'idea primitiva, a un'età remota e gloriosa. Remoto è un termine piuttosto vago: si possono chiamare epoche remote quelle in cui si formò il sistema solare, miliardi di miliardi di anni addietro, e quelle che videro i nostri progenitori incominciare ad arrostire la carne prima di divorarla, poche decine di migliaia di anni fa, e quelle che videro gli eserciti di Alessandro il Grande invadere l'India poco più di duemila anni fa. Vecchio è ciò che non è più giovane, nuovo, fresco: è vecchio un uomo a settant'anni, un cane a quindici, il comò della nonna, il cappello dell'anno scorso, il giornale di ieri. Avito è un antico che fa riferimento agli avi e si dice dei beni materiali: il castello avito, le terre avite, le ricchezze avite, che abbiamo ereditato dagli avi. Vetusto si dice di qualcosa che serba un'impronta di dignità e di nobiltà nella sua decrepitezza: le piramidi d'Egitto, il Colosseo sono monumenti vetusti. Antiquato si dice di ciò che è passato di moda: quel vestito, quell'acconciatura sono antiquati. Vetero che a rigore è soltanto la prima parte di parole composte a indicare antichità ("veterotestamentario" per significare "dell'Antico testamento") è entrato nel linguaggio corrente da solo, per indicare persona di mentalità antiquata. 54
Attuale, giovane, moderno, nuovo, recente.
Antifecondativo
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Anticoncezionale, condoni, contraccettivo, pillola, preservativo, profilattico, spirale. Antifecondativo, anticoncezionale e contraccettivo sono termini equivalenti per indicare mezzi e procedimenti atti a impedire il concepimento. Condom, preservativo e profilattico si riferiscono specificamente ad antifecondativi maschili locali, la spirale è un anticoncezionale femminile intrauterino. Pillola è termine generico per gli anticoncezionali femminili orali.
Antipatia
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Allergia, avversione, contraggenio, incompatibilità, odio, ripugnanza, ripulsione, uggia. Vantipatia è una ripulsione istintiva che si prova verso una persona; riferendosi a cose ο fatti è meglio usato il termine più generico avversione: Mario m'ispira antipatia, provo avversione per gli sport violenti, per i cibi in scatola, per le manifestazioni di piazza. Incompatibilità è la mancanza, l'impossibilità di accordo, e non implica necessariamente l'antipatia; si riferisce sempre a persone. U allergia è una incompatibilità fisiologica verso certe sostanze che provocano disturbi di varia natura nell'organismo; è un termine scientifico moderno passato nel linguaggio corrente di qualche pretesa e usato in senso traslato: sono allergico ai film gialli, alle passeggiate in montagna. Contraggenio si dice di una cosa che non va a genio, che si fa malvolentieri: guido la macchina di contraggenio. Ripulsione è più forte di avversione. La ripugnanza è una antipatia condita con un senso di schifo: possono ripugnare gli uomini che non si
radono ogni giorno, i fatti di sangue, le bisce, gli spaghetti stracotti, le persone che bestemmiano. Uggia è un'antipatia provocata dalla noia, dal fastidio: quell'uomo mi dà uggia, quegli alberi sono uggiosi. Odio è la forma esasperata dell'antipatia; si dice meglio di persone, ma è usato anche riferito a cose: odio mia suocera, il mio nemico, quel furfante, odio la guerra, il freddo, la pipa di mio marito. Amore, attrazione, genio, inclinazione, propensione, simpatia, tendenza.
Antologia
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Centone, crestomazia, florilegio, miscellanea, sìlloge, zibaldone. Antologia è una raccolta degli scritti migliori di autore ο di autori diversi, lo stesso che crestomazia, florilegio e sìlloge; miscellanea che può avere anch'essa questo significato, indica anche in generale una mescolanza di cose diverse. Centone è un'opera unica risultante dalla fusione di pezzi letterari ο musicali di uno stesso autore ο di una stessa opera ο di opere diverse di diversi autori; il ter mine è usato talvolta in senso spregiativo di "pasticcio", cosa messa insieme alla rinfusa. Zibaldone è una raccolta di annotazioni, di pensieri, di idee, senza un ordine, come vien viene.
Apertura
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Adito, breccia, buca, buco, crepa, fenditura, fessura, foro, meato, orifìzio, passaggio, pertugio, spiraglio, varco. Apertura è un termine generico che indica qualcosa di aperto, attraverso cui si può passare ο introdurre qualcos'al tro; anche una porta e una finestra, a ri gore, sono aperture, ma con questo ter mine si intende meglio qualcosa di in forme, di accidentale. Adito è un'aper-
tura attraverso cui può passare una persona; si usa anche in senso figurato: dare adito a sospetti. Breccia è una apertura che si fa in un muro, in una costruzione, per vecchiezza ο per accidente: la brec cia di Porta Pia. Una buca è un'apertura che si forma nel terreno, mentre un buco ο un foro si fanno dappertutto e sono di dimensioni più piccole: un buco nel muro, nell'uscio, nella tasca. Una crepa è un'apertura allungata con andamento irregolare: si fa una crepa in una parete rocciosa, in una tazza. Fenditura è pure un'apertura lunga e stretta ma con andamento regolare, diritto, come un taglio. Un orifizio è un'apertura di forma pressappoco circolare: l'orifizio del pozzo, del recipiente, della tana. Passaggio è un'apertura da cui si può passare più ο meno agevolmente, mentre pertugio è una apertura da cui si passa decisamente a fatica: l'uomo si cacciò nel pertugio, dal pertugio filtrava una debole luce. Spiraglio è un'apertura da cui passa un filo d'aria appena appena: lo spiraglio dell'uscio; il termine è usato anche in senso figurato: uno spiraglio di speranza. Meato è termine anatomico, passaggio, foro: meato urinario, meato uditorio. Varco è un passaggio stretto, faticoso da passare: aprirsi un varco nella siepe, aprirsi un varco a gomitate tra la folla. Chiusura, impedimento, ostruzione, otturamento.
Apostolo
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Attivista, banditore, evangelista, missionario, pioniere, predicatore. Apostolo è colui che si adopera attivamente con le parole e con le opere a diffondere una fede, un'idea di elevato contenuto morale; propriamente furono chiamati apostoli i dodici che propagarono nel mondo la dottrina di Cristo; si dice anche apostolo di bontà, apostolo di carità, colui che si offre come esem55
pio di queste elette virtù. Evangelista è ciascuno degli autori dei quattro Vangeli: Matteo, Marco, Luca, Giovanni. Missionario è colui che si propone una missione di elevamento morale: missionario di civiltà, di progresso; in senso stretto i missionari sono i sacerdoti che la Chiesa manda nei paesi barbari per conquistare le popolazioni alla fede cristiana. Attivista è chi, quasi come un missionario, si impegna a propagandare le idee del partito ο dell'orientamento politico cui fa riferimento. Banditore è chi annunzia una nuova idea, una nuova dottrina, che può essere anche falsa ο balorda. Pioniere è chi precede tutti nel diffondere un'idea, nell'avventurarsi in esplorazioni ardite: pioniere della scienza, pioniere dell'automobilismo, pionieri italiani in Africa. Predicatore è chi predica, chi sostiene con la parola un'idea; in senso stretto è il sacerdote che fa discorsi dal pulpito intorno alle verità della fede, ovvero esorta all'osservanza di norme morali.
Apparato
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Addobbo, apparecchiatura, apparecchio, apprestamento, ornamento. Apparato è in genere quanto serve per portare a compimento una determinata cosa; apparato scenico quanto serve per mettere in scena un lavoro teatrale, apparato bellico quanto serve per fare la guerra, apparato motore quanto serve per far funzionare qualcosa che si deve muovere; anche, in anatomia, apparato digerente, ο apparato respiratorio ecc. Addobbo è l'apparato per conferire solennità esteriore a una festa, e ornamento è un addobbo più ricercato. Apprestamento si riferisce più ai preparativi, alla organizzazione per rendere efficiente l'apparato. Apparecchiatura e apparecchio si riferiscono per lo più a macchinari: apparecchiature elettriche, per il sollevamento delle acque, apparecchio automatico. 56
Apparenza
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Appariscenza, aria, aspetto, esteriorità, figura, forma, look, mostra, parvenza, risvolto, sembianza, veste. Apparenza è ciò che appare, ciò che si vede con gli occhi e che in realtà potrebbe essere diverso. Appariscenza è l'apparenza vistosa, che dà nell'occhio. Aria è un'apparenza vaga, basata più sulle impressioni che sulle constatazioni: quell'uomo ha l'aria di essere buono, quella casa ha l'aria di voler crollare. Aspetto è un'apparenza più solida, più persuasiva: quell'uomo ha l'aspetto di una brava persona, quella casa ha un aspetto cadente. Esteriorità è l'apparenza più superficiale, una sottile vernice esterna sotto la quale c'è spesso il vuoto: quell'uomo è tutta esteriorità. Figura è l'aspetto esterno di un corpo nel suo complesso: una figura quadrata, tondeggiante, slanciata. Forma fornisce elementi più precisi all'aspetto: forma di anfora, forma di pera, forma trapezoidale. Look è termine inglese che significa modo di apparire, stile: la cravatta migliora il tuo look, quel presentatore ha un look molto personale. Mostra è l'apparenza voluta, ostentata: costui fa mostra di essere buono, fa mostra della sua ricchezza. Parvenza è un'apparenza appena accennata: una parvenza di pentimento, una parvenza di affetto, una parvenza di azzurro. Risvolto è un aspetto poco appariscente di una questione: dobbiamo considerare con attenzione i risvolti politici di questa manovra. Sembianza è propriamente quello che sembra, quello a cui si può assomigliare: questa superficie ha sembianza di vetro, la sua carnagione ha sembianza di avorio. Veste è l'apparenza di una facoltà, di un modo di presentarsi: è venuto in veste di vendicatore, è apparso in veste di benefattore. Contenuto, essenza, realtà, sostanza, verità.
Apparigliare
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Abbinare, accoppiare, appaiare. Apparigliare significa accoppiare allo stesso carro due cavalli uguali; in certi giochi di carte si dice anche per rendere pari due carte che durante il gioco si erano sparigliate; in senso figurato si dice di due amici che si sono uniti con fini poco onesti: quei due si apparigliano bene, sono due furfanti bene apparigliati. Accoppiare è unire due cose ο persone in modo che facciano coppia: lo stesso che appaiare, comporre il paio. Abbinare è unire due cose anche molto differenti: abbinare i biglietti della lotteria ai cavalli concorrenti. Dividere, scombinare, spaiare, sparigliare.
Apparire
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Affacciarsi, baluginare, comparire, far capolino, trapelare, trasparire. Apparire è il mostrarsi, farsi avanti in modo da essere visti, venire fuori da un luogo dove si era celati: appare il sole, appare una donna, appare una nave all'orizzonte, appare stanco, appare in sogno. Affacciarsi è mettere avanti la faccia, mostrare il viso soprattutto: affacciarsi all'uscio, alla finestra; anche in senso figurato: affacciare dei dubbi, delle pretese. Baluginare si dice dell'apparire rapido per subito scomparire, ο del l'apparire incerto: in lontananza balu ginò una luce, tra gli alberi baluginavano delle ombre confuse. Comparire si dice meglio riferito a figure ρ cose uma ne essendo più limitato di apparire: comparve vestito da soldato, Cristo comparve agli apostoli. Far capolino è mostrare appena appena il capo, la punta, il principio: fece capolino timidamente, la luna faceva capolino dietro il monte, gli fanno capolino certe idee...
Trapelare, alla lettera, è l'apparire tra pelo e pelo, cioè lentamente, in modo incerto, da indizi: la luce trapela tra le stecche delle persiane, dal suo modo di parlare trapela la menzogna, la verità trapela a poco a poco. Trasparire è l'apparire in trasparenza, attraverso uno schermo traslucido: le nuvole lasciavano trasparire la luce lunare; anche in senso figurato per "lasciar indovinare": dal suo atteggiamento traspare la timidezza, l'imbarazzo. Dileguare, dissolvere, scomparire, sparire, svanire.
Appartenere
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Concernere, riguardare, spettare. Appartenere è l'essere di proprietà, di pertinenza, l'aver stretti rapporti: questa casa mi appartiene, questo libro appartiene a questa raccolta, quell'operaio appartiene alla ditta tale, non appartiene a me costringerti a farlo. Concernere è un appartenere in astratto e implica il concetto di diritto e di dovere: questo obbligo mi concerne, questo diritto mi concerne. Riguardare è pure astratto, ma implica soprattutto un diritto: questa è una cosa che mi riguarda, non occuparti di ciò che non ti riguarda. Spettare rafforza il concetto di diritto e di dovere: spetta a te farti ubbidire, spetta a lui passare per primo, questi soldi mi spettano, a noi non spetta nulla.
Appassito
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Abbiosciato, avvizzito, cascante, floscio, frollo, grinzoso, inaridito, invecchiato, mencio, molle, moscio, passo, rugoso, secco, sfiorito, vizzo. Appassito è qualcosa che ha perso energia, freschezza, vigore, che sa di vecchio; si dice delle foglie, dei fiori, di un 57
volto umano, di un abito. Abbiosciato si riferisce meglio allo spirito, alle forze morali che si esauriscono comportando anche un indebolimento fisico. Vizzo si dice dei tessuti animali e vegetali che si sono rammolliti per effetto del tempo; avvizzito è lo stesso, ma implica un confronto nel tempo: il seno già fiorente ora è avvizzito. Cascante si dice di qualcosa che tende a cascare per aver perso freschezza e vigore: pelle cascante. Floscio è qualcosa di molle e sfibrato per sua natura: un cappello, un tessuto floscio. Grinzoso ο rugoso è qualcosa che ha rughe ο grinze dove non dovrebbero esse re. Inaridito e secco si riferiscono meglio ai vegetali: i fiori e le foglie appassisco no, inaridiscono e seccano. Invecchiato è generico: tutto ciò che invecchia naturalmente appassisce, un uomo, un abito, un viso di donna. Sfiorito è il volto che ha perduto la freschezza del fiore. Mencio si può dire di qualcosa che è diventato floscio per il lungo uso, per la fatica e anche, figuratamente, per le sventure: un impermeabile mencio, un viso mencio, uno spirito mencio. Frollo, propriamente si dice della carne divenuta molle e tenera col tempo; per estensione si dice di persona fiacca, molle, avvizzita. Moscio è un floscio dimesso, del tutto sfibrato, miserevole: un corpo dalle carni mosce. Molle è generico: una cosa appassita è molle. Passo è come appassito, ma riferito più sovente alla frutta: uva passa, pere passe. Duro, fiorente, florido, fresco, gagliardo, liscio, rigoglioso, teso, vegeto, vigoroso.
Appendice
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Accessorio, aggiunta, coda, giunta, supplemento. Appendice è una cosa che si aggiunge a un'altra più importante con la quale ha relazione: il nuovo fabbricato non è che un'appendice del vecchio, il fatto ha avuto una dolorosa appendice, romanzo 58
d'appendice; dal punto di vista anatomico è un prolungamento, un corpo filiforme che sembra aggiunto: certi pesci hanno delle appendici intorno alla bocca, l'intestino cieco termina nell'appendice. Vaccessorio è più importante dell'appendice facendo parte, sia pure in sottordine, della cosa stessa. Aggiunta è ciò che si aggiunge più tardi, e può esser importante quanto l'opera principale. Giunta si riferisce a qualcosa di materiale che si mette in più: fare una giunta alla sottana per allungarla, il macellaio mi ha dato la giunta. Supplemento è ciò che si aggiunge per fare la cosa più completa: il supplemento di una pubblicazione; un supplemento d'istruttoria. Coda è propriamente la parte terminale del corpo di molti animali; si usa anche genericamente nel senso di conseguenza, strascico, parte finale di qualsiasi cosa.
Appioppare
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Affibbiare, appiccicare, rifilare. Appioppare è dare a una persona qualcosa che questa non gradisce: si appioppa un ceffone, un nomignolo; lo stesso che affibbiare e appiccicare, quest'ultimo spesso riferito a persona: mi hanno appiccicato un compagno di viaggio molto fastidioso. Rifilare è un appioppare con l'inganno.
Approvare
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Accettare, accogliere, acconsentire, ammettere, annuire, collaudare, confermare, omologare, ratificare, sancire, sanzionare. Approvare è il riconoscere che una cosa è fatta come doveva essere fatta, buona ο cattiva che sia. Accettare è più una conseguenza dell'approvare, si approva e poi si accetta, il che equivale a confermare l'approvazione. Acconsentire è un approvare con un certo sforzo, un per-
mettere che si faccia una cosa anche se non riscuote intera la nostra approvazione. Ammettere è l'approvare in seguito a un ragionamento: ammetto che quanto mi dici sia giusto. Accogliere è affine ad accettare. Annuire è l'approvare con segni: annuì con un cenno del capo. Collaudare è un termine tecnico, è l'approvare una macchina, un impianto, una strada, una nave ο altro, dopo che si sia accertata la sua attitudine all'uso cui è destinato. Omologare è riconoscere che una cosa è conforme a una legge, a una disposizione, rendendola valida: omologare un record. Ratificare è approvare con atto solenne: si ratifica un trattato, una legge. Sancire è approvare definitivamente: il voto dell'assemblea ha sancito la disposizione, come sanzionare.
gnificare anche chiudere, sprangare: sbarrare ο sprangare porte e finestre, sbarrare il passaggio. Spalancare si dice bene delle porte e delle finestre aperte di slancio, della bocca aperta per la mera viglia. Scassinare è aprire mediante effrazione: si dice particolarmente di serrature, usci, casseforti. Squarciare è aprire con violenza ed effetti impressionanti: un lampo squarciò il cielo. Stappare è aprire levando il tappo, e si dice delle bottiglie. Sturare è aprire levando ciò che ottura: si stura la canna del lavandino, si sturano le orecchie di quelli che non vogliono sentire. Tagliare è aprire facendo un taglio.
Disapprovare, dissentire, negare, respingere, rifiutare, riprovare, sconfessare.
Aquilone
Chiudere, ostruire, otturare, serrare, tappare, turare.
sbarrare,
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Cervo volante, stella cometa.
Aprire
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Bucare, disserrare, forare, forzare, sbarrare, scassinare, schiudere, spalancare, squarciare, stappare, sturare, tagliare. Aprire è genericamente praticare un'apertura, togliere qualcosa che impedisce il passaggio a una cosa ο a una per sona; è sinonimo di disserrare e schiudere, ma questi due termini accentuano il concetto di qualcosa che prima era chiuso ο serrato strettamente, ermeticamen te: disserrare le dita è aprire le dita che dianzi erano strettamente avvinte, schiudere gli occhi e aprirli alla luce dopo che erano pesantemente chiusi nel sonno. Bucare e forare è aprire praticando un foro ο un buco. Forzare è aprire con la forza: forzare un cassetto, la cassaforte. Sbarrare si dice degli occhi che si aprono smisuratamente in seguito a una forte emozione; è più forte di spalancare se riferito agli occhi: si sbarrano gli occhi per il terrore, si spalancano per lo stupore; si noti che "sbarrare" può si-
Vaquilone è un balocco costruito con carta leggera e sottili stecche di legno che, trattenuto da una cordicella, può mantenersi in aria controvento. Lo stesso che cervo volante, che però è un francesismo pacchiano (cerf-volant). Stella cometa è detto in molte regioni perché il giocattolo ricorda la conformazione delle comete celesti.
Ara
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Altare. L'altare è quello della nostra religione, sul quale il sacerdote celebra la messa. Vara era l'altare dei pagani, più basso, su cui si libava e si sacrificava agli dei; il termine è ancora usato in senso solenne e poetico: l'ara dei caduti per la patria.
Architettura
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Disegno, linea, maniera, stile. 59
Architettura è Tarte di progettare e costruire edifici con criteri estetici; si dice anche della veduta d'insieme dell'edificio costruito: un palazzo dall'architettura elegante, massiccia, slanciata, pesante: lo stesso che disegno e linea. Maniera è il modo di costruire a imitazione di altri costruttori, di altri paesi, di altri tempi: una casa alla maniera del Brancacci, alla maniera olandese, alla maniera di cinquant'anni fa. Stile è il modo di costruire secondo un mondo artistico consacrato dalla consuetudine e dagli studiosi: stile romanico, stile rinascimentale, stile barocco, stile liberty.
Arco
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Arcale, arcata, archetto, lunetta, volta, voltone. Varco è genericamente una linea curva regolare, la porzione di una circonferenza; in architettura è una struttura curva poggiante agli estremi su due piedritti e applicata a finestre, porte, ponti ecc. per ornamento ο per sostegno. Arcale si dice più propriamente dell'arco che sta sopra la porta. Arcata è in genere un'apertura a forma di arco: si dice dell'arco singolo che fa parte di una serie di archi, dell'arco di grandi manufatti, ponti, viadotti ecc. La volta è il soffitto curvo a forma di arco, e voltone è una volta grandiosa di grandi edifici, chiese, stazioni ferroviarie. La lunetta è uno spazio limitato superiormente da una linea ad arco, che si trova sopra una porta ο una finestra. Archetto è un piccolo arco, ma propriamente è l'arco usato per gli strumenti musicali a corda.
Ardente
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quanto in senso figurato dell'ardore dell'animo: tizzone ardente, raggi ardenti, spirito ardente, fede ardente. Appassionato è meno che ardente, lascia supporre una ragione che può contenere l'ardore, il quale di solito è più manifesto e incontenibile. Cocente è qualcosa che cuoce dentro e per lo più implica sofferenza: un dolore cocente. Fervido è un po' più che appassionato e implica concetti più nobili: si ama appassionatamente una persona, talvolta indegna, si ama fervidamente Dio, un'idea. Focoso sa di fuoco, può distruggere tutto senza ragionare: alla larga dagli innamorati focosi e dai temperamenti focosi in genere. Infiammato richiama l'idea di una minore durevolezza, di una fiamma che si accende e divampa, ma può spegnersi presto e anche subito; e così si può dire di infocato, di chi cioè ha preso fuoco per amore, per ira, poi si raffredda e gli passa. Rovente è l'espressione più forte, qualcosa che è stato a lungo sul fuoco e ora sembra diventato fuoco esso stesso. Apatico, freddo, gelido, indifferente, insensibile, spento, temperato, tiepido.
Argano
l54
Gru, paranco, polispasto, verricello. Vargano è un meccanismo che serve per sollevare ο trascinare pesi mediante una fune ο una catena che si avvolge intorno a un cilindro rotante. Il verricello è un argano più piccolo con cilindro ad asse orizzontale. Il paranco è un apparecchio formato da due ο più carrucole attraverso le quali passano funi ο catene, usato per lo più per il carico delle navi. Il polispasto è un tipo particolare di paranco. La gru è un grande argano per sollevare grandi pesi a grande altezza.
Appassionato, cocente, fervido, focoso, infiammato, infocato, rovente.
Argine
Ardente è ciò che arde, che brucia; si dice tanto in senso vero riferito al fuoco,
Banchina, gettata, ripa, riparo, terrapieno.
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Argine è un qualsiasi impedimento al dilagare di una cosa che nuoce; in senso materiale designa propriamente un rialzo, per lo più artificiale, del terreno che impedisce alle acque di un fiume di traboccare inondando le terre circostanti; in senso figurato è lo sforzo inteso a contenere una minaccia: fare argine al dilagare del malcostume, arginare le spese eccessive. La banchina, oltre che da argine, serve anche per il passaggio di persone, per lo scarico delle merci. La gettata è un argine fatto con materiale alla rinfusa, pietre, terriccio, blocchi di cemento, per frenare l'impeto delle onde davanti ai porti di mare. La ripa è la riva di un corso d'acqua, più ο meno in clinata, lungo la quale corre una stradicciola. Il terrapieno è un argine costituito da un elevamento artificiale del terreno. Riparo è un termine generico, e tale si può chiamare una palizzata, un muraglione, uno steccato e qualsiasi altra cosa.
Argomentazione
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Deduzione, dimostrazione, discussione, dissertazione, esposizione, illazione, induzione, ipotesi, paralogismo, ragionamento, sillogismo, sofisma, speculazione, supposizione, teoria, tesi. Argomentazione è l'insieme degli argomenti, cioè delle prove che si portano a sostegno di una tesi. Deduzione è il procedere dal generale al particolare; contrario di induzione che è il procedere dal particolare al generale. Dimostrazione è un'argomentazione tanto efficace da non lasciare dubbi. Discussione è una serie di argomentazioni tra persone che sostengono tesi opposte. Dissertazione è un'argomentazione lunga e particolareggiata, non priva di eleganza stilistica. Esposizione è un'elencazione ordinata di fatti. Illazione è l'argomentazione conclusiva basata sulle premesse; il termine, nel linguaggio corrente, può indi-
care anche una supposizione della cui veridicità si dubita. Ipotesi è la congettura iniziale che bisogna dimostrare da cui si parte per le successive argomentazioni. Paralogismo è un'argomentazione falsa ο difettosa che ha l'apparenza della verità. Il sofisma è un paralogismo in cui l'errore è volontario, fatto con la deliberata volontà di trarre in inganno. Il sillogismo è un'argomentazione articolata in tre parti, di cui le prime due sono le premesse e la terza è la conclusione ο illazione: tutti gli uomini devono mori re, io sono un uomo, quindi devo mori re. Speculazione è (oltre che un'operazione di tipo finanziario volta al guadagno) una ricerca intellettuale sul piano teorico, oppure anche, con neologismo dell'inglese "spéculation", un'illazione ancora non dimostrata. Supposizione è qualcosa che si suppone, prima di analizzarne criticamente la veridicità. Ragionamento è genericamente tutto il complesso delle argomentazioni, l'esporre idee secondo un procedimento logico. Teoria si dice un insieme di ipotesi tendenti a spiegare un fenomeno. La tesi è una proposizione di cui ci si propone di dimostrare la verità.
Aria
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Aere, aura, atmosfera, corrente, etere, venticello, vento. Aria è il miscuglio di gas che avvolge interamente il nostro pianeta, necessario per la vita degli organismi. Aere e aura sono termini poetici; aura si riferisce anche a quel quid impalpabile, irreale, che circonda una persona, un luogo, un fatto, così da dargli una particolare impronta di spiritualità: spira un'aura di malinconia, di serenità, di dolcezza, di bontà. Atmosfera è il termine scientifico che designa il manto gassoso che circonda la Terra: l'atmosfera si divide in troposfera, stratosfera, ionosfera, esosfera. Etere propriamente è lo spazio, ovvero quella entità non altrimenti definibile 61
che riempie l'universo; anche questo termine è spesso usato poeticamente per "aria". Venticello è l'aria che si muove dando una sensazione piacevole. Vento è l'aria che si muove più ο meno vorti cosamente. Corrente è l'aria che passa tra due aperture, provocando dolori reumatici a chi sta in mezzo.
Aritmetica
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Algebra, calcolo, geometria, matematica. Aritmetica è la scienza che si occupa dei numeri e delle loro proprietà; comunemente si intende per aritmetica la parte più elementare di questa scienza, quella che insegna le quattro operazioni fondamentali, le frazioni e poco più. Matematica sarebbe la parte più complessa della scienza dei numeri. Geometria è la parte della matematica che studia le proprietà dei punti, delle linee, delle figure piane e dei solidi. Calcolo è tutto ciò che riguarda le operazioni che si fanno con i numeri. Algebra è la parte della matematica che realizza calcoli di ogni specie valendosi di lettere ο di segni conven zionali in luogo dei numeri.
Armadio
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Credenza, guardaroba, stipo. L'armadio è un mobile nel quale si ripongono varie cose di uso frequente. La credenza è un armadio, solitamente di dimensioni più piccole, nel quale si ripongono stoviglie, vivande e tutto quanto serve alla tavola. Il guardaroba (o la guardaroba) è l'armadio dove si custodiscono vestiti, biancheria e altre cose che servono per l'abbigliamento; si dice anche riferito all'intera stanza dove si trovano questi armadi. Lo stipo è un piccolo armadio, spesso di qualche pregio, dove si custodiscono cose non molto voluminose per le quali si hanno particolari riguardi. 62
Armata
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Flotta, esercito, marina. Varmata è genericamente il complesso delle forze militari di uno stato, e il termine si usa talvolta in luogo di esercito'. l'armata francese ο l'esercito francese; più propriamente l'armata è un'unità bellica composta da diversi corpi d'armata, posta sotto il comando di un generale d'armata; talvolta il termine si riferisce alle forze belliche di mare, e in tal caso è sinonimo di fiotta. Marina ha significato più ampio, comprendendo anche i servizi di terra inerenti all'armata navigante.
Armatura
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Corazza, cotta, giaco, lorica, usbergo. L'armatura è tutto l'insieme degli arnesi che servivano per la difesa del corpo dei combattenti fino a tre secoli addietro, poi caduta in disuso in seguito al perfezionamento delle armi da fuoco che la rendeva del tutto inutile: era composta di maglie, elmo, schinieri, gambali, morioni, scudo ecc. La corazza è la parte dell'armatura, fatta di cuoio e di ferro, che copre la persona dal collo ai fianchi. La cotta è un lungo corpetto di maglia di ferro che si pone sopra la corazza: lo stesso che giaco e lorica, ma quest'ultima è fatta di scaglie ο piastre di metallo snodate, invece che di anellini ο maglie. Vusbergo è una specie di lunga veste che scende fino alle ginocchia, fatta di fasce e lamine di metallo; il termine è usato anche in senso figurato per difesa, protezione in genere: tutti i cittadini sono sotto l'usbergo della legge.
Arnia Alveare, bugno, favo.
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Arnia è la cassetta dove si allevano le api per mano dell'uomo. Alveare è l'abitazione naturale delle api e di insetti simili; le vespe e i calabroni stanno nell'alveare, non nell'arnia, le api stanno nelle arnie e negli alveari; quest'ultimo termine è usato anche in senso figurato: quel grande fabbricato è un alveare umano. Bugno equivale ad alveare. Il favo è l'insieme delle cellette dove le api depongono il miele.
Arredare
in senso giuridico, significa mettere in stato di fermo, una forma particolare di arresto. Incarcerare e imprigionare è il mettere in carcere, in prigione. Trattenere vale tenere fermo, tenere in sospeso, è il tenere un individuo negli uffici della forza pubblica in attesa di poter chiarire le sue responsabilità: in seguito potrà essere rilasciato ο arrestato. Assolvere, liberare, prosciogliere, sciare, scarcerare.
rila
Arrivare
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Allestire, ammobiliare, guarnire. Arredare è fornire di arredi, per lo più un'abitazione; è più che ammobiliare poiché comprende non soltanto i mobili, ma anche tutti gli arredi e le suppellettili necessari al vivere quotidiano. Allestire ha un significato più generico: si può allestire un'abitazione per viverci alla meno peggio, senza arredarla in modo da viverci con tutti i conforti, come si può allestire un accampamento. Si allestisce, però, una mostra d'arte ο uno spettacolo. Guarnire è rifinire minuziosamente l'arredamento, con ninnoli, quadri: una casa ben guarnita è più ricca di una casa bene arredata.
Arrestare
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Ammanettare, catturare, fermare, imprigionare, incarcerare, trattenere. Arrestare è genericamente il fermare, smettere ο far smettere un movimento: le lancette dell'orologio si sono arresta te; in senso stretto si dice del mettere in stato d'arresto un individuo sospettato ο accusato di un reato. Ammanettare è mettere le manette per impedire la facilità di movimento. Catturare è l'arrestare una persona che tenta di sottrarsi all'arresto. Fermare vale come arrestare, e
Allunare, ammarare, approdare, atterrare, capitare, giungere, pervenire, raggiungere, sopraggiungere, sopravvenire, venire. Arrivare viene da riva, quindi significa toccare la riva, concludere il viaggio, giungere al termine. Approdare ha conservato il suo sapore marino e significa propriamente toccar terra dopo un viaggio in mare; si usa anche in senso figurato: di questo passo non si approda a nulla. Allunare è un termine di grande attualità: è l'arrivare sulla luna. Atterrare e ammarare significano arrivare sulla terra ο sul mare provenendo dal cielo: l'aereo è atterrato puntualmente. Giungere si usa in numerosi casi, come arrivare: giungerò a Roma domani, non potevo immaginare che giungesse a tanto. Capitare implica l'idea di arrivare per caso: stavamo parlando quando capitò proprio lui. Pervenire suppone l'arrivare dopo un lungo e difficile cammino, anche in senso figurato: siamo finalmente pervenuti all'accordo. Raggiungere è l'arrivare a qualcosa a cui si mira: raggiungere la vetta, la meta, il fuggiasco. Sopraggiungere è un arrivare all'improvviso, inaspettatamente: stavamo per partire quando egli sopraggiunse, è sopraggiunta una complicazione; nello stesso modo si può usare sopravvenire. Venire è giungere, arrivare nel luogo che 63
si è fissato come meta: egli è venuto qui, io verrò da te. Allontanarsi, andare via, partire, scomparire.
Arrossire
ta dell'acqua. Cantiere è tutto l'insieme degli edifici, delle macchine e delle attrezzature per la costruzione di navi e di altri grandi manufatti: palazzi, ponti, dighe, gallerie. La darsena è la zona più interna del porto dove si mettono le navi da riparare ο da disarmare.
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Accendersi, imporporarsi.
Artico
Arrossire si dice del viso che diventa rosso per vergogna, modestia, pudore. Accendersi è piuttosto l'arrossire per ira. Imporporarsi è l'arrossire più visibilmente, farsi di porpora, e si dice nel primo e nel secondo caso.
Boreale, nordico, settentrionale.
Impallidire, sbiancarsi, scolorire.
Arrugginito
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Corroso, esaurito, intorpidito, logorato, ossidato. Arrugginito si dice del ferro che si copre di una patina bruna in seguito a lunga esposizione all'aria umida. Ossidato si dice di altri metalli, come ottone, rame, alluminio, ecc. Corroso è il metallo profondamente ossidato, sino a perdere la forma in cui era stato originariamente modellato. Esaurito, intorpidito, logorato, in senso figurato si dice di chi è "arrugginito" a causa dell'età, dei malanni.
Arsenale
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Bacino, cantiere, darsena. Arsenale è il cantiere, dove si costruiscono e si riparano le navi da guerra (si dice anche di fabbrica ο deposito d'armi, e di un luogo dove si raccolgono alla rinfusa le cose più disparate). Bacino, ο meglio bacino di carenaggio, è una grande vasca, una fossa, in cui si fanno entrare le navi per le necessarie riparazioni, attuate dopo che la fossa stessa è stata vuota64
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Artico è tutto ciò che si riferisce al polo nord e alle regioni vicine: polo artico, mari artici, fauna artica. Boreale è ciò che si riferisce all'emisfero settentrionale, ma particolarmente si dice di ciò che è compreso nel circolo polare artico: vegetazione boreale. Nordico è ciò che sta a nord senza arrivare a essere boreale: la Svezia e la Norvegia sono regioni nordiche, non boreali. Settentrionale è ciò che sta a nord rispetto ad altro, che sta a sud: Italia settentrionale e Italia meridionale; le regioni settentrionali sono più fredde delle regioni meridionali (nell'emisfero boreale, giacché nell'altro emisfero succede l'opposto). Antartico,
australe,
meridionale.
Articolazione
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Giuntura, legamento, nocca, snodo. Articolazione è il punto dove due ossi si congiungono consentendo il movimento dell'uno rispetto all'altro: l'articolazione del gomito, del ginocchio. Giuntura è lo stesso, ma è proprio del parlare non scientifico: mi fanno male le giunture, non posso più muovere le giunture. Legamento si riferisce meglio ai tendini, alle membrane che tengono insieme le articolazioni. Nocca è ciascuna delle articolazioni delle dita delle mani. Snodo è un termine della meccanica, designa un insieme di pezzi che possono muoversi liberamente pur restando solida-
mente attaccati: il giunto cardanico è uno snodo.
Articolo
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Capocronaca, corrispondenza, corsivo, didascalìa, elzeviro, fondo, fotoreportage, pastone, pezzo, recensione, reportage, rubrica, servizio, scoop, spigolatura, trafiletto. Articolo è genericamente ciascuno degli scritti che compongono un giornale. In particolare, capocronaca è l'articolo più importante della pagina dedicata alla cronaca cittadina. Corrispondenza è l'articolo di qualche importanza inviato dal "corrispondente", che lavora in luoghi lontani. Corsivo è l'articolo che ha spesso un contenuto polemico e qualche pretesa letteraria, stampato in corsivo. Didascalìa è lo scritto più ο meno lungo, talvolta brevissimo, che figura sotto una fotografia. Elzeviro è l'articolo elegante, raffinato, dedicato per lo più a questioni letterarie ο artistiche in genere, parto di un virtuoso della penna e del pensiero. Fondo è l'articolo del direttore del giornale ο di un collaboratore molto impor tante, e riguarda questioni politiche, economiche, sociali di grande interesse. Il pastone è un impastò di molte notizie ricavate da diverse fonti, tale da dare un panorama degli avvenimenti più importanti della giornata, e si riferisce per lo più alla politica interna ed estera. Pezzo è il nome che i giornalisti danno a un articolo in genere. La recensione è l'articolo di critica e commento a uno spettacolo teatrale ο cinematografico ο a un libro. Reportage ο servizio è un articolo complesso su un avvenimento di vasta risonanza; è detto fotoreportage ο servi zio fotografico se le fotografie hanno una importanza preminente. Rubrica è un articolo su un determinato argomento, che si ripete a scadenza fissa, per lo più settimanale. Scoop è termine inglese che designa una notizia giornalistica di grande clamore - un colpo giornalistico
che richiede fantasia, audacia e fortuna. Spigolatura è una notizia raccolta da una fonte qualsiasi e pubblicata insieme ad altre così da comporre un articolo ricco di varie curiosità politiche, artistiche, umoristiche ecc. Trafiletto è un breve articolo, spesso di critica più ο meno pungente.
Artiglio
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Branca, graffa, granfia, grinfia, sgrinfia, unghione. Vartiglio è l'unghia forte e adunca degli uccelli rapaci e delle bestie feroci: gli artigli dell'aquila, della tigre. Branca è ciascuna delle zampe anteriori degli animali da preda. Graffa è l'unghia acuta e sottile del gatto, che graffia. Granfia è genericamente la zampa armata di artigli; anche in senso figurato: le granfie dell'usuraio. Unghione è l'unghia grossa e forte, anche non acuta e non aggressiva, che serve all'animale per arrampicarsi, scavare la terra: il formichiere, il bradipo hanno gli unghioni. Grinfia e sgrinfia, sempre al plurale, hanno uso soltanto figurato: se mi cadi nelle sgrinfie...
Artista
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Art director, artefice, artiere, artigiano, virtuoso. Artista è chi pratica un'arte con abilità particolare. Artefice è l'autore di un'opera grande, bella, nobile, anche non materiale: l'artefice degli splendidi dipinti, l'artefice della vittoria italiana; però se uno è un mascalzone, può anche essere l'artefice di un intrigo, l'artefice di una congiura. Artiere si dice propriamente di chi esercita un'arte meccanica. Artigiano è chi esercita un mestiere manuale: un calzolaio, un rilegatore di libri, un vasaio, un imbianchino, un incisore sono artigiani: dipende poi dalla maggiore 65
ο minore abilità di ciascuno l'avvicinarsi più ο meno all'artista. Virtuoso è l'artista eccellentissimo, e il termine sottolinea le sue capacità tecniche molto più che la creatività. Art director è, con termine anglosassone il responsabile degli aspetti estetici di un giornale, un libro, una campagna di pubblicità ecc.
so sono ancora più che secco, e hanno uso meno ampio riferendosi a un terreno, alla vegetazione, al viso, agli occhi. Siccità si dice di un lungo periodo di tempo asciutto, senza pioggia.
Ascensore
Ascoltare
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Lift, montacarichi. L'ascensore è il dispositivo meccanico per salire e scendere negli edifìci piuttosto alti. Lift è la stessa cosa, detta in inglese: nell'uso italiano indica anche il ragazzo dell'ascensore. Montacarichi è l'ascensore per la salita e la discesa delle merci.
Asciutto
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Adusto, alido, arido, arso, asciugato, disidratato, dry, evaporato, magro, prosciugato, riarso, secco, siccità. Asciutto è tutto ciò che è privo di acqua, di umidità. Adusto si dice di persona rinsecchita e abbronzata dall'aria, dal sole, dalla salsedine. Alido si dice di legno stagionato a lungo. Arido è qualunque cosa priva di umidità, di umore, di linfa; si dice bene della terra, ma anche del cuore, dello spirito. Asciugato si dice di una cosa che prima era bagnata e ora non lo è più. Disidratato, un organismo che ha perduto tutta l'acqua"dei suoi tessuti. Dry, termine inglese che significa "secco", usato per vini e liquori cosiddetti "secchi" ο "asciutti". Evaporato, che ha perduto acqua per naturale eva porazione. Magro si dice di persona dal le membra prive di grasso, che danno l'impressione di asciuttezza. Prosciugato è come asciugato, ma meglio riferito al terreno: il letto del fiume prosciugato, un bacino prosciugato. Secco è qualcosa totalmente privo di umidità; arsp e riar66
Bagnato, fradicio, intriso, madido, umido, zuppo.
inzuppato,
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Dar retta, orecchiare, origliare, porgere orecchio, spiare, udire. Ascoltare è il sentire con le orecchie e con l'animo ponendo attenzione a ciò che si sente: si ascolta una canzone, una predica, un buon consiglio, un rimprovero; un grido, uno scricchiolio, il tuono, un rumore qualsiasi si "sentono" ο si "odono", anche senza porre attenzio ne. Dar retta è l'ascoltare lasciandosi persuadere, e si usa soltanto in senso figurato riferito all'animo: gli ho dato retta e mi sono trovato contento, non si deve dar retta al male. Orecchiare è tendere gli orecchi per ascoltare senza farsene accorgere. Origliare è l'ascoltare di nascosto, con le orecchie tese, particolarmente dietro un uscio, una fessura. Spiare implica l'origliare, ma suppone qualcosa di più complesso, il cauto inseguimento, l'investigazione occulta. Porgere orecchio è l'ascoltare con particolare attenzione una cosa che interessa, e si usa anche in senso figurato: porgere orecchio a un rumore che viene dal pianerottolo, porgere orecchio ai buoni consigli; espressioni affini sono: stare a sentire, por mente, tender gli orecchi, essere tutt'orecchi, pendere dalle labbra. Udire è soltanto il ricevere l'impressione del suono materiale, indica la funzione dell'udito.
Asino Ciuccio, ciuco, onagro, somaro.
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Asino è il termine più comune per il noto quadrupede, derivato dalla terminologia scientifica (equus asinus). Ciuccio e ciuco sono spesso usati nel parlare comune; e quando a uno si dice ciuco ο ciuccio invece di asino, l'intenzione sembra meno aspra: quell'uomo è un asino, quello scolaro è un ciuco. Onagro è l'asino selvatico, progenitore di quello domestico. Somaro è il termine che fa riferimento alla soma che l'animale porta sempre, secondo il suo destino.
Aspettare
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Appostare, attendere, indugiare, procrastinare. Aspettare è lo stare in attesa di qualcosa ο di qualcuno che magari non fa piacere, mentre attendere è lo stare in attesa di qualcosa ο qualcuno che fa piacere: chi la fa l'aspetti, non l'attenda; una donna attende l'amante perché non aspetta il marito. Appostare è un aspettare insidioso, per fare del male: appostare la lepre per ammazzarla, appostare il nemico per distruggerlo. Indugiare e procrastinare è l'aspettare per non far subito, rimandare a domani: indugiamo ancora un po', possiamo procrastinare l'incontro, aspettiamo la prossima occasione.
Aspetto
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Aria, atteggiamento, ceffo, cera, faccia, fisionomia, mostaccio, muso, piglio, sembiante. Aspetto è il modo come si presenta una persona ο una cosa: un uomo dall'aspet to feroce, trasandato, elegante, bonario, una casa dall'aspetto cadente, una mon tagna dall'aspetto brullo, un cavallo dal l'aspetto sano. Aria è l'aspetto che considera anche certa qualità dell'animo: un uomo dall'aria prepotente, dall'aria da gran signore, dall'aria dimessa. Atteggiamento è affine ad aria, ma si riferisce
meglio al modo di apparire più esteriore, cioè dagli atti: quella donna ha un atteggiamento da diva, quell'uomo ha atteggiamenti da caporale di giornata. Ceffo si dice di un viso umano brutto e dall'espressione sinistra. Cera si dice del viso umano che lascia trasparire una qualità dell'animo ο uno stato di buona ο cattiva salute: ha cera da galantuomo, bella cera, cattiva cera. Faccia designa i tratti del viso in senso puramente mate riale; mentre la fisionomia rispecchia le doti interiori: uno può avere una brutta faccia e una bella fisionomia. Mostaccio si dice in senso spregiativo di una brutta faccia, più ο meno come muso, con cui si paragona la faccia alla parte anteriore della testa di un animale. Sembiante è come aspetto, ma riferito solo all'uomo; piglio, come aria e atteggiamento, ma più spesso detto di modo fiero, minaccioso, disinvolto e simili.
Assalire
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Affrontare, aggredire, assaltare, attaccare, avventarsi, caricare, investire. Assalire è lo scagliarsi contro qualcuno ο qualche cosa con intento aggressivo: si assale il nemico, la diligenza, la fortez za. Affrontare è un assalire di fronte, lealmente, con forza d'animo: si affronta l'avversario, si affronta il leone; anche in senso figurato: affrontare gli ostacoli, affrontare le sventure. Aggredire è l'assalire con violenza, con l'intenzione di nuocere fortemente, come fanno le belve, e anche con parole, ingiurie. Assaltare è più forte di assalire esprimendo maggiore impeto e accanimento. Avventarsi esprime bene il buttarsi avanti con tutto il corpo nel primo istante dell'aggredire, dell'assalire. Caricare è un termine di origine militaresca: caricare il nemico con irruenza per scompaginarlo e metterlo in fuga. Investire è un assalire da ogni parte, in modo che l'investito non si renda ben conto da quale parte venga il danno: la città investita dal ci67
clone, la casa investita dalle acque. Attaccare è dare inizio all'attacco, all'assalto.
da un giovanotto che continua a importunarla.
Fuggire, indietreggiare, ritirarsi, scappare, sottrarsi.
Asserire
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Affermare, certificare, confermare, dichiarare, giurare, sostenere.
Assalto
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Aggressione, attacco, arrembaggio. Assalto è l'atto dell'assalire ο assaltare, ed è più forte dell 'attacco perché suppone un'azione immediata e impetuosa, mentre quest'ultimo può essere effettuato con prudenza e circospezione. L'aggressione è un atto di bassa violenza effettuato contro una sola persona ο un piccolo gruppo, per lo più a tradimento e con fini abbietti. Arrembaggio è l'assalto dell'equipaggio di una nave contro un'altra nave; in senso figurato è il muovere alla conquista di qualcosa con tutto l'impegno, anche senza troppi scrupoli pur di riuscire nell'intento. 1
Asserire è dare per certa una cosa in genere; affermare è dare per certa una cosa quando vi sia un dubbio: gli domandammo dove fosse stato ed egli asserì di essere stato a Roma, gli domandammo se fosse stato a Roma ed egli affermò di esservi stato. Confermare è dare per certa una cosa già affermata. Certificare è dare per certo mediante uno scritto. Dichiarare è rendere chiaro, manifesto, rispondendo a una richiesta. Giurare è l'affermare ο asserire con giuramento. Sostenere è l'affermare con energia, particolarmente quando vi sia controversia: egli sostenne di essere stato a Roma benché nessuno gli credesse. Dubitare, negare.
Assediare
182 Assistere
Accerchiare, bloccare, cingere, importunare, stringere. Assediare è il circondare in armi una città per costringerla alla resa per fame. Accerchiare ha un significato più ampio, cioè è stringere dentro un cerchio armato l'avversario per catturarlo ο annien tarlo, quindi si accerchia una città, un malvivente dentro un casolare, un leone in una forra, un'armata di soldati. Bloccare è l'impedire ogni movimento dell'avversario in modo da renderlo inoffensivo a lungo andare: una città bloccata dalla terra e dal mare finirà con l'arrendersi. Cingere e stringere sono espressioni generiche. Importunare è un assediare in senso figurato e si riferisce a persone: il capufficio è importunato dall'impiegato che pretende un aumento di stipendio, la ragazza è stretta d'assedio 68
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Aiutare, intervenire, soccorrere, vigilare. Assistere significa propriamente essere presente: si assiste a uno spettacolo, a una predica, a una cerimonia; ma si dice anche assistere un malato, stargli cioè vicino al fine di aiutarlo e soccorrerlo. Intervenire è piuttosto il porsi di mezzo in un affare, in una situazione, a favore di qualcuno. Vigilare è un assistere perché non accada del male.
Associazione
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Alleanza, combriccola, confraternita, congregazione, consorzio, ente, setta, sindacato, società, sodalizio. Associazione è un termine dal significa
to ampio e generico, riferito a un certo numero di persone che si uniscono per perseguire uno scopo: associazione di mutilati e invalidi, associazione di boccioflli, associazione a delinquere. Alleanza si dice per lo più di Stati che si uniscono per meglio difendersi ο aggre dire. Una combriccola è un'associazione provvisoria ο improvvisata di gente che ha intenzioni poco pulite: una combric cola di ladri, una combriccola di giovi nastri schiamazzanti. Confraternita si dice di un'associazione di laici che si propongono attività pie e religiose, mentre la congregazione è un'associazione che ha gli stessi fini, ma costituita da religiosi che seguono una medesima regola; la Congregazione di carità è un istituto pubblico di carità. Consorzio è l'unione di più persone ο enti aventi uguali diritti e doveri: il consorzio uma no, un consorzio di comuni della bassa padana, un consorzio di produttori di vini. Setta è una associazione di persone che professano idee politiche ο religiose diverse da quelle seguite dai più, spesso contrarie alla morale corrente e alle leggi vigenti: caratteristiche sette furono quelle dei Carbonari e della Giovane Italia, nel secolo scorso in Italia, e quella attuale americana del Ku Klux Klan. Ente, associazione a cui lo Stato conferisce personalità giuridica: ente nazionale, ente morale, Ente nazionale per l'energia elettrica. Il sindacato è un'associazione a carattere politico ed economico fortemente organizzato per la difesa degli interessi di una categoria di lavoratori: sindacato dei tessili, dei chimici. Società è un'associazione di due ο più persone legate da precisi vincoli giuridici che perseguono scopi di lucro: società in accomandita, società per azioni, società a responsabilità limitata, società in nome collettivo; più genericamente è un'associazione di persone con scopi vari, di svago, di reciproca assistenza ecc.: società degli escursionisti, società di mutuo soccorso; in quest'ultimo senso un'associazione si chiama anche sodalizio.
Assoluto
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Completo, illimitato, perfetto, totale. Assoluto è qualcosa di libero, di non soggetto a restrizioni ο a condizioni, espri me il concetto di un "tutto": il potere del tiranno è assoluto, cioè completo e illimitato; a trentamila metri dalla superficie terrestre c'è il vuoto assoluto, cioè perfetto, totale. Dipendente, imperfetto, incompleto, limitato, parziale, relativo.
Assopito
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Acciocchito, addormentato, assonnato, sonnacchioso, sonnolento. Assopito significa preso da sopore; l'assopimento può derivare da sonno, da stanchezza, da malessere, da qualunque causa che tolga la normale lucidità della mente. Acciocchito è chi dorme profondamente, come un ciocco. Addormentato è colui che dorme normalmente; questi ultimi due termini si usano anche in senso traslato per rimbambito, istupidito, rimbecillito. Assonnato si dice di chi incomincia a essere preso dal sonno. Sonnacchioso e sonnolento si dice meglio di chi si è appena svegliato dopo una buona dormita. Desto, sveglio, vispo.
Assorbire
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Assimilare, conglobare, conglomerare, fagocitare, incorporare, inglobare. Assorbire è attrarre un liquido facendone parte di sé, facendolo scomparire. Assimilare significa far proprie cose astratte e concrete traendone profitto: assimilare idee e cognizioni, assimilare i grassi e gli zuccheri nell'organismo. Conglobare, inglobare, mettere insieme cose di69
verse. Conglomerare come sopra ma in senso di cose più materiali: il calcestruzzo è un conglomerato di sabbia, ghiaia e cemento. Incorporare, mettere insieme cose già un po' affini in modo da formare un sol corpo: la FIAT ha incorporato l'Alfa Romeo. Fagocitare, assorbire cose incorporandole e facendole scomparire del tutto, come fanno i fagociti del sangue che distruggono i microbi nocivi: il grande stabilimento ha fagocitato parecchie piccole officine della zona.
Assurdo
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Contraddittorio, illogico, impossibile, impraticabile, incredibile, irragionevole, paradossale, stravagante. Assurdo è qualcosa di evidentemente falso, sbagliato, che urta il buonsenso comune. Contraddittorio è qualcosa che contenga al suo interno termini contrastanti: un'opinione contraddittoria. Illogico significa mancante di logica. Impossibile è assurdo nel senso che non si può fare, incredibile nel senso che non si può credere, irragionevole nel senso che è contro la ragione. Paradossale è ciò che non va d'accordo con l'opinione comune, ma poiché l'opinione comune non sempre è nel giusto, una cosa paradossale può non essere falsa ο sbagliata anche se tale appare. Stravagante è propriamente ciò che vaga fuori dei confini del giudizio. Impraticabile è ciò che non si può fare, anche se è logicamente giusto.
me astratto, concetto astratto. Fantastico, frutto della fantasia, difficilmente realizzabile nella realtà: un progetto fantastico. Generico, indefinito, vago, designano cose prive di solido fondamento, campate in aria, non precise: una generica intenzione di prender marito, un'attività indefinita, un vago desiderio di viaggiare. Anodino esprime l'idea di mancanza di un carattere preciso e definito: un personaggio anodino. Incerto sta per indeciso e per questo mancante di concretezza. Nebuloso, confuso, dalle idee incerte: un discorso nebuloso. Concreto, definito, preciso, reale.
Astronomia
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Astrologia, cosmogonia, cosmografìa, cosmologia. L'astronomia è la scienza che studia gli astri e i fenomeni celesti sotto tutti gli aspetti. L'astrologia è la scienza che pretende di conoscere il futuro attraverso l'osservazione degli astri, le loro posizioni, le loro congiunzioni ecc. Cosmogonia è la scienza che tenta di spiegare le origini dell'universo. Cosmologia è l'ambito di ricerca delle scienze e delle riflessioni filosofiche sull'universo, le sue leggi, i suoi comportamenti. Cosmografia è la scienza che studia e descrive l'universo, i singoli astri in rapporto alla loro posizione, cioè la geografia del cielo.
Coerente, giusto, logico, normale, plausibile, praticabile, ragionevole.
Astruso
Astratto
Complesso, complicato, difficile, ermetico, incomprensibile, labirintico, macchinoso, misterioso, oscuro, pirandelliano, sofisticato.
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Anodino, fantastico, generico, incerto, indefinito, nebuloso, vago. Astratto si dice di una cosa non materiale, afferrabile soltanto con la mente: no70
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Astruso si dice di qualcosa difficile da capire in senso assoluto. Complesso è qualcosa composto di più parti che esigono uno sforzo della mente per colle-
garle e comprenderle appieno; il contrario di semplice. Diffìcile è termine generico. Incomprensibile, che non si può comprendere. Ermetico è qualcosa di assolutamente incomprensibile, ma che può diventare facilmente comprensibile possedendo la "chiave" per penetrarlo. Macchinoso, complicato e pesante, come una macchina. Misterioso, oscuro, qualcosa che non consente una comprensione completa. Labirintico si dice di alcunché di imbrogliato, di difficile da capire, come un labirinto nel quale ci si smarrisce. Pirandelliano, dalle opere di Luigi Pirandello, ritenute surreali, ermetiche. Sofisticato, complicato, macchinoso.
della vittima designata. Vinghippo è l'inganno in cui si è coinvolti, per eccesso di buona fede. La sottigliezza è un accorgimento sottile, proprio dell'uomo dall'ingegno acuto. Stratagemma viene dal linguaggio militare, ed è il termine che meno di tutti ha sapore furbesco perché questo atto presume una preparazione minuziosa e intelligente per la sua buona riuscita. Bidone è termine popolare per "imbroglio". Patacca è propriamente una moneta di scarso valore e dunque, in senso figurato, un imbroglio: tutto quell'affare è una patacca.
Accessibile, aperto, chiaro, comprensibile, facile, semplice.
Agnostico, anticristo, empio, eretico, iconoclasta, incredulo, infedele, irreligioso, miscredente, sacrilego, scettico.
Astuzia
Ateo secondo l'etimologia significa senza Dio; l'ateo non crede in alcun Dio, ne nega l'esistenza. Anticristo, propriamente, è colui che secondo le profezie verrà alla fine del mondo per contrastare la vittoria finale di Cristo; e si dice anche di un uomo malvagio e satanico. Empio è il contrario di pio. Eretico è chi professa un'eresia, una fede diversa ο contra stante rispetto a quella inizialmente ri conosciuta. Iconoclasta è il distruttore delle immagini sacre; in senso più ampio, è colui che tiene apertamente in dispregio tutto ciò che v'è di sacro; in questo senso è affine a sacrilego. Incredulo è colui che non crede dubitando. Infedele, rispetto a una religione, è l'uomo allevato in una diversa fede e che disprezza le altre perché non le conosce; l'infedele non è ateo, perché crede in un Dio. Miscredente è colui che conosce male una religione, non vi attribuisce alcuna importanza e non se ne cura. Irreligioso è colui che non pratica il culto di una religione. Agnostico è colui che deliberatamente ignora la religione perché è convinto che le cose divine, se ve ne sono, non siano conoscibili dalla mente umana. Scettico, chi guarda con diffidenza la
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Accorgimento, bidone, càbala, circonvenzione, diavoleria, furberia, imbroglio, inganno, inghippo, patacca, raggiro, sottigliezza, stratagemma, trappola. Astuzia si dice un atto mediante il quale una persona cerca di ottenere uno scopo, buono ο cattivo, che non potrebbe ottenere agendo in modo diretto e aper to. Furberia è l'astuzia, generalmente istintiva, a togliersi d'impaccio ο a trar re vantaggio da una situazione. Vaccor gimento è più semplice e leale, è l'atto dell'uomo accorto e prudente. La circonvenzione è il raggiro, specie se nei confronti di un incapace per motivi mentali. Uinganno e ^imbroglio sono sempre moralmente riprovevoli, sono atti di persone senza scrupoli, decise a raggiungere lo scopo con ogni mezzo. La trappola, il raggiro, la càbala (dalla teoria popolare dell'interpretazione dei sogni) e la diavoleria stanno all'inarca sullo stesso piano, ma hanno qualcosa di meno cattivo e di freddamente calcolato, quasi che la loro riuscita sia affidata in parte al caso e in parte alla dabbenaggine
Ateo
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religione perché non crede a principi metafisici. Credente, devoto, fedele, pio, religioso.
Attaccabrighe
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Accattabrighe, attaccalite, litichino, liti gioso. Attaccabrighe ο accattabrighe è colui che cerca sempre questioni, pretesti per litigare; come attaccalite e litichino. Litigioso è termine più proprio del linguaggio giuridico: "credito litigioso" è un credito sul quale pende tuttora il giudizio del magistrato. Pacato, pacioso, pacifico.
Attaccare
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Aderire, afferrarsi, affiggere, agglutinare, appendere, appiccare, appiccicare, appigliarsi, appuntare, avvinghiarsi, congiungere, fissare, incollare, saldare, sospendersi, unire. Attaccare significa mettere una cosa molto vicina a un'altra, anche con mezzi che mantengano le due cose ben unite e a lungo; il termine ha innumerevoli usi, ma i sinonimi hanno significati più particolari, così si dirà aderire per attaccare molto vicino due superfici: far aderire due fogli di carta, i labbri di una tazza che si è rotta; afferrarsi per attaccarsi solidamente con le mani a qualcosa: afferrarsi alla maniglia, al ramo; affliggere per attaccare un manifesto al muro; agglutinare per appiccicare mediante sostanze agglutinanti ο adesive; appendere per attaccare qualcosa in modo che ri manga sospeso; appigliarsi per attaccarsi a un appiglio, anche in senso figurato; appiccare per attaccare il fuoco, una lite; appiccicare per attaccare con qualcosa di appiccicoso; appuntare per attaccare con un punto, con uno spillo; avvin72
ghiarsi per attaccarsi strettamente, con tutte le forze; congiungere per attaccare vicino ma non in modo aderente; fissare per attaccare in modo che la cosa rimanga bene al suo posto, con un chiodo, con un incastro; incollare per attaccare con la colla; saldare per attaccare mediante saldatura chimica, elettrica, meccanica; sospendere per attaccare in alto; unire per attaccare in modo che le cose rimangano unite, genericamente, ma sempre in senso meno materiale: si dirà perciò popoli uniti, uniamo i nostri destini, uniti nella gioia e nel dolore, e non popoli attaccati, attacchiamo i nostri destini, attaccati nella gioia e nel dolore. Allontanare, disunire, levare, scostare, separare, staccare.
Attecchire
scollare,
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Abbarbicare, allignare, attaccare, cresce re, diffondersi, proliferare, prosperare, radicare. Attecchire si dice di qualcosa che fa pre sa, che mette radici, che riesce con suc cesso: attecchisce una pianta, un'abitu dine, un vizio, un giornale. Abbarbicare è proprio delle erbe che mettono fuori le barbe per attaccarsi bene al terreno; si usa anche in senso figurato: quello è abbarbicato alla sua scrivania, al suo posto. Allignare è il far presa, ma detto di qualcosa di non buono: allignano le male erbe, allignano i pregiudizi. Attaccare, crescere, prosperare hanno significato generico, pur con qualche senso particolare: il giornale è attaccato, ha avuto successo, il bambino cresce, viene su bene, l'azienda prospera, si afferma. Radicare è il mettere radici, è più che attecchire ed è meglio usato in senso figurato: convinzioni radicate, tradizioni popolari profondamente radicate. Diffondersi ha senso amplissimo: si diffondono idee, malattie, cattive e buone abitudini, mode, parolacce, pratiche di pietà
ecc. Proliferare è il diffondersi di cose non buone, derivanti da un processo biologico: il proliferare delle cellule tumorali; anche in un ambito sociale: il proliferare della violenza minorile, degli attentati dinamitardi. Intristire, morire, scomparire, sradicare.
Attenzione
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Applicazione, avvertenza, contemplazione, curiosità, diligenza, meditazione, oculatezza, osservazione, riflessione, vigilanza. Attenzione è l'atto della mente che si concentra sopra un oggetto. Riflessione è l'attenzione che si ripiega sul proprio pensiero, e meditazione è la riflessione che dura più a lungo e che impiega maggiore energia. La contemplazione è l'attenzione riverente volta a cose elevate ο che colpiscono profondamente in senso buono: si contempla la perfezione del l'universo, gli affreschi della Cappella Sistina, uno splendido panorama, la donna amata. Avvertenza si dice dell'at tenzione per le cose spicciole: aver l'av vertenza di prender l'ombrello quando sta per piovere. La curiosità è l'attenzione volta alla conoscenza delle cose, e può essere nobile quando spinge a conoscere, per esempio, l'intima struttura dell'atomo, e meschina quando per esempio, spinge a conoscere se la signora Rossi paga regolarmente il droghiere. La diligenza è l'attenzione che si pone nel far bene le cose, e Xoculatezza è la diligenza assistita dal buon senso e dall'intelligenza. \J osservazione è un'attenzione rapida, ma intensa, che consente di rendere partecipe l'intelletto di un fatto in modo da trarne poi un profitto. La vigilanza è l'attenzione posta nel badare alle cose. Applicazione è un'attenzione comandata dalla volontà per qualcosa che richiede fatica: applicazione allo studio.
Disattenzione, sbadataggine,
Attesa
distrazione, irriflessione, sventatezza.
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Aspettativa, aspettazione, aspetto, dimora, indugio. Attesa è l'atto dell'attendere, dell'aspettare che accada qualcosa ο che arrivi qualcuno. Aspettativa è meglio usato come termine burocratico, dell'impiegato che è dispensato dal servizio per un certo periodo di tempo: ho chiesto l'aspettativa, mi hanno messo in aspettativa per motivi di salute. Aspettazione è l'attesa piena di speranza, anche ansiosa, di qualcosa di grande: i benefici hanno superato la generale aspettazione, le genti sono in aspettazione della pace. Aspetto è un termine il cui uso si è ristretto a qualche locuzione: battuta d'aspetto, sala d'aspetto. Dimora e indugio hanno lo stesso significato di frapporre tempo, far attendere: non dimorare, non indugiare oltre a venire.
Attitudine
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Bernoccolo, disposizione, inclinazione, predisposizione, propensione, tendenza, vocazione. Attitudine è la naturale capacità che una persona ha di fare un certo lavoro, di svolgere una certa attività: attitudine al disegno, al nuoto, e implica quindi una particolare conformazione del corpo ο della mente, per cui, a una persona che vi si dedica, queste cose riescono bene. \Jinclinazione richiama l'idea del piace re, del godimento che si prova pratican do qualche attività: inclinazione per la musica, per il gioco del pallone, per le donne. Disposizione, secondo il Tommaseo, è meno che attitudine e "s'usa nelle cose men gravi... disposizione al ballo, al mangiare di molto, a ingrassare", come tendenza e propensione. La vo73
cazione è un vero e proprio richiamo spirituale e si riferisce a cose nobili ed elevate: vocazione per le matematiche, per il sacerdozio, per la vita monastica. Bernoccolo è un riferimento a ciascuno dei lobi ο zone del cervello dove avreb bero sede le diverse attività mentali: memoria, volontà, ecc., e così per scherzoso traslato si dice avere il bernoccolo della musica, della matematica, ecc. Predisposizione si dice la tendenza naturale a qualcosa, sia spirituale che materiale: predisposizione alla musica, al crimine, alle malattie bronchiali, al gioco del calcio, alle opere di carità. Inabilità, incapacità, inettitudine, insufficienza.
Attivo
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Alacre, dinamico, efficiente, indaffarato, intraprendente, occupato, operoso, preso, solerte, sollecito, volonteroso, zelante. Attivo si dice genericamente di colui che agisce, che non sta inerte. Alacre richiama l'idea dell'allegrezza nel fare, della buona volontà che si manifesta con soddisfazione. Dinamico è colui che si muove continuamente, che ha molte forze, fisiche e intellettuali, da consumare ο da sprecare, talvolta senza un vero costrut to, al contrario dell'efficiente che magari è meno dinamico, ma sa trarre il massimo profitto dalle proprie energie. Operoso è colui che lavora di continuo, in silenzio, con piacere, conscio del proprio dovere: l'ape operosa, si dice. Solerte è chi opera con premura e con attenzione, che ha occhi per tutto, come sollecito, cui si aggiunge la speditezza. Intraprendente è chi ha dell'iniziativa. Zelante è chi mostra zelo, qualità che va impiegata e mostrata con moderazione, poiché tutti sanno quanto sia fastidioso e pericoloso l'eccesso di zelo. Volonteroso è chi opera con buona volontà. Indaffarato, occupato, preso hanno all'incirca lo stesso significato: si dicono di persona 74
che non ha un minuto da perdere, da dedicare allo svago. Indolente, inerte, ozioso, passivo, poltrone.
Attore
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Amoroso, artista, capocomico, caratterista, comico, commediante, comparsa, comprimario, divo, figurante, fantasista, fotomodello, generico, guitto, interprete, istrione, mimo, star, stella. Attore è colui che sulla scena ο in un film rappresenta la parte di un perso naggio; è detto anche genericamente artista in quanto la sua è un'arte, e interprete in quanto quest'arte fa da interprete tra l'autore e il pubblico (ma si dice anche interpretare un personaggio: Vittorio Gassman interpreta Amleto). Comico nel significato di attore è voce disusata: comici erano gli attori che rappresentavano un lavoro teatrale, comico ο drammatico ο tragico, nel Settecento e nell'Ottocento, così pure la voce commediante, che oggi ha perduto il significato di attore assumendo quello di uomo che fa la commedia, che finge per ingannare. Divo è l'attore che ha un grande successo, che fa impazzire le folle, e il termine si riferisce più all'attore cinematografico che teatrale; l'attrice, oltre che diva, è anche stella o, con voce inglese, star. Guitto è l'attore miserabile e randagio, propriamente da baraccone; così vien detto anche un vero attore in senso spregiativo. Istrione è l'attore che ricorre a mezzi facili e appariscenti per impressionare un pubblico grossolano; anche questo termine si usa in senso spregiativo per attore, ma talvolta implica un riconoscimento di altissime qualità interpretative. Gli altri più che sinonimi, sono termini propriamente tecnici del linguaggio teatrale: amoroso è voce un po' vecchiotta che designa l'attore che interpreta la parte principale in un dramma d'amore; capocomico è il
capo di una compagnia; caratterista è l'attore che interpreta una parte di secondo piano ma fortemente caratterizzata: un vecchio padre, una serva pettegola, una zia bisbetica: comprimario è l'attore che ha la parte principale dopo il protagonista; comparsa ο figurante è l'attore che appare sulla scena ο nel film ma non ha parte parlata, il suo compito è di dar vita all'ambiente con la semplice presenza; fantasista è l'attore brillante che sa intrattenere il pubblico con varie attrazioni: canzoni, scenette, danze; fotomodello è chi si fa fotografare per professione, specie nei servizi giornalistici e pubblicitari di moda, può essere un attore di modeste risorse; generico è l'attore che interpreta ora una parte ora l'altra, sempre di secondo piano; mimo è l'attore che rappresenta l'azione drammatica soltanto con la mimica, cioè con gesti, atteggiamenti, passi di danza, senza parole.
Attribuire è il riconoscere a qualcuno la proprietà di una cosa, e anche riconoscere i motivi, le cause di fatto ο situa zioni: attribuire il merito, attribuire la colpa, attribuire l'assenza di una perso na al cattivo tempo. Imputare si dice so lo di qualcosa di cattivo: imputare il fur to, il misfatto, la catastrofe. Apporre si dice di cosa cattiva e non vera, falsa mente ο erroneamente imputata: il furto commesso da Tizio è stato apposto a Caio. Appropriarsi è l'attribuirsi ingiustamente la proprietà di cose materiali: appropriarsi un ombrello, un podere, un libro. Arrogarsi è l'attribuirsi, il pretendere cose non materiali: arrogarsi un privilegio, arrogarsi il titolo di professore, arrogarsi il diritto di entrare gratis. Assegnare è l'attribuire da parte di qualcuno superiore: gli hanno assegnato il posto di bidello, il direttore gli ha assegnato un lauto stipendio.
Attrito Attraversare
Guadare, traghettare, traversare, travalicare, valicare. Attraversare ο traversare, passare attra verso. Guadare si dice di un corso d'ac qua passato a guado, cioè dove l'acqua sia abbastanza bassa da permettere il passaggio camminando. Traghettare è passare attraverso un corso d'acqua per mezzo di un traghetto, natante che va da una riva all'altra sempre nello stesso luogo. Valicare si dice del passare attraverso un valico, e per estensione attraverso monti e valli, travalicare è come "valicare", ma più solenne e pomposo: travalicare gli oceani, i millenni, le vicende umane, andare al di là anche in senso morale.
Confricazione, contrasto, logorio, sfregamento, strofinio, usura. Attrito è la forza che ostacola il movimento di due cose che stanno in contatto: ci vuole maggior forza per vincere l'attrito, la lima fa attrito contro il metallo, gli ingranaggi fanno attrito tra di loro. Confricazione, sfregamento e strofinio sono i movimenti da cui deriva l'attrito: confricando, sfregando, strofinando si produce attrito. Usura è la conseguenza dell'attrito, il logorio degli organi sottoposti ad attrito. Contrasto è l'attrito in senso figurato: tra Caio e Tizio c'è un contrasto (o dell'attrito) a causa di Sempronia.
Augurio Attribuire
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Apporre, appropriarsi, arrogarsi, assegnare, imputare.
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Auspicio, desiderio, presagio, pronostico, voto. Augurio, presso gli antichi romani, era 75
l'indizio buono ο cattivo ricavato dal l'osservazione del volo degli uccelli; oggi l'augurio ha senso soltanto buono: si fanno gli auguri che le cose vadano be ne, auguri di buon anno, di felicità. Auspicio ha conservato i due sensi, buono e cattivo: questo incontro è di buon auspicio, di cattivo auspicio. Presagio è qualcosa di vago che nasce nell'animo, non sempre manifesto: sento in cuore un triste presagio, le sue parole lasciano presagire una felice conclusione dell'affare. Il pronostico è una pretesa conoscenza del futuro manifestata apertamente: pronosticare la vittoria, la sconfitta. Voto è l'augurio caldo e cordiale in senso buono: faccio voto che tu superi gli esami, che il tuo matrimonio sia fortunato. Desiderio è il moto dell'animo che provoca l'augurio, buono ο cattivo.
Aurora
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Alba, albore, crepuscolo. . Aurora è quel chiarore dorato che precede di poco il levare del sole; il termine deriva dal latino aurum, oro, che designa appunto il colore del cielo in quel momento. Alba, dal latino albus, bianco, è il momento che precede l'aurora, quando il cielo prende una colorazione bianchiccia. Albore è il momento che precede l'alba, quando il biancore è appena accennato. Crepuscolo è il momento in cui la luminosità del cielo è smorzata perché il sole è dietro l'orizzonte, e si dice tanto dell'aurora quanto del tramonto. Crepuscolo, tramonto, vespero.
Autista
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Autiere, automobilista, chauffeur, conducente, guidatore, pilota. Autista è chi guida l'automobile per professione, automobilista è chi guida la 76
propria automobile. Autiere è un termine militare che designa il soldato addetto ai servizi automobilistici. Chauffeur è il termine francese per autista. Conducente è generico, designa colui che guida un mezzo di trasporto, automobile, tram, motoscafo; lo stesso per guidatore. Pilota, il guidatore di automobili da corsa, e in generale chi guida la macchina; ma pilota è anche chi ha la guida di un aereo, ο di una nave nei punti più difficili della navigazione.
Autobiografia
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Confessioni, diario, memorie, ricordi. Vautobiografia è la narrazione della vita di una persona scritta dalla stessa: oggi, le persone dello spettacolo tendono a scrivere autobiografie. Confessioni, memorie, ricordi sono altri modi di chiamare un'autobiografia, dove però l'autore non fa da protagonista assoluto, ma si tira un po' in disparte per concedere maggiore spazio alla descrizione di persone e avvenimenti del suo tempo, spesso abbellendo e romanzando alquanto la nuda verità. Diario è l'annotazione più ο meno ampia dei fatti accaduti di gior no in giorno a una persona.
Autodromo
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Circuito, pista. Autodromo è un luogo riservato alle corse automobilistiche, costituito da un tratto stradale con curve e rettifili, costruito apposta per le alte velocità, e da tutte le attrezzature necessarie per l'assistenza alle macchine e ai piloti e per accogliere il pubblico confortevolmente. La pista si distingue dall'autodromo per la sua forma sempre costante ad anello ο a ellisse che consente velocità superiori: la pista di Indianapolis. Il circuito è costituito da un tratto di strade normali, chiuso al traffico per l'occasione di una
Autolesionismo è procurarsi volontariamente delle lesioni ο denigrarsi da se stessi. Masochismo, perversione psichi ca per cui si gode subendo maltratta menti e umiliazioni. Sadomasochismo, masochismo aggravato da crudeltà e sadismo.
ecc.; quando è fornito di rimorchio si chiama autotreno. La bisarca è un grosso autocarro con rimorchio per il trasporto di auto nuove. Vautopubblica ο taxi serve per il trasporto di persone dietro compenso proporzionato alla lun ghezza del percorso. La jeep è un autoveicolo molto robusto, adatto a strade accidentate e terreni difficili in genere. Il fuoristrada è un robusto automezzo adatto a spostarsi su terreni accidentati come piste ο strade appena tracciate. Il kart (o go-kart) è un piccolo veicolo a quattro ruote con motore a scoppio, per gare su appositi circuiti chiusi. Macchina è il termine più frequente con il quale oggi si designa familiarmente l'automobile.
Automezzo
Autore
gara, che i concorrenti percorrono più volte. Autodromo è termine riservato alle corse automobilistiche e motociclistiche; circuito e pista sono anche per le corse in bicicletta e a piedi.
Autolesionismo
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Masochismo, sadomasochismo.
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Auto, autobus, autocarro, automobile, autopubblica, autotreno, autoveicolo, autovettura, bisarca, camion, camper, corriera, fuoristrada, go-kart, jeep, kart, macchina, pullman, taxi, torpedone. Automezzo è il termine generico con il quale si indicano i veicoli forniti di motore a scoppio che possono circolare sulle strade ordinarie; lo stesso che autoveicolo. Auto è il termine abbreviato di automobile, cioè l'autoveicolo per il trasporto privato di poche persone. Autobus è il grosso autoveicolo che fa servizio pubblico in città. Camper è un grosso e capace automezzo fornito di comodità per potervi dormire, mangiare, ecc. - una specie di piccolo appartamento semovente. Corriera è il veicolo che fa servizio pubblico tra la città e la campagna e tra paesi minori. Pullman e torpedone sono grossi automezzi, per lo più noleggiati di volta in volta, per il trasporto di molte persone. Vautocarro, chiamato camion con voce francese, è l'automezzo destinato al trasporto di merci, e assume diversi nomi a seconda degli impieghi particolari: autobotte ο autocisterna, autofurgone, autofrigo,
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Commediografo, drammaturgo, novellie re, poeta, romanziere, scrittore, tragico. Autore si dice genericamente la persona che ha fatto una cosa, che l'ha messa in atto, che l'ha realizzata; il termine si può variamente usare: il ladro è l'autore del furto, il pittore è l'autore del quadro, l'architetto è l'autore del palazzo, Dio è il Massimo Autore, lo scienziato è l'autore di una scoperta, lo scrittore è l'autore del libro, il generale è l'autore della vittoria, il regista è l'autore del film ecc. Ma più frequentemente per autore si intende la persona che ha creato un'opera letteraria: in particolare si chiama commediografo l'autore di commedie, drammaturgo l'autore di drammi, tragico l'autore di tragedie, novelliere l'autore di novelle, poeta l'autore di versi, romanziere l'autore di romanzi. Scrittore è colui che scrive opere letterarie, in genere libri, saggi, lavori teatrali, articoli ecc.
Autorità
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Autocrazia, balìa, democrazia, diritto, do77
minio, facoltà, forza, imperio, potere, potestà, prestigio. Vautorità è la possibilità e capacità di comandare, di far valere una volontà: la pubblica autorità, un uomo che ha molta autorità, quell'uomo è un'autorità nel campo del diritto. Autocrazìa è la forma di governo in cui l'autorità è imposta da se stessa. Balìa è un'autorità anche non legittima, che sa di arbitrio e di prepotenza, e il termine si usa in svariati sensi: siamo in balìa di quell'uomo, la nave in balìa delle onde, un ragazzo lasciato in balìa di se stesso. La democrazia è, con definizione necessariamente generica, la forma di autorità e di governo che si sottopone a verifica popolare, e sulla volontà popolare si basa. Sul diritto, consacrato dalle leggi, si basa l'autorità legittima, che è appunto l'estrinsecazione di esso. La facoltà è una forma meno rigida di autorità, che tuttavia vi è implicita nella sua interezza: il magistrato ha la facoltà di concedere la libertà provvisoria, il capufficio ha la facoltà di licenziare il dipendente. La forza è un'autorità che sta al di fuori di ogni diritto e ha la capacità di dominare in proporzione alla sua grandezza. Il dominio è l'autorità che si esercita con un controllo assoluto. Vimperio è un'autorità alla quale non è possibile ribellarsi, esprime costrizione assoluta: sotto l'imperio della legge, della necessità, dei pregiudizi profondamente radicati. Potestà e potere sono l'autorità derivante dalla potenza, vuoi del diritto vuoi della forza. Il prestigio è un'autorità non ben definita che scaturisce dalla stima e dalla considerazione che una persona ha saputo acquistarsi.
Avanti
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Davanti, dinanzi, innanzi, oltre, prima. Avanti riferito al tempo indica antecedenza, priorità, ed equivale a innanzi e prima: avanti sera, prima di sera, innan78
zi sera; il suo contrario è dopo. Riferito a luogo, davanti equivale a dinanzi: davanti all'uscio, dinanzi all'uscio, avanti all'uscio; il suo contrario è dietro. Nel senso di moto equivale a oltre: andare avanti, andare oltre, andare innanzi; il suo contrario è indietro. Significa anche al cospetto, in persona, di fronte: avanti a me, di fronte a me, al mio cospetto; il contrario è dietro. Dietro, dopo, indietro.
Avanzo
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Cascame, cimelio, eccedenza, reliquato, reliquia, relitto, residuo, resto, rimanenza, rimasuglio, ritaglio, rottame, rudere, scampolo, scoria, vestigio. Avanzo è ciò che rimane di una cosa; ed è termine di largo uso, sia riferito a cose/ materiali che immateriali: gli avanzi del pranzo, un avanzo del passato, gli avanzi di un naufragio, un avanzo di stoffa, un avanzo del romanticismo. Cascame si dice degli avanzi di certe lavorazioni industriali che talvolta possono essere riutilizzati: cascami di lana, di cuoio, di zucchero. Eccedenza è ciò che avanza per eccesso della quantità calcolata: eccedenza del "dare" sull'"avere", eccedenza delle importazioni sulle esportazioni. Reliquia è un avanzo che ha qualcosa di sacro, di venerabile, di rispettabile: la reliquia di san Francesco, della santa croce. Cimelio, alla lettera, cosa rara, preziosa; si dice specialmente di oggetti antichi ο appartenenti a perso ne illustri oggi scomparse: cimeli man zoniani. Rudere è l'avanzo di un antico edificio: i ruderi del teatro greco, i ruderi di una basilica paleocristiana. Relitto è ciò che avanza di un naufragio: le onde hanno gettato sulla spiagga i relitti della Santa Maria naufragata il mese scorso; si dice anche in senso figurato riferito a persona distrutta moralmente e fisicamente: un povero relitto umano. Vestigio, più che un avanzo, è una trac-
eia, una memoria di qualcosa che è scomparso: le vestigia del passato, le vestigia di un'antica civiltà. Scampolo si dice propriamente di un avanzo di una pezza di stoffa che può essere ancora utilizzato per lavori minori. Ritaglio è ciò che avanza di molte cose dopo la lavorazione: ritagli di carta, di stoffa, di pelle; si dice anche degli intervalli di tempo che rimangono tra una occupazione e l'altra: ritagli di tempo. Rimasuglio è l'avanzo di nessun valore, anche da gettare: i rimasugli che restano sul piatto, rimasugli di un vestito, rimasugli dell'antica prosperità. Rimanenza è ciò che rimane dopo avere dato, venduto, consumato: rimanenze di magazzino, abbiamo ancora una rimanenza di tremila lire; equivale a residuo. Scoria si dice il residuo della lavorazione dei metalli. Rottame, ammasso di cose rotte, inservibili, per lo più di metallo. Reliquato, avanzo di una somma da riscuotere ο da pagare: un reliquato della ge stione precedente. Deficienza, scarsità.
Avaro
deficit,
difetto,
mancanza,
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Arpagone, esoso, gretto, interessato, meschino, pidocchio, pitocco, sordido, spilorcio, taccagno, tirchio, tirato. Avaro è colui che ha lo smodato desiderio di ammassare denari che poi non spende per una forma di mania. Arpagone è il nome del protagonista di una celebre commedia di Molière, conosciuto come l'esempio tipico dell'avarizia. Esoso è chi vuole ricavare molto dai suoi affari, l'avaro avido. Gretto è colui che ha inclinazione all'avarizia perché la meschinità del suo animo gli impedisce un pensiero, un gesto generoso; vale quanto meschino. Pidocchio richiama l'idea dell'animaletto che succhia, succhia e non dà nulla. Pitocco richiama l'idea dello straccione che accatta tutto, anche cose
miserabili, spesso senza nemmeno averne bisogno, per istinto, suscitando un senso di compatimento. L'interessato è fortemente attaccato al guadagno, al proprio tornaconto. Lo spilorcio è l'avaro misero, che non molla nemmeno un quattrino, e il sordido è l'avaro sudicio sia fisicamente che moralmente. Taccagno, tirchio e tirato si equivalgono: non è propriamente l'avaro che per non spendere è anche disposto a soffrire la fame e il freddo, ma è la persona che vuole spendere poco e anche a quel poco ci bada. Generoso, liberale, prodigo, spendaccione.
Aviatore
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Aeronauta, aviere, pilota. Aviatore è chi guida un aeroplano, e anche chi è addetto ai servizi tecnici di bordo, come il motorista, l'osservatore di rotta, ecc. Aeronauta è chiunque si solleva in volo, anche con un mezzo privo di motore ο più leggero dell'aria: sono aeronauti i piloti di alianti e di palloni. Aviere è un termine militare che designa il soldato addetto ai servizi aeronautici a terra. Pilota è chi guida l'apparecchio.
Avvelenare
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Amareggiare, infestare, inquinare, intossicare. Avvelenare significa mettere del veleno nel cibo ο nella bevanda, diffondere ο iniettare sostanze velenose con pericolo della vita: il tale è stato avvelenato con il curaro, gli indigeni dell'Amazzonia usano frecce avvelenate per uccidere i nemici, avvelenato dal morso di una vipera; si usa anche in senso figurato: queste cose mi avvelenano la vita, il suo comportamento mi avvelena la giorna79
ta. Amareggiare significa rendere amaro, sgradevole, per lo più in senso figurato: una bella vacanza amareggiata da un lutto. Infestare è essere fastidioso, ο no civo: una località infestata dalle zanzare, i vigneti infestati dalla peronospera. Intossicare si dice dell'effetto di sostanze a lungo andare nocive all'organismo, ma non propriamente velenose: un organismo intossicato dall'alcool, dagli stupefacenti. Inquinare si dice meglio degli elementi vitali, come l'aria e l'acqua, alterati a opera di rifiuti, scarichi industriali e sfruttamento energetico incontrollato: l'atmosfera inquinata dai residui carboniosi degli stabilimenti, le acque inquinate dagli spurghi, il terreno inquinato dalle scorie radioattive. Depurare,
disintossicare.
Avvenimento
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Accadimento, accidente, avventura, caso, circostanza, congiuntura, contingenza, emergenza, episodio, evento, fatto, happening, incidente, vicenda, vicissitudine. Avvenimento (così come il più raro e ricercato accadimento) è una cosa accaduta che abbia una certa importanza, che meriti di essere ricordata, sia nella vita modesta di un uomo qualunque, sia nel gran libro della storia: è un avvenimento nella mia vita il primo incontro con la ragazza che poi sposerò, come è un avvenimento nella storia la rivoluzione francese. Accidente è un avvenimento occasionale per lo più spiacevole: scivolò per accidente su una buccia di banana, gli è occorso un doloroso accidente, è morto d'un accidente. Incidente è lo stesso, ma non del tutto casuale poiché c'entra il più delle volte l'imprudenza, la temerità, la negligenza dell'uomo: tipici incidenti sono quelli d'auto che popolano quotidianamente la cronaca dei giornali. Vemergenza è una circostanza non prevista, e piuttosto critica. Caso è un avvenimento di modesta im80
portanza, ma curioso: "O senta il caso avvenuto di fresco a me..." dice il Giusti in Sant'Ambrogio. Avventura è una serie di avvenimenti singolari, fuori della normalità, ricchi di imprevisti e d'incognite: tipiche le "avventure galanti" che sono molto spesso piacevoli. Circostanza, congiuntura, contingenza sono situazioni composte da un concatenarsi di avvenimenti: in quella circostanza (o congiuntura ο contingenza) ha mostrato del coraggio. Evento è un avvenimento di portata storica: la scoperta dell'America è l'evento più importante del quindicesimo secolo, l'assassinio del presidente Kennedy è stato un evento funesto. Fatto è un'espressione generica: qualsiasi cosa avvenga, grande ο picco la, è un fatto. Episodio è un avvenimento a cui non si attribuisce grande importanza ο che è oggettivamente marginale. Vicenda è una successione di fatti, di casi, di avvenimenti: le vicende della mia / vita. Vicissitudine, vicende non l i e t e , / dolorose. Uhappening è, con voce ingle-/ se, un avvenimento organizzato di qualche spettacolarità, cui viene fatto partecipare anche il pubblico.
Avversità
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Calamità, catastrofe, disgrazia, sciagura, sfortuna, sventura, tribolazione. Avversità è tutto quel complesso di fatti, per lo più non dipendenti da colpe nostre, che impediscono od ostacolano la realizzazione dei nostri desideri: le avversità della vita, le avversità della difficile navigazione. Calamità ο anche cata strofe si dice delle avversità che colpiscono più persone, un popolo, gli abitanti di una intera regione: la siccità, le epidemie, la grandine sono calamità. Disgrazia è meglio riferito a una sola persona e può implicare, in tutto ο in parte, la colpa: la morte di una persona cara è una disgrazia, ma può succedere una disgrazia a chi è imprudente. Sciagura e sventura sono disgrazie gravi. Sfortuna,
oltre a indicare una condizione prolungata, nel senso di mala sorte, è una disgrazia ο una serie di disgrazie dipen denti interamente dal destino ο dal caso. Tribolazione è il susseguirsi di avversità e disgrazie, non molto gravi, ma continue, che rendono amara la vita. Felicità, fortuna, ventura.
Avvertire
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Ammonire, avvisare, consigliare, informare. Avvertire è il richiamare l'attenzione di qualcuno su un determinato fatto: ti avverto che domani partiremo, ti avverto che gli affari vanno male, ti avverto che sei su una strada sbagliata. Informare è lo stesso, ma suppone l'aggiunta di maggiori dettagli. Avvisare è più energico, spesso lascia intravedere una minaccia: uomo avvisato mezzo salvato. Vammonire è un avvertire con l'intenzione di correggere, è un avvertire con severità, mentre il consigliare è più benevolo e più circostanziato, cioè mentre si può ammonire con brevi parole, seccamente, si consiglia con discorsi più ο meno lun ghi, che non escludono il dialogo.
Avvezzare
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Abituare, acclimatare, assuefare. Avvezzare significa far prendere un vez zo, un uso, un costume, un modo di vi vere ο di comportarsi: si avvezza al bene e al male. Non si distingue da abituare, far prendere un'abitudine, se non che questo è di uso più comune, mentre assuefare vuol dire piuttosto "rendere consueto, abituale". Acclimatare, ο anche acclimare, si dice delle piante e degli animali che vengono abituati a vivere in regioni, condizioni e climi diversi da quelli originari. Disabituare,
divezzare.
Avvicendare
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Alternare. Avvicendare è il far succedere con regolarità cose ο fatti, come alternare. Ma il primo si riferisce a più cose ο fatti, il se condo a due soltanto: avvicendare i pro pri incarichi, ma alternare le sensazioni di caldo e di freddo, e (usando i verbi come riflessivi) le stagioni si avvicenda no, ma Tizio e Caio si alternano al pote re.
Avvicinare
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Accostare, addossare, appressare, ap prossimare. Avvicinare è l'andar vicino, e si dice tanto in senso materiale quanto nel senso di iniziare dei rapporti, conoscere: mi sono avvicinato al muro, mi sono avvicinato alla musica, mi sono deciso ad avvicinare quella persona. Accostare è più che avvicinare, è andare più vicino, a contatto; al contrario di appressare che è meno di avvicinare. Addossare significa avvicinare molto, mettere quasi addosso: un armadio addossato alla parete, case addossate l'una all'altra. Approssimare implica l'idea del moto che si fa per avvicinarsi. Il Romani offre questo fiorellino per rendere evidenti le sfumature: "Vidi di lontano una luce, mi approssimai ad essa; ma appressatomi un poco, sentii tal calore che non mi potei accostare". Allontanare,
Avvilito
scostare.
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Abbattuto, accasciato, demoralizzato, depresso, mortificato, prostrato, scoraggiato, scorato, smarrito. Avvilito è propriamente colui che si sente vile, che non ha più il coraggio per 81
reagire: potrebbe essere colui che ha commesso una grave colpa, che ha subito la meritata condanna e non osa risollevare la testa. Abbattuto è l'uomo piegato dall'avversa fortuna, dalle continue sventure; equivale a prostrato. Accasciato lascia supporre una speranza: un uomo è accasciato per la perdita della moglie, ma il tempo lenirà il suo dolore. Depresso è più la conseguenza di un passeggero stato d'animo, un momento di malumore, di depressione di origine nervosa. Scoraggiato e scorato sono termini affini ad abbattuto e prostrato, ma meno forti: un rifiuto, una ripulsa che stroncano una speranza, un'illusione, portano scoraggiamento e scoramento. Smarrito è colui che si è perduto d'animo, che non sa più che fare per riprendere il dominio delle proprie azioni. Baldanzoso, fiero, sicuro.
Avviso
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Annuncio, avvertimento, comunicazione, notificazione, notizia, partecipazione. Avviso è il mezzo con cui si porta a conoscenza di una persona qualcosa che si pensa possa interessare: mediante un avviso si informa che è aperta un'asta, che è vietato l'ingresso ai non addetti ai lavori, che i cani devono essere tenuti al guinzaglio, che domani passerà l'esattore del gas, che la mostra resterà aperta fino alla fine del mese... Avvertimento è qualcosa di più personale e più-circoscritto a un fatto particolare: "quella donna non è adatta per te" è un avvertimento. Vannuncio è un avviso che comporta una novità, e vale per una moltitudine di persone ο per poche ο una soltanto: è venuto l'annuncio di nuove restrizioni, l'annuncio della elezione del sindaco, l'annuncio della morte del tale; è più ο meno come notizia. Comunica zione è un'informazione di carattere burocratico: una comunicazione del mini82
stero dell'interno, del prefetto. Notificazione è un avviso cui si deve ottemperare, ο che si è obbligati a fare: ho ricevuto la notificazione del mandato di comparizione, notificazione al municipio della nascita ο della morte di una persona. Partecipazione è un avviso con cui si rende partecipe un conoscente di un fatto personale: partecipazione di nascita, di morte, di matrimonio.
Avvocato
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Azzeccagarbugli, causidico, cavalocchio, difensore, giureconsulto, giurista, legale, leguleio, mozzorecchi, patrocinatore, patrono, procuratore. Avvocato, legale è l'abilitato a rappresentare un'altra persona in giudizio, l'avvocato è anche procuratore. Patrocinatore ο patrono è l'avvocato che sostiene le ragioni della difesa ο dell'accusa. Difensore è l'avvocato che difende l'imputato. Azzeccagarbugli è il nome dell'avvocato cui Renzo, nei Promessi sposi, si rivolge per difendersi dai soprusfcii don Rodrigo: è il tipico avvocato pasticcione, imbroglione e senza scrupoli, chiamato anche cavalocchio ο mozzorec chi. Causidico e leguleio sono termini spregiativi con cui si designano quegli avvocati di mezza tacca che si arrabatta no senza successo nelle aule dei tribuna li. Giureconsulto, giurista, chi è dotto in materie giuridiche.
Azienda
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Commercio, ditta, impresa, industria, ragione sociale, società. Azienda è genericamente il complesso amministrativo di affari pubblici e privati, commerciali, industriali, di servizi piccoli ο grandi: l'azienda dello Stato, azienda pubblica, azienda privata, azienda familiare. Per ditta si intende il
titolo, il nome, dell'azienda: ditta Bianchi & C, ditta Manifatture Riunite, ditta O.M.I.R. Impresa si dice di un'azienda che svolge particolari attività: impresa di costruzioni, impresa di trasporti, impresa teatrale, impresa di pompe funebri ecc. Commercio si dice di un'attività commerciale in genere: ho un piccolo commercio di gomme, Tizio ha un commercio di coloniali; e così industria per attività industriale: ha una piccola industria di stuzzicadenti, di maglieria. Ragione sociale designa l'azienda dal punto di vista giuridico. Società è l'azienda ο l'attività di cui sono titolari più persone: società per azioni, società a responsabilità limitata, ecc.
Azzurro
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Blu, celeste, ceruleo, indaco, turchino, zaffiro. Azzurro è il colore del cielo; equivale a blu, parola derivata dal francese bleu, più spesso usata nel linguaggio corrente. Celeste è una sfumatura più chiara dell'azzurro, mentre turchino è una sfumatura più scura. Ceruleo è vago e si riferisce al colore del cielo del quale prende la limpidezza e la purezza: occhi cerulei si dice di quelli dei bambini e delle fanciulle che riflettono ingenuità e candore. Indaco è un azzurro tendente al violetto. Zaffiro è la pietra preziosa di colore azzurro.
83
4
Baccano
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Bailamme, brusìo, buscherìo, cagnara, cancan, chiasso, diavolio, rumore, sarabanda, schiamazzo. Baccano è il rumore di voci di più persone che gridano smodatamente per divertimento ο litigio. Bailamme implica anche l'idea della grande confusione. Brusìo è il rumore di molte voci di tono non alto, ma che tutte insieme si fanno sentire recando fastidio. Buscherìo è come chiasso, baccano. Cagnara è un termine popolare che richiama il rumore che fanno molti cani abbaiando. Cancan propriamente indica un ballo frenetico del secolo scorso, accompagnato da una musica fragorosa. Chiasso vale come baccano, e l'espressione "far chiasso" vuol dire anche suscitare scalpore e accesi commenti. Diavolio è un miscuglio di voci di ragazzi, donne, uomini, cani, gatti, gallinacei spaventati. Sarabanda è danza orientale di ritmo vivace, e vale "allegria rumorosa". Schiamazzo è un gran rumore di voci discordanti che danno disturbo. Rumore è generico. Pace, quiete, silenzio.
Baccante
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Bassàride, forsennata, invasata, mènade. Le baccanti erano sacerdotesse di Bacco che onoravano il dio in orge scatenate, come le mènadi, tutte forsennate e invasate nella celebrazione del rito. Le bassàridi avevano la particolarità di indossare pelli di volpi nel corso del rito. Tutti questi termini si possono riferire a donne in preda a crisi nevropatiche.
Baciare
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Lambire, sbaciucchiare, sfiorare, toccare. Baciare è il premere le labbra su una 85
persona ο una cosa con sentimento di amore ο di rispetto; il termine è usato anche in senso più ampio: i raggi del sole baciano la terra, le onde baciano la rena, un uomo baciato dalla fortuna. Sbaciucchiare è il baciare fitto e frenetico proprio dei bambini; si dice anche degli innamorati che si scambiano baci frequenti. Lambire è uno sfiorare leggermente anche con la lingua; il termine è spesso usato anche in altri sensi: la fiamma lambisce il muro, il mare lambisce la terra, la corrente lambisce la riva; equivale a sfiorare. Toccare è generico, e suppone il toccare con leggerezza, con delicatezza.
Bacillo
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Batterio, cocco, germe, microbio, microrganismo, vibrione, virus. Bacillo è un organismo microscopico unicellulare di forma allungata come un bastoncino, quasi sempre veicolo di malattie: bacillo del tifo, bacillo di Koch. Batterio è il nome generico di organismi microscopici vegetali unicellulari privi di clorofilla che intervengono nei processi fermentativi e provocano alcune malattie. I cocchi sono batteri di forma globosa, i vibrioni di forma spirale. Germe è nome generico per designare microrganismi. I virus sono organismi ancora più piccoli, perfino invisibili al microscopio ottico. Microrganismo è il nome per tutti gli organismi microscopici, come microbio, ο microbo, come si dice comunemente.
Baffi
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Basette, mustacchi. I baffi sono l'insieme dei peli che cresco no sul labbro superiore dell'uomo. Le basette sono l'insieme dei peli che scen dono lungo le guance in una striscia piuttosto sottile e talvolta si fondono 86
con la barba del mento. Mustacchi si di ce di baffi imponenti.
Bagaglio
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Baule, borsa, fagotto, fardello, involto, pacco, salmeria, soma, valigia. Bagaglio è genericamente l'insieme delle cose che una persona porta con sé in viaggio per uso personale. Il baule è una cassa di legno, di cuoio ο d'altro mate riale, molto solida e piuttosto grande, che difficilmente si porta con sé, date le dimensioni, ma si spedisce a destinazione. La valigia è praticamente un piccolo baule che si porta agevolmente con sé. La borsa è un contenitore, di pelle, materie plastiche, ο stoffa, solitamente più piccolo di una valigia, in cui si ripongono oggetti piccoli di uso continuo. Pacco, fagotto, fardello e involto sono bagagli tenuti insieme alla meglio con carta ο tela, e legati con cordicelle e cinghie. So ma è il bagaglio che si carica su una bestia: l'asino si chiama anche somaro perché porta la soma. Salmeria è l'insieme di tutto il bagaglio che segue un esercito in marcia.
Bagnare
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Ammollare, annaffiare, aspergere, imbevere, imbibire, immergere, infradiciare, innaffiare, intingere, inumidire, inzuppare, irrigare, irrorare, macerare, spruzzare, umettare. Bagnare è spargere acqua su una persona ο cosa in modo che rimanga intrisa; il verbo si usa anche in senso figurato e non sempre riferito soltanto all'acqua: il mare bagna la Liguria, la valle padana è bagnata dal Po, il viso bagnato di sudore, di sangue, mi sono bagnato la bocca con un goccio di vino. Ammollare è il rendere molle immergendo nell'acqua, quindi si ammollano i panni, un pezzo di pane, ma non delle cose che anche
immerse non diventerebbero molli. An naffiare ο innaffiare è bagnare con un getto d'acqua: si può annaffiare un amico che passa sotto la finestra e annaffiare un buon pranzo con del buon vino, ma il verbo si riferisce per lo più a piante in uno spazio ristretto; trattandosi di vaste estensioni si usa il verbo irrigare, mandare cioè l'acqua dentro ruscelli opportunamente scavati in modo che il liquido penetri in tutto il terreno. Spruzzare è gettare una piccola quantità di liquido sopra qualcosa: la giacca spruzzata di caffè, il suolo spruzzato da una breve pioggia. Aspergere è un bagnare secondo un rito: il sacerdote asperge i fedeli con l'aspersorio. Imbevere è bagnare in modo che la cosa sia bene intrisa di liquido: il biscotto imbevuto nel latte, la spugna imbevuta d'acqua. Imbibire è come "imbevere" ma con maggiore penetrazione del liquido: una garza imbibita di disinfettante. Immergere significa affondare un corpo in un liquido: immergere un piede nell'acqua, prugne immerse nella grappa. Intingere è immergere leggermente qualcosa in un liquido ed estrarlo subito: intingere il pennello nella vernice, il pennino nell'inchiostro. Infradiciare è un bagnare a tal punto da rendere la cosa quasi marcia: la terra si infradicia di pioggia, come uno che cammina a lungo senza ombrello quando piove; lo stesso che inzuppare, cioè un ridurre in zuppa. Irrorare propriamente è il bagnare che fa la rugiada; si dice anche del bagnare in modo che l'acqua scorra via subito: si irrora il pavimento del terrazzo per rinfrescarlo, si irrorano le foglie di una pianta da fiori per levarne la polvere. Macerare è ammollare e infradiciare insieme, in modo che la cosa si sfaccia, si spappoli: la carta si manda al macero per riutilizzarla, si macera la pianta della canapa per estrarne più facilmente le fibre. Inumidire è il bagnare poco in modo che la cosa rimanga bagnata senza sgocciolare. Umettare è il bagnare anche abbondantemente, ma solo per una piccola porzione: si umettano le labbra con una
passata di lingua, si umetta il francobollo, la striscia gommata della busta. Asciugare, disseccare, drenare, prosciugare.
Bagnato
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Fradicio, grondante, igroscopico, intinto, intriso, màdido, mollo, rorido, umido, zuppo. Bagnato è qualcosa che è stato immerso nell'acqua. Fradicio, che vi è stato immerso bene bene: è caduto nel fosso e l'hanno tirato fuori fradicio. Grondante si dice di qualcosa che sgocciola acqua, liquido. Intriso è qualcosa che si è bagnato in modo da rimanere bene imbevuto d'acqua: la farina intrisa d'acqua, gli abiti intrisi di pioggia. Màdido si dice del corpo abbondantemente sudato. Mollo ο molle è qualcosa che è stato immerso a lungo in modo da perdere ogni rigidità e sciogliere in parte il sudiciume: mettere i panni in mollo. Rorido è proprio della frutta bagnata dalla rugiada. Intinto è qualcosa che si bagna rapidamente per farne poi un cej*o~uso: la penna intinta nell'inchiostro, il biscotto intinto nel marsala. Zuppo è bagnato abbondantemente così da sgocciolare da tutte le parti. Umido è bagnato appena appena, ma diffusamente. Igroscopico è un corpo che tende ad assumere l'umidità dell'aria. Si veda anche la voce precedente, da cui derivano numerosi termini sinonimi. Asciutto, prosciugato, secco.
Bagno
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Abluzione, doccia, lavacro, nuotata, pediluvio, tuffo. Bagno è genericamente l'immergersi nell'acqua per pulirsi e per rinfrescarsi. Abluzione è il bagnarsi anche una sola parte del corpo per compiere un rito ο 87
anche con scopo salutifero: il sacerdote fa le sacre abluzioni, l'atleta fa delle abluzioni con acqua gelida per tonificare i muscoli. Lavacro è un bagno in senso nobile, poetico, sacro: il battesimo è un santo lavacro. Doccia è il bagno che si fa lasciandosi piovere addosso l'acqua dall'alto per mezzo di un apposito spruzzatore. Pediluvio è il bagno ai piedi. Nuotata e tuffo sono bagni sportivi: domattina voglio fare una lunga nuotata, stamattina ho fatto soltanto un tuffo.
Balbettare
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Barbugliare, farfugliare, scilinguare, tartagliare. Balbettare è il pronunziare male le parole per incapacità naturale ο per emozio ne ο confusione, mettendo in maggiore evidenza il suono della "b": balbettano i bambini e i vecchi che non hanno la lin gua sciolta, balbetta la persona colta in fallo che cerca di cavarsela con delle scuse improvvisate. Barbugliare è il parlare in gola emettendo suoni non facili da comprendere, conseguenza per esempio di certi interventi chirurgici sulla trachea. Farfugliare è genericamente il parlare confuso, per difetto naturale di pronuncia ο per qualsiasi altra ragione. Scilinguare si riferisce propriamente a un difetto della lingua che non può muoversi con la necessaria agilità, per cui si emettono con insistenza certi suoni, piuttosto che quelli giusti. Tartagliare è il ripetere con fatica la prima sillaba delle parole più volte prima di poter seguitare.
Balcone
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Altana, ballatoio, belvedere, finestra, loggetta, poggiolo, terrazza, terrazzino, terrazzo, veranda, verone. Il balcone è una finestra grande che si 88
apre fino a terra e che ha uno sporto non grande protetto dalla balaustrata. Finestra è genericamente qualsiasi apertura praticata nel muro con lo scopo di dare aria e luce alla stanza. Il ballatoio è una lunga balconata che corre per tutta la facciata dell'edificio per consentire l'accesso a molti appartamenti; è caratteristico delle grandi case di città di tipo popolare. Il terrazzino è uno sporto più ampio del balcone, di forma rettangolare; si può chiamare anche poggiolo e loggetta. Il terrazzo è posto sul sommo della casa, è coperto e ha aperture da una ο più parti; quando non è coperto si chiama terrazza. Il verone è un balcone più ampio al quale si accede da più stanze. La veranda è una terrazza chiudibile con tende, vetrate ecc. Valtana è un terrazzino sopra il tetto. Il belvedere è un ampio terrazzo da cui si gode una bella veduta.
Balestra
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Arco, balista, catapulta. La balestra è un arco più perfezionato, montato su un fusto di legno che si appoggia alla spalla e si usa pressappoco come un fucile per scagliare frecce più pesanti. La balista è più grossa e pesante, funziona poggiata a terra e scaglia frecce, pietre, materie infiammate. Varco è un'antica arma formata da un'asta flessibile di legno alle cui estremità è fissata una corda che la tiene piegata a mezzo cerchio, usata per scagliare frecce. La catapulta è una vera macchina da guerra montata su ruote, che scaglia grosse pietre; una versione moderna di questa macchina è impiegata a bordo delle portaerei per lanciare aeroplani e idrovolanti.
Bàlia
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Baby-sitter, bambinaia, bonne, governante, nurse, nutrice, puericultrice.
Bàlia è la donna che dà il proprio latte ai bambini d'altri dietro compenso; anche la nutrice fa questo, ma in più presta al bambino tutte le cure necessarie, materiali e meno materiali, con sentimento quasi materno. La bambinaia, la bonne e la governante hanno cura del bambino ma non gli danno il proprio latte. Nurse è il termine inglese che designa tanto la nutrice quanto la bambinaia. Babysitter, altra voce inglese, designa la donna che avendo qualche ora del giorno libera si presta, dietro compenso, ad assistere i bambini durante l'assenza dei genitori. Puericultrice è la donna che per studio ed esperienza consiglia i modi più razionali per il sano allevamento dei bambini.
Ballerino è chi balla per professione presentandosi sui palcoscenici; si dice anche di chi balla per proprio divertimento, ma molto bene; lo stesso che danzatore, termine però meno usato. Mimo è un danzatore che interpreta una parte in un balletto esprimendo l'azione con passi di danza e gesti. Funambolo è chi danza e fa acrobazie sulla corda. Coreografo è il ballerino "di concetto": oltre che danzare egli stesso, istruisce e guida gli altri ballerini, compone le scene e talvolta le musiche. Boy è voce inglese che con significato riduttivo rispetto al senso originario di "ragazzo", designa il ballerino che fa parte di un corpo di ballo; girl è lo stesso, ma di sesso femminile.
Ballo Ballare
Balletto, coreografia, danza, festa danzante, festival, pantomima, veglia, veglione.
Ballonzolare, danzare, dimenarsi. Ballare si dice propriamente del muovere i piedi seguendo un ritmo musicale: ballare la polca, il minuetto, il madison, il valzer; in questo senso equivale esattamente a danzare, ma per estensione si dice anche del muoversi rapidamente, dell'agitarsi, del tenere in movimento: mi balla la vista, mi ballano i denti in bocca, quando si è in ballo bisogna ballare, via la gatta i topi ballano. Ballonzolare è il danzare senza impegno, per gioco; anche il muoversi senza far nulla di concreto: quello ballonzola tutto il giorno per casa, mi ballonzola continuamente davanti agli occhi. Dimenarsi, a voler dare ascolto alle persone anziane, è il danzare dei giovani i quali da che mondo è mondo non danzano ma dimenano i fianchi, le gambe e le braccia seguendo ritmi pazzi e incomprensibili.
Ballerino
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Ballo è l'arte del ballare e anche l'atto stesso di ballare: il ballo ha origini remotissime, gli piace molto il bailo; con lo stesso termine si designa una festa in cui si balla: domani vado al ballo dell'ambasciatore di Francia, e in questo caso si dice anche festa danzante. Festival, veglia, veglione sono feste danzanti che durano fino a notte inoltrata e al mattino, frequentissime soprattutto durante il carnevale. Danza, come ballo, indica l'arte e l'atto del ballare. Balletto, coreografìa, pantomima sono spettacoli musicali in cui l'azione è espressa per mezzo di passi di danza e gesti; con il termine "balletto" si designa anche il complesso delle persone che rappresentano l'opera sul palcoscenico: il celebre balletto del Bolshoi. "Pantomima" ha anche significati satirici, parodistici.
245 Bambagia
Boy, coreografo, danzatore, funambolo, girl, mimo.
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Cotone idrofilo, ovatta. 89
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La bambagia è cotone di qualità inferiore, cotone di scarto, cascame, che ha impieghi svariati. Vovatta è bambagia lavorata, impiegata soprattutto per le imbottiture; può essere anche di seta ο d'altro. Il cotone idrofilo è bambagia ripulita e sterilizzata, ed è usato per le medicazioni.
Bambino
La bambola è una figurina, per lo più imbottita, che riproduce in piccolo un bimbo, e si dà alle bambine per giocare; come la pupa. Fantoccio e pupazzo riproducono le sembianze di bambini, bambine, ometti, donnette, animaletti, talvolta forniti di qualche meccanismo per muovere le membra, e si danno per giocare tanto alle femminucce quanto ai maschietti.
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Baby, bamboccio, bambolo, bimbo, creatura, fanciullo, fantolino, frugolino, infante, innocente, lattante, marmocchio, neonato, pargolo, piccino, puttino.
Banco
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Banca, bancario, banchiere, cambiavalute, cassa, finanziere, istituto di credito, monte, trapezita.
Bambino si dice l'uomo fino all'età di pochi anni, sei ο sette, quello che gli an glosassoni chiamano baby, termine che si è diffuso anche tra noi; vale esattamente come bimbo. Bamboccio, bambolo, fantolino, piccino, puttino sono variazioni in chiave tenera e affettuosa di bimbo e bambino. Creatura si dice del bambino che fa un po' compassione, ο perché è ammalato ο non bene accudito ο addirittura morto; vale pressappoco come innocente: la povera creatura piange tutta la notte, guarda se è il modo di trattare quell'innocente! Esattamente il contrario di frugolino, che indica un bimbo sano, vispo, intelligente, le cui uscite vengono poi largamente utilizzate per le vignette e le barzellette. Infante è il bambino che ancora non parla, e neonato, come dice la parola, è il bambino nato da pochi giorni. Lattante è detto il bambino durante il periodo in cui viene allattato. Fanciullo è ir bambino già grandetto, che fa la prima ο la se conda elementare. Marmocchio si dice di un bambino piuttosto fastidioso e pe tulante.
Banco, banca, cassa, monte sono nomi tradizionali di particolari istituti di credito: Banco di Sicilia, Banca d'Italia, Cassa di Risparmio delle Provincie lombarde, Monte dei Paschi di Siena. Istituto di credito è il termine più generale che designa un'organizzazione finanziaria il cui compito principale è di raccogliere il denaro dei risparmiatori per ridistribuirlo in investimenti produttivi. Cambiavalute è una persona che esercita un'attività finanziaria limitata al cambio della moneta nazionale in moneta straniera, svolgendo talvolta anche altri servizi. Banchiere è chi possiede ο gesti sce una banca in proprio. Finanziere è un esperto di cose bancarie che dispone di grandi quantità di denaro da investire. Trapezita era il banchiere ο cambia valute dell'antica Grecia. (Si deve fare attenzione a non confondere banchiere con bancario, che è l'impiegato di banca, e ricordare che finanziere è anche il milite della Guardia di Finanza.)
Adulto, grande, maturo, uomo.
Banda
Bambola Fantoccio, pupa, pupazzo. 90
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Complesso, fanfara, gruppo, musica, orchestra. Banda si dice una compagnia di suona-
tori di strumenti a fiato e a percussione che esegue musiche serie per lo più all'aperto, in giardini, piazze, seguendo cortei, ecc.: la banda municipale, la banda dei tramvieri, la banda della marina. Con traduzione letterale dall'inglese, banda vale ormai anche per indicare un complesso, specie di musica jazz ο rock. Fanfara è una banda di dimensioni ridotte composta soltanto di ottoni, che esegue musiche svelte e spigliate, per lo più di carattere militare: la fanfara dei bersaglieri. Orchestra è un insieme di strumenti musicali di tutti i generi, a fiato, a corda, a percussione, ecc., che esegue qualsiasi tipo di musica, dalla canzone alla più elaborata sinfonia, a seconda degli elementi di cui è composta: orchestra della Scala, orchestra da ballo. Complesso, ο anche semplicemente gruppo, designa un piccolo gruppo di strumentisti che eseguono musica per lo più specializzata: complesso da ballo, complesso jazz, complesso rock, complesso mandolinistico, complesso della canzone napoletana. Musica è generico, indica lo spettacolo: questa sera c'è la musica, domani andiamo a sentire la musica in piazza.
Bandiera
lutto. Tricolore si dice la bandiera di certe nazioni, composta di tre colori: il tricolore italiano, il tricolore francese. Drappella è la banderuola che viene attaccata alle trombe di una fanfara militare, e reca i motti e i segni distintivi della formazione. Fiamma è una bandiera fatta con una striscia di stoffa lunga e sottile che reca i colori nazionali, e si pone sulla cima dell'albero maestro di una nave. Gagliardetto è una piccola bandiera a una ο due punte appesa a un'asta in senso verticale che serve da insegna a certi reparti militari, forma zioni politiche ο sportive, come il laba ro, che però è più strettamente militare. Stendardo è un drappo pesante che si porta infilato a un fusto retto da due ο quattro aste, e reca immagini e scritte ed è proprio delle comunità religiose che lo portano nelle processioni; lo stesso che gonfalone, che però è più proprio delle comunità civiche, come il comune, la provincia ecc. Vorifiamma non è che un ricordo storico: era uno stendardo di seta rossa con fiamme oro, insegna dei re francesi del medioevo. Il pavese ο gran pavese è una serie di banderuole multicolori che adornano una nave in segno di festa. Insegna è termine generico atto a fornire indicazioni ο riferimenti.
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Drappella, drappo, fiamma, gagliardetto, gonfalone, insegna, labaro, orifiamma, pavese, stendardo, tricolore, vessillo. La bandiera è un drappo di forma rettangolare, recante colori e figure, attaccato a un'asta per il lato più corto, che distingue una organizzazione per lo più militare ο uno stato: la bandiera italia na, le bandiere dell'esercito italiano. Drappo è forma poetica e nobile per bandiera, simbolo della gloria e dell'onore della formazione militare che lo porta, e lo stesso significato ha vessillo: i battaglioni marciavano preceduti dai drappi, i vessilli garrivano al vento, i drappi, i vessilli abbrunati in segno di
Bandito
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Assassino, brigante, camorrista, crimina le, delinquente, fuorilegge, gangster, grassatore, killer, ladrone, mafioso, ma landrino, malavitoso, malfattore, masna diere, racketeer, rapinatore, sicario. Bandito, propriamente, è colui che per avere commesso dei misfatti viene posto al bando dalla società, quindi perseguito e ricercato dalla forza pubblica per essere imprigionato; nel linguaggio attuale si designa con questo termine il responsabile di reati molto gravi; lo stesso che delinquente, fuorilegge, malfattore. Vassassino non sempre è un bandito, è chi ha commesso un assassinio, senza 91
che il crimine sia necessariamente la sua principale e unica attività. Brigante è il bandito del passato che assaliva viandanti e diligenze: il Passatore, Gasparone furono famosi briganti dell'Ottocento, Musolino fu l'ultimo brigante della storia italiana. Anche ladrone è termine che fa sorridere malinconicamente: si trova nella vecchia letteratura infantile: erano commoventi i ladroni di Pinocchio. Criminale è genericamente chi commette crimini. Camorrista e mafioso designano rispettivamente gli aderenti alla Camorra dell'area napoletana e alla mafia siciliana ο alla 'Ndrangheta calabrese, altrettante associazioni a de linquere. Gangster è voce americana che designa il bandito che fa parte di una banda fortemente organizzata, una gang. Grassatore è chi commette una grassazione, una rapina a mano armata; oggi viene designato più frequentemente con il termine rapinatore. Malavitoso è chi tiene regolari rapporti con la malavita. Il sicario (con voce americana, killer) è chi commette omicidi su incarico altrui. Malandrino non ha più il significato malvagio di un tempo, equivalente a brigante e ladrone: un semplice ladro di polli ο di biciclette è un malandrino. Anche il masnadiere, individuo che fa parte di una masnada di assaltatori da strada, è definitivamente scomparso; oggi questo termine è usato più in senso figurato, di persona che opera senza scrupoli, spesso tra le imprevedibili pieghe della legge interpretata da abili legulei. Il racketeer fa parte di un racket, associazione organizzata di sfruttatori: il racket della prostituzione, il racket della droga.
Bando
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Avviso, editto, grida, ordine, proclama, ukase. Bando è l'annuncio di qualcosa che l'autorità porta pubblicamente a conoscenza di chiunque vi abbia interesse: bando 92
di concorso, bando d'asta; vale più ο meno come avviso. Editto è voce piuttosto antiquata per ordine di un'autorità esecutiva: il prefetto, il questore ha emesso un ordine, un editto. Grida era l'ordine del governatore che veniva gridato per le strade al tempo della dominazione spagnola in Italia; oggi si dice ironicamente di disposizioni che non si sa bene da che parte vengano; qualcosa come ukase (dalla parola russa ukas, editto dello zar), disposizione alquanto cervellotica e arbitraria emessa da un capetto di indole dispotica. Proclama è la solenne pubblicazione di una dichiarazione di un personaggio importante: il proclama del re al popolo, il proclama del generale ai soldati.
Bar
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Birreria, bistrot, brasserie, buffet, cafétéria, caffè, fast-food, mescita, pub, snackbar. Bar è voce inglese, ormai completamente entrata nell'uso, che nella lingua originale indica un banco di vendita, specie per superalcolici, ma che in italiano designa un locale pubblico dove si somministrano bevande di ogni genere ad avventori che restano in piedi; corrisponde al disusato mescita. Caffè è il locale dove l'avventore può sedere al tavolino e rimanervi per lunghe ore a discorrere, sonnecchiare, giocare a carte. Birreria si dice più frequentemente di un locale dove si consumano spuntini e rapidi pasti; simile a quello che con moderna voce americana si chiama snackbar. Buffet è voce francese che designa il bar della stazione ferroviaria. Bistrot è termine francese per indicare un cafferino di tono parigino; brasserie è sempre francese per "birreria". Cafeteria e fastfood sono parole anglosassoni: la prima per locale dove, oltre al caffè, si può consumare un pasto sommario; la seconda (letteralmente "cibo rapido") indica un luogo dove vengono serviti qua-
si esclusivamente hamburger. Pub è il termine inglese per "birreria" nel senso proprio di locale per il consumo della birra, ma nella tradizione britannica è qualcosa di molto più importante, un'autentica istituzione, e un tipico luogo d'incontro.
Bara
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Cassa, cataletto, feretro, sarcofago. Bara è un telaio di legno, fornito di gambe per tenerlo sollevato da terra, e di stanghe per spostarlo a mano, usato per trasportare le salme. Cataletto è lo stesso, ma usato anche per trasportare ammalati e feriti. Fèretro è lo stesso che bara, ma è termine più ricercato. Cassa è il recipiente di legno dove si pone la salma da sotterrare; il sarcofago è invece una cassa di pietra ο di marmo, spesso riccamente lavorata e ornata di sculture, che non viene interrata ma lasciata in vista in una cappella, in una cripta e si mili.
Barba
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Basette, favoriti, fedine, moschetta, piz zo, scopettoni. Barba è l'insieme del pelame che l'uomo ha sulle guance e sul mento. Basette sono quelle strisce di barba che scendono lungo le guance, talvolta fino a raggiungere la barba del mento; lo stesso pressappoco che fedine e scopettoni. I favoriti sono basette più cresciute che si gonfiano in cespuglio sulla parte inferiore delle guance. La moschetta è fatta di pochi peli che spuntano sotto il labbro inferiore. Il pizzo è la barba non molto lunga sul mento.
Barbaro
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Incivile, primitivo, rozzo, selvaggio, vandalo, villanzone.
Barbaro si dice di un popolo che non ha avuto contatti con la civiltà ο che viene considerato a un livello di civiltà inferiore: i greci chiamavano barbari i romani e questi chiamavano barbari i galli; riferito a un singolo individuo il termine designa una persona villana e zotica, d'animo crudele; lo stesso che rozzo e selvaggio. Incivile si dice della persona che vive tra persone educate e civili, ma che ha modi rozzi da maleducato; quello che comunemente si chiama un villanzone. Primitivo è il barbaro, il quale però non è necessariamente crudele: un uomo primitivo può essere d'animo semplice e buono. Vandalo ricorda il nome di quel popolo barbaro che all'inizio del medioevo invase le regioni più civili d'Europa, tutto distruggendo e profanando. Civile, educato, evoluto, raffinato.
Barca
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Bragozzo, burchiello, canoa, canotto, entrobordo, fuoribordo, gondola, guscio, iole, imbarcazione, kayak, lancia, motoscafo, palischermo, paranza, piroga, sandolino, schifo, scialuppa, surf, wind-surf. La barca è uno scafo leggero spinto da remi, vela ο motore. Il bragozzo è una barca da pesca, piuttosto robusta, fornita di due piccole vele; la paranza è pure una barca da pesca, ma fornita di una sola vela latina. Il burchiello è una barca usata per il trasporto di merci e persone nelle acque interne, fiumi, laghi, lagune. La canoa è una barca leggera con le estremità sollevate in modo caratteristico, spinta con un solo remo per persona, imbarcazione tipica delle popolazioni primitive, più ο meno come la piroga, che però è più rozza. Spesso si confonde la canoa con il kayak, leggerissima imbarcazione monoposto di origine esquimese; esistono kayak biposto, ma sono un'invenzione sportiva della civiltà industriale. Il canotto è una barca piutto93
sto piccola, usata per diporto, simile al guscio ο guscio di noce, che è il tipo di barca più piccolo usato nelle nostre acque. Il fuoribordo è un canotto al quale è applicato un motore a scoppio di piccola cilindrata. L'entrobordo è, come il motoscafo, una barca appositamente costruita per essere spinta da un proprio motore interno. La gondola è Pimbarcazione caratteristica di Venezia. La iole è una barca da corsa leggera e molto affusolata come lo schifo che è ancora più leggero e sottile. Lancia e scialuppa designano per lo più le barche che si trovano a bordo dei piroscafi e che servono per raggiungere la terra quando la nave si ormeggia al largo e per il salvataggio delle persone in caso di necessità. Il sandolino è una barchettina da diporto fornita di un solo remo a due pale che si immergono alternativamente. Palischermo, barca a remi, ausiliaria di una nave. Windsurf tavola di forma affusolata fornita di vela manovrata da un uomo che sta ritto in piedi, per uso sportivo; senza vela come tavola per cavalcare onde verso la spiaggia, è il surf Imbarcazione è generico.
Bargigli sono quelle appendici rosse e carnose che pendono sotto il becco di certi gallinacei, galli, tacchini. Caruncole sono le escrescenze carnose di colore rossastro e azzurrastro che si vedono intorno al collo dei tacchini. Cresta è l'escrescenza carnosa che sta sopra il capo dei gallinacei.
Bardare
Baronetto
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afferrate; è usato per trasporti brevi di cose pesanti: sabbia, pietre, materiali. Lo stesso arnese per il trasporto di persone malate ο ferite si chiama cataletto. La lettiga è una barella trasformata in veicolo confortevole, fornita di due ruote, trainata da persone ο da animali; era il veicolo più diffuso nell'antichità per il trasporto delle persone. Altro veicolo antico è la portantina, grossa seggiola ο poltrona, tutta chiusa all'intorno, porta ta da due persone che reggono le stan ghe; chiamata anche bussola. Palanchi no è la portantina usata in Oriente.
Bargiglio
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Caruncola, cresta.
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Imbrigliare, sellare.
Sir.
Bardare si dice propriamente del mettere addosso al cavallo i finimenti per prepararlo alla cavalcata ο al traino; per estensione si dice scherzosamente anche di persone che si vestono solennemente per una cerimonia. Imbrigliare è mettere la briglia, sellare mettere la sella.
Sir è un titolo nobiliare inglese conferito dal sovrano per meriti particolari in qualsiasi campo: scienza, sport, arte ecc.; il titolo è ereditario. È tradotto in italiano con il termine baronetto.
Base Barella
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Bussola, cataletto, lettiga, palanchino, portantina. La barella è un arnese fatto con un asse e due stanghe che sporgono dall'estremità più lunga in modo che possano essere 94
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Basamento, cardine, fondamento, perno, piedistallo, radice, sostegno. Base è ogni cosa che serve d'appoggio; il termine è usato con diversi significati, reali e figurati: la base della colonna, la base di un ragionamento, la base della prosperità, la base del cranio, la base di
una figura geometrica, la base della nostra potenza. Basamento si dice di cose materiali: il basamento di una macchina, di un edificio, di un obelisco. Cardine è la base su cui poggia qualcosa che si muove: una porta, una finestra; usato anche in senso figurato: i cardini della morale, della giustizia. Fondamento è come base, ma implica il concetto di una cosa che affonda nella terra ο altro conferendo maggiore solidità e stabilità: la scrittura è il fondamento di tutta la nostra civiltà, l'edificio ha buone fondamenta, un ragionamento privo di fondamento non ha senso. Piedistallo è una base relativamente piccola su cui poggia qualcosa di materiale: il piedistallo della statua, del vaso, del bicchiere. Il perno è una base che regge qualcosa che gira: il perno del motore, dell'orologio. Radice propriamente è la base che regge un albero; si usa anche in senso figurato: alla radice del male sta l'ignoranza, il lavoro è la radice della nostra fortuna. Sostegno è generico.
Bassifondi
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Angiporti, ghetto, slums. Bassifondi, quartieri di una grande città, abitati per lo più da gente povera, da emarginati e da malviventi. Angiporti, straducce e vicoli intorno a un porto, solitamente mal frequentati. Ghetto in origine era il quartiere della città dove erano costretti ad abitare gli ebrei, per estensione, luogo d'emarginazione. Slums, voce inglese che designa un groviglio di vicoli pericolosi da frequentare.
Bastardo
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Adulterino, esposto, illegittimo, incrocio, naturale, spurio, trovatello. Bastardo riferito a persona designa il figlio nato da un'unione illegittima, cioè
fuori del matrimonio; riferito ad animali e piante indica il frutto dell'incrocio di razze diverse; il termine ha quasi sempre un senso spregiativo. Illegittimo, spurio e naturale sono lo stesso che bastardo, ma non hanno senso spregiativo, si usano nel linguaggio giuridico. Adulterino è il figlio nato da adulterio. Esposto è il fanciullo del quale non si conoscono i genitori; come trovatello. Legittimo,
Bastone
puro.
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Alpenstock, bacchetta, bacchio, bordone, caduceo, canna, clava, giannetta, manganello, mazza, pastorale, pertica, pungolo, randello, scettro, tirso. Bastone è un ramo di albero, non molto grosso, ripulito delle foglie e dei ramicelli, piuttosto diritto, usato per aiutarsi nel camminare, per aggredire e per difendersi; il bastone da passeggio è ben rifinito, lucidato, ben diritto, spesso variamente ornato, fornito di un manico ο impugnatura che lo fa più comodo da portare. Anche la canna e la giannetta sono bastoni da passeggio, più leggeri del bastone, per lo più ricavati da fusti ο da radici di bambù. VAlpenstock è con termine germanico, il bastone da montagna, fornito di un solido puntale metallico. Il bacchio è un bastone lungo che si adopera per bacchiare i frutti sui rami più alti; come la pertica che però ha numerosi altri usi. La bacchetta è un bastone sottile, piuttosto grezzo, che si usa per giocherellare, per percuotere il sedere dei ragazzi discoli, stappare le canne del lavandino e faccende del genere. La clava è un bastone piuttosto robusto e lungo, più grosso a una delle estremità, buono per fracassare le ossa all'avversario: famosa la clava di Ercole, inseparabile compagna del nerboruto eroe della mitologia greca. Randello e manganello sono pure dei bastoni più ο meno grezzi, 95
piuttosto pesanti, usati per la difesa e l'offesa come corroboranti dei pugni e dei calci. La mazza è di due specie: quella assimilabile al randello ο manga nello, e quella fornita di un pomo d'avo rio ο d'oro ο d'argento che il signore ele gante del secolo scorso portava passeg giando sul corso, talvolta facendola roteare abilmente tra le dita sotto il naso ammirato delle dame. Si chiama in ita liano mazza il bastone da golf. Il pungo lo è un bastone puntuto che il contadino adopera per pungolare e stimolare i buoi. Il bordone è il bastone molto lungo, nodoso, ricurvo in alto, che usavano anticamente i pellegrini. Il caduceo è quel bastoncello, intorno al quale si avvinghiano due serpentelli, che serve come insegna delle farmacie; nella mitologia è l'attributo del dio Mercurio. Il pastorale è il bastone del vescovo, di metallo pregiato, artisticamente ornato, attributo sacro evidentemente derivato dal bordone. Lo scettro è il bastone del sovrano, segno dell'autorità regale. Il tirso è il bastoncello intorno al quale si avviticchiano tralci di vite, attributo del dio Bacco.
Battaglia
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Attacco, avvisaglia, Blitz, Blitzkrieg, combattimento, conflitto, contrattacco, fatto d'arme, guerra, incursione, mischia, offensiva, pugna, scaramuccia, schermaglia, scontro, sortita, tenzone, urto, zuffa. Battaglia è lo scontro fra truppe di eserciti opposti, guerra è lo stato di lotta armata tra popoli, che si risolve mediante le battaglie: una guerra si compone di molte battaglie, e si possono vincere tutte le battaglie tranne l'ultima, perdendo così la guerra. Conflitto, come guerra, è un confronto armato tra due parti che può prolungarsi nel tempo. Attacco è l'atto che dà inizio alla battaglia, contrattacco è la risposta che l'avvia. Avvisaglia è lo scontro di pochi armati; più ο meno come scaramuccia e schermaglia. 96
Mischia e zuffa significano più battaglia tra reparti non molto numerosi che si battono d